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Le Idi di Marzo sono indubbiamente una data memorabile per Roma e per la sua storia. Forse non come le Idi, ma il 15 marzo 2025, sempre nella Capitale, abbiamo assistito ad un altro evento storicamente rilevante, dalla portata non solo nazionale, bensì—azzardiamo a dire—europea.
In Piazza del Popolo, come ognuno di voi avrà recentemente letto in tutti i giornali, circa 50.000 persone si sono riunite in nome di quei valori che campeggiano come un monitore e come una rivendicazione di democrazia sul Manifesto di Ventotene, gli stessi valori che avrebbero dato vita all'Unione Europea; che -in questi anni- sono sempre più rivendicati dai suoi cittadini quando li vedono calpestati.
La manifestazione, sorta da un appello del giornalista Michele Serra, ha accolto l'adesione di sindaci, personaggi di spicco, associazioni, politici di diversi indirizzi ideologici e di tanti, tantissimi civili provenienti da tutta Italia. In concomitanza con la manifestazione intitolata “Una Piazza per l'Europa”, infatti, l'Urbe ospitava un gran numero di tifosi irlandesi giunti in vista della partita di rugby del torneo del 6 nazioni; per non parlare di tutti i turisti occasionali e di quelli accorsi per il Giubileo. Finita la partita ed i loro altri impegni, gran parte di questi, forse attirati dal fervente clima che si respirava in Piazza del Popolo, hanno deciso di unirsi. Questa è stata, secondo noi, dimostrazione del fatto che l'Europa sia molto più di un continente o di un insieme di Stati, ma assurga a vero simbolo di unità, democrazia e di diritti — per quanto: No. Non lo vogliamo nascondere, abbia preso spesso scelte sbagliate in passato e per quanto, probabilmente, ne prenderà ancora in futuro…
Ognuna di queste persone si è presentata in Piazza avendo ben chiaro che, la manifestazione, non si poneva l’obbiettivo di discutere determinate -e recentissime- scelte prese dai vertici dell’UE . I presenti, avevano i cuori rivolti in alto nelle semplici vesti di cittadini europei che manifestano fiducia in questa unione e un senso d’appartenenza. Questa fiducia, a parer nostro, è un'unità reale e non una messinscena temporanea.
Non potevamo mancare, considerando anche che la nostra città, Parma, sarà Capitale Europea dei Giovani 2027, come ricordato da due nostri amici e concittadini intervenuti sul palco di Piazza del Popolo.
Vogliamo dunque raccontarvi dell'atmosfera che pervadeva la manifestazione dall'interno, trasmettervi le emozioni che si percepivano, le parole che riecheggiavano, al di là di tutte quelle narrazioni -noi crediamo- inesatte e scorrette che alcuni mezzi di informazione hanno divulgato. Tra queste narrazioni la più distorta è stata quella di chi ha voluto diffondere l'idea che -la Piazza- fosse gremita di guerrafondai, di sostenitori indefessi del riarmo, di una folla di illusi persi tra sofismi poco pragmatici; c’è chi ha sminuito il significato della manifestazione, considerandola un'inutile perdita di tempo e di fondi per la città di Roma, che ha patrocinato l'evento.
E invece, se al di fuori delle transenne che chiudevano la Piazza alcuni, per protesta, davano fuoco alle bandiere a dodici stelle, all’interno delle stesse transenne c’erano persone che, sebbene non tacessero le posizioni politiche più contrastanti, affrontavano questa diversità ideologica con vero senso democratico, tramite un dialogo rispettoso e costruttivo, così come insegna Altiero Spinelli.
Gli interventi dal palco sono stati numerosi e discordanti; attorno all'obelisco Flaminio sventolavano non solo le bandiere stellate dell'Europa, ma anche quelle della Pace, comunità della LGBTQ+, dell'Ucraina, della Georgia, della Palestina, quelle del Movimento Federalista Europeo, del Movimento Nonviolento e tante altre. Una nota amara che abbiamo potuto constatare è stata la pochissima affluenza di manifestanti appartenenti alla cosiddetta generazione X (quella—per intenderci—dei nostri genitori, nati fra il '65 e gli anni '80).
Non intendiamo dare un'interpretazione netta e critica a questo dato, ma vi invitiamo a riflettere sulle ragioni per cui la politica e l'Europa appaiono così lontane ad una fascia d'età tanto ampia. Ma torniamo all'evento in sé.
Sarebbe stato poi impossibile, dati gli avvenimenti e le decisioni politiche - lo ammettiamo, in questo periodo dubbie e poco condivisibili- che l'UE sta affrontando, tralasciare i dibattiti sul riarmo, sulla posizione assunta da Trump e da Putin e su tutte quelle altre scottanti tematiche incombenti. Pertanto, serpeggiando in lungo e in largo attraverso quel mare blu-stellato di persone e di pensieri, abbiamo teso il più possibile le orecchie per captare spunti di riflessione da condividervi nei prossimi possibili articoli.
La Piazza, in effetti, è stata un'opportunità per creare tavoli di dibattito tra cittadini che, pur avendo idee antitetiche tra loro e pur non nascondendo i propri dubbi in merito al ruolo e al futuro dell'Europa, si riconoscono negli stessi valori, sentono la necessità di dimostrare che “o si fa l'Europa o si muore”, che “l'Europa non è un incidente della storia” e che rimane un luogo “formato da libere scelte, da libere elezioni; un luogo dove ragazzi e ragazze possono viaggia, studiare, amare, senza costrizioni“.
Tanto bisogna fare per aggiustare l'andatura di quest'Unione Europea claudicante ed incerta. Qualsiasi cambiamento duraturo non può che venire dal basso, ed anche in questo caso ogni passo verso la costruzione di un'Europa più unita e migliore deve partire dai cittadini, questa è una reale possibilità e non un’utopia. Il bisogno di esserci e di riaffermare la comune appartenenza valoriale europea, perciò, non poteva essere più grande, tanto da aver spinto migliaia di persone a compiere un’atto d'amore rimanendo in piedi, a sudare, sotto il cielo umido e piovoso di Roma, per più di quattro ore.
I cittadini europei -in un tempo buio- hanno fatto finalmente sentire la loro presenza, hanno fatto sentire la loro voce, la voglia di ricominciare, nonostante gli ultimi anni, nonostante gli errori del passato - che non vanno ripetuti e nemmeno dimenticati. Tutti insieme, tutti uniti nella loro diversità.
Autore
Niccolò Delsoldato
Alessandro Mainolfi