VIVA FIORENZA!
Per San Giovanni Battista, patrono di Firenze, si è tenuta la consueta finale di calcio storico fiorentino. Lo scontro è avvenuto tra gli Azzurri di Santa Croce e i Rossi di Santa Maria Novella. Il trionfo è stato degli Azzurri contro gli imbattuti Rossi per 19 cacce a 18. Una partita che ha lasciato l’amaro in bocca ai calcianti e al pubblico rosso, ma che ha dato un grande spettacolo per i fiorentini e Firenze. Il sabbione di Santa Croce è stato animato da 27 calcianti per squadra, dove scontri e azioni straordinariamente avvincenti hanno dato vita ad una partita equilibrata e senza espulsioni dal campo. Dal 2022 gli Azzurri non erano padroni del sabbione.
Il calcio storico rappresenta ancora il cuore della città di Firenze. Con origini antichissime, il gioco fa da cornice al capoluogo toscano, rappresentandone la sua storia. Violento, se vogliamo guardare alla sua dimensione prettamente estetica, ma che al suo interno contiene molteplici discipline e uomini pronti a combattere per il proprio quartiere. Un mix tra calcio, rugby, pugilato e lotta libera, il tutto funzionale in quei 50 minuti a fare la “caccia”, ovvero portare il pallone fino al fondo del campo avversario e metterlo in rete.
La finale del calcio storico è simbolo di nascita ed essenza della tradizione locale. Firenze è una città romantica con una bellezza estetica riconosciuta, ma che tira fuori il suo lato guerriero, passionale e combattivo in questa occasione. Il mese di maggio è di preparativi per la città di Firenze. Così come preparano le armi per combattere i calcianti rossi, azzurri, verdi e bianchi dei quartieri fiorentini, al seguito la città con la fioritura del gelsomino. Il profumo ricco del fiore si unisce al caldo del sole di giugno e all’odore di battaglia nel sabbione.
Quando tutto è pronto la città fa silenzio. Una cadenza precisa, ad ogni parola un movimento segnato dai rulli di tamburi, che costruisce la coreografia perfetta per il “Saluto alla Voce”, rituale gridato dal Capitano di Guardia del corteo storico, che con fierezza dà inizio alla partita. Il saluto è da parte di tutto il corteo storico, inclusi i bandierai degli Uffizi, grandi professionisti di fama internazionale. Giunti alla fine, le parole si fermano a mezza asta per intonare con orgoglio ed emozione un Viva Fiorenza.
State attenti al comando!
Badate a voi, le armi in pugno.
Presentate le armi, salutate!
Rimettetevi, armi a terra.
Riposatevi sulle vostre armi.
Gridate con me:
Viva Fiorenza!
La sera del 24 giugno, terminata la finale, Firenze si illumina con i suoi fuochi d’artificio, che brillano sopra Ponte Vecchio. Quei “fochi”, che i piccoli e le piccole fiorentini/e amano, perché segnano l’inizio dell’estate. Quel momento unisce tutti sulle sponde dell’Arno, chi seduti sul muretto ad aspettare, chi sulle spalle del proprio babbo. Raccolti lungo la città si guarda il cielo, Firenze è in festa!
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