Dieci squadre africane si sono qualificate al mondiale, e ben nove sono passate ai sedicesimi. Il calcio africano si è fatto sentire, e il messaggio è arrivato forte e chiaro: nessuna paura, gioco di squadra, intensità, corsa, spirito di sacrificio. State certi che ce ne regaleranno delle belle. un
Le più blasonate: Marocco, Senegal, Costa d’Avorio e Ghana. Il Marocco si è già messo in mostra contro un Brasile ancora tutto da vedere, ma con giocatori da cinque stelle. Hakimi, Brahim Diaz, il giovane talento Bouaddi, Saibari che è a un passo dal Bayern Monaco, la promessa Gessime Yassine e molti altri militano in campionati europei e sono parecchio importanti nelle loro rispettive squadre. La ciurma capitanata da Achraf Hakimi ora dovrà affrontare l’Olanda, e sarà una prova durissima, ma il risultato non è affatto scontato e la partita potrebbe regalarci mille emozioni.
Il Senegal, dopo una Coppa d’Africa vinta sul campo ma strappata dalle regole della CAF, si è ritrovata in un girone di ferro e, nonostante abbia lottato con Francia e Norvegia, ne è uscita a brandelli. Nonostante il terzo posto, i tre punti e le cinque marcature contro l’Iraq hanno salvato definitivamente i leoni della Teranga e gli hanno permesso di qualificarsi per il rotto della cuffia. La squadra è forte, c’è molto potenziale e molta voglia di far bene; adesso che la squadra è rinata dalle ceneri, non bisogna darla per vinta, anche perché ai sedicesimi affronteranno un Belgio un po’ anonimo. Si spera che Mané, questa volta, non debba convincere i compagni a giocarsi il tutto per tutto, ma che la squadra unita possa dimostrare tutto quello che ha da offrire al calcio, e di talento ce n’è tanto. Uno tra tutti, Ismaïla Sarr, che sta facendo un grande mondiale.
Un’altra squadra da tenere d’occhio è la Costa d’Avorio, forse la più convincente tra tutte, che cade solo con la Germania, la favorita, in una partita dove forse gli ivoriani meritavano di più. Tanto atletismo e parecchia qualità. Un Kessié strepitoso che riaccende i ricordi in rossonero, una difesa-muro e il talento di Nicolas Pépé che vale la qualificazione. Poi c’è Amad Diallo, giocatore assai prezioso, abile sia nella fase difensiva che in quella offensiva, dà anima e cuore ed è indispensabile per questa Costa d’Avorio. Non c’è da dimenticare l’astro nascente Diomande, "mister 100 milioni", che ha fatto commuovere tutti con la lettera aperta per la prematura scomparsa della sorella. È un talento cristallino che non ha ancora fatto vedere tutto il suo potenziale in questa Coppa del Mondo. E Adesso "gli Elefanti" ne avranno bisogno, perché affronteranno la Norvegia; non sarà facile, perché "i Vichinghi" hanno tutte le carte in regola per arrivare fino alla fine, ma il match è tutto da scoprire, aspettiamo solo che lo spettacolo inizi. Ha convinto tanto anche il Ghana, che ha avuto più fortuna delle altre squadre africane perché ai sedicesimi affronterà la Colombia, più abbordabile sicuramente di Olanda e Norvegia, ma che ha fatto un girone da urlo, qualificandosi come prima e pareggiando contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Il Ghana si è fermato solo con la Croazia, ma in questo terzo posto salvifico ha dimostrato di avere tante carte da giocarsi e una grinta invidiabile a tutti. Con i croati, grande partita di squadra, tanta voglia di fare risultato, ma non è bastato. Nonostante sia stata una partita equilibrata per ottanta minuti, alla fine i ghanesi hanno mollato, forse anche perché sicuri del passaggio al turno successivo. Semenyo ha dimostrato di essere il leader, il gioiello delle Black Stars; nonostante debba incidere più sul campo e manchino a questa squadra le sue prodezze e i suoi goal. Contro un’instancabile Colombia, ne avranno sicuramente bisogno.
Se è tramontata l’era del Faraone Momo Salah in Inghilterra con il Liverpool, l’Egitto ha sempre più bisogno del suo capitano, della sua guida, e in un mondiale in cui Marmoush non sta brillando, Salah ha impreziosito contro il Belgio e ha deciso la partita contro la Nuova Zelanda. Nell’ultima partita valida per il girone hanno rischiato, contro l’Iran, di passare come terzi, ma un fuorigioco millimetrico dell’ultimo minuto li ha salvati. Sono passati come secondi e affronteranno l’Australia, in una partita dove i Faraoni sono favoriti; non devono sottovalutare i Socceroos, che hanno battuto la Turchia di Güler 2-0.
Repubblica Democratica del Congo e Algeria: 4 punti e passaggio assicurato. La prima nazionale ha ottenuto la qualificazione conquistando un punto contro il Portogallo e vincendo nell’ultima giornata 3-1 contro l’Uzbekistan di Cannavaro, grazie alla doppietta di Wissa, punta centrale del Newcastle. Adesso affronteranno l’Inghilterra e sono terribilmente sfavoriti, però, fino a ora, stanno disputando un grande mondiale.
L’inizio dell’Algeria non è simile a quello dei congolesi: subito, tripletta di Messi e impossibilità di rispondere, che ha quasi del tenero. Ma la squadra di Mahrez ha trovato coraggio e, dopo i tre punti contro la Giordania, il pareggio rocambolesco nello scontro diretto con l’Austria ha regalato a entrambe il passaggio al turno successivo. I nordafricani ora affronteranno la Svizzera, in una partita che potrebbe essere parecchio equilibrata.
La prima vittima dei sedicesimi è il Sudafrica, dopo una partita incerta fino al novantesimo, cade con i padroni di casa: il Canada. I sudafricani hanno dimostrato, sin dall’inizio del torneo, di essere la squadra meno performante tra le compagini africane, ma sicuramente efficace. L’ingresso alla Coppa del Mondo è stato horror, perdendo subito con i padroni di casa in Messico e prendendo due cartellini rossi nei primi 90 minuti di gioco. Non hanno capito l’arbitro, dopo il VAR, ma hanno capito come saltarci fuori: grazie alla seconda giornata si fanno perdonare e pareggiano con la Repubblica Ceca, che in questo mondiale non si è mai riuscita a sbloccare davvero. E infine per accedere al turno successivo battono la Corea del Sud di Heung-Min Son, rispedendola a casa e centrando una qualificazione storica. Il sogno però, dura poco: il muro difensivo crolla nei minuti di recupero. Il Canada segna e vince. Di conseguenza, si chiude così, a testa alta, il percorso sudafricano.
La sorpresa più grande di tutte è il Capo Verde: 500 mila abitanti e il sogno di giocare questo mondiale. Qualificandosi, giocano adesso contro l’Argentina di Lionel Messi. Tutto questo, per i giocatori capoverdiani è un sogno, e il paese festeggia per questo grande traguardo. Il Capo Verde è la nazione più piccola di sempre ad aver superato i gironi. L’idolo è Vozinha, che ha vinto l’MVP contro la Spagna per le parate decisive, ed è un simbolo gigantesco di riscatto per tutta la sua comunità e oggi anche per noi.
L’ultima squadra africana, l’unica a non essere riuscita a superare la fase iniziale del torneo, è la Tunisia. Non ci si poteva aspettare diversamente per il girone che si sono trovati ad affrontare: Olanda, Giappone e Svezia sembrava un film già scritto. Il record però è parecchio negativo: zero punti, dodici gol subiti e appena due fatti. Potevano fare meglio. Nel 2022 hanno battuto la Francia campione del mondo e hanno chiuso il girone con quattro punti, nel 2018 con tre, battendo il Panama. Hanno il primato storico di aver vinto per primi una partita come squadra africana e araba, nonostante non siano mai riusciti, in sette partecipazioni, a superare il girone.
Il calcio africano di oggi ha stravolto i vecchi equilibri rispetto al passato: attraverso una profonda evoluzione statistica, tattica e strutturale, qualcosa è cambiato. La differenza più evidente emerge nei numeri dei Mondiali: se un tempo l’Africa festeggiava la qualificazione isolata di appena una o due squadre alla fase finale, oggi assistiamo a un dominio, in blocco, senza precedenti. Nove squadre qualificate. In mezzo al campo ci sono giovani talentosi, giocatori che trovano linfa vitale quando tornano a giocare per il loro paese, ma che illuminano i campi di tutta Europa. In Africa ci sono allenatori preparati, c’è molta più tecnica e grande maturità calcistica. La scorsa Coppa d’Africa aveva già anticipato cosa avremmo potuto aspettarci da queste squadre: il Marocco e il Senegal ci hanno fatto vivere una grande finale. Questo mondiale certifica il tutto, e credo possa assicurarci che questo sia solo l’inizio, dopo tanti anni in cui il calcio africano è sempre stato messo in secondo piano. Ora può solo che crescere, consolidarsi e dominare la scena internazionale per gli anni a venire.
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