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Faccio dietro front e mi lascio alle spalle la grande casa di città, la festa, gli anziani uomini di partito e i destantisi statisti di Parma. Cammino nel giardino di pini coperti di neve e d'un tratto da tergo una mano mi tasta la schiena fermandomi, il Ragazzo ambizioso si pianta di fronte a me: Perché te ne vai? mi dice Mi sono rotto il cazzo, rispondo, e faccio per aggirarlo velocemente ma lui mi ha già anticipato ed è di nuovo di fronte a me, ché può muoversi senza avere peso né spina dorsale, come fosse un'ombra. Intanto s'è acceso sul suo volto uno sguardo torvo, e non dovrei andare via ora, la festa deve ancora iniziare, dice: Ci divertiamo, aggiunge il Ragazzo ambizioso Non me ne importa nulla, siete brutta gente! rispondo Sei ubriaco, dice E tu sei un'ipocrita, rispondo e penso che stasera mi sono definitivamente esautorato ai suoi occhi, da mesi lo allontano, e ne sono felice perché in quel Ragazzo ambizioso dimora il mio fallimento, m'ha reso egoista e disumano. In verità è tutto ciò che nell'intimo io Non Sono, eppure tutto ciò che sotto il suo dominio sono stato, un ghiaccio bollente, penso, e intanto il Ragazzo ambizioso con acredine mi chiede se sono normale o se sono impazzito: Ma cosa ti prende? Non vuoi più conoscere tutta questa bella gente? chiede Nulla, rispondo e aggiungo che, semplicemente, non voglio più stare con loro, allora il Ragazzo ambizioso mi chiede ridendo se sto male fisicamente, ma sempre con quello sguardo torvo, e aggiunge che forse ho bevuto troppo vino e il freddo mi ha fatto prendere male l'alcol: Torna dentro a scaldarti, dice c'è quella Ragazza e poi ti devo presentare l'assessore, dice, e per un attimo quasi ci sto cadendo di nuovo in quella trappola ma ho la forza di fare un piccolo passo, e poi un altro - e lui grazie a Dio rimane fermo - poi un altro ancora, e poi un altro ancora, avanti, e mi dirigo verso la mia macchina, salgo e metto il riscaldamento al massimo: fa un freddo tremendo fuori, sulla strada buia e a sanpietrini della città di Parma ci sono dieci centimetri di neve bianca e non capitava da prima che sfiorisse la mia giovinezza, è bella come una donna quando è giovanissima, penso, e mi accendo una sigaretta e vedo dal parabrezza della macchina la Ragazza fermarsi sulla soglia della porta della grande casa calda di città, fa un balletto seducente per soddisfare qualcuno alla festa, ha un corpo sinuoso e pieno come quello delle cariatidi, penso e la vedo sparire dentro la luce. L'ho amata, anzi no, ne ho amato solo l'immagine, l'idea eterna, il sesso, il profumo fresco, penso, e dai bui sedili posteriori esce una bianca mano di vecchio e si posa sulla mia spalla: Ciò che rende saggio un uomo ed eccellenti le sue azioni è uguale, cioè l'onestà, dice la Voce del Saggio. Non c'è onestà se non c'è libertà, e tu sei schiavo del Ragazzo ambizioso; e lui non è onesto, aggiunge. Perché ti muovi sotto la guida d'un altro? Perché non consideri quali sono le sue azioni? Per ottenere il successo si comporta disonestamente, smanioso ricerca la carriera più della verità, volta le spalle agli amici che da cui non può trarre profitto, dice la voce del saggio. Credevo di non temere nulla, né calunnie né processi, e invece, ora che sono solo, mi spaventa ogni soffio del vento, penso, e la voce del saggio dice che io sono per me stesso un teatro abbastanza grande, La solitudine è una benedizione, è come l’onestà, piace a se stessa ed è salda, la folla invece è una maledizione. Non temere: ciò che non si può sopportare uccide, e ciò che si può sopportare è irrilevante. Continuo ad ascoltare il suo consiglio mentre la macchina procede lenta verso la campagna innevata, e mi calmo. Scompare all'orizzonte il dolore e la città.
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