Massimo Cacciari, è Filosofo, uomo politico italiano e professore emerito di estetica presso l'università di Venezia, deputato del PCI (1976-83), fu sindaco di Venezia dal 1993 al 2000, nell'ambito di uno schieramento di centrosinistra, e venne rieletto poi nel 2005, permanendo in carica fino al 2010. Da posizioni teoriche marxiste è approdato a una personale riflessione sulla crisi del pensiero dialettico della tradizione hegeliano-marxista, studiando autori (F.W. Nietzsche, L. Wittgenstein, M. Heidegger, F. Kafka) e culture (in particolare quella viennese e mitteleuropea tra Ottocento e Novecento) che ha ritenuto caratteristici di quella crisi, indagandone poi le ragioni profonde nella tradizione metafisica e teologico-religiosa occidentale. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali tra cui il premio Hannah Arendt per la filosofia politica (1999) e quello dell'Accademia di Darmstadt per la diffusione della cultura tedesca all'estero (2002). Tra le sue opere ricordiamo: Krisis. Saggio sulla crisi del pensiero negativo da Nietzsche a Wittgenstein (1976); Dallo Steinhof (1980); Icone della legge (1985); L'angelo necessario (1986); Dell'inizio (1990); Geo-filosofia dell'Europa (1994); L'arcipelago (1997); Arte, tragedia, tecnica (in collaborazione con M. Donà, 2000); Della cosa ultima (2004); Tre icone (2007); Hamletica (2009); Ama il prossimo tuo (con E. Bianchi, 2011); Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto (2012); Il potere che frena (2013); Labirinto filosofico (2014, vincitore del premio Hemingway 2016); Senza la guerra (con L. Caracciolo, E. Galli della Loggia, E. Rasy, 2016); Occidente senza utopie (con P. Prodi, 2016); Generare Dio (2017); nel 2019, La mente inquieta. Saggio sull'Umanesimo e Elogio del diritto (con N. Irti); nel 2020, Le sette parole di Cristo (con R. Muti) e Il lavoro dello spirito; Paradiso e naufragio (2022); Metafisica concreta (2023); La passione secondo Maria (2024); Kaos (2026).
Il dialogo, le domande della redazione
- Nella Sua conferenza del 2017, all'interno della rassegna Miti senza tempo, Lei parlò della guerra di Troia e di quello che definì un vero e proprio “arcipelago di eroi” dell'Iliade. La domanda è questa: Quali caratteristiche distinguono l'eroe contemporaneo da quello omerico e, soprattutto, chi sono oggi gli eroi del nostro tempo?
- La nostra domanda di rito: in «Così parlò Zarathustra» di Friedrich Nietzsche c’è un passo in cui il profeta cammina su di un prato insieme alla Vita. Una volta sdraiati sul prato Zarathustra sussurra qualcosa alla Vita e questa si mette a piangere. Secondo lei, cosa fa piangere la Vita?
- Lei ha avuto una lunga esperienza politica nell'area della sinistra italiana. A distanza di anni, quali valori, idee o strumenti politici ritiene che la sinistra italiana abbia smarrito e che oggi sarebbe indispensabile recuperare? Lei ha definito il progetto federalista “l’ultima utopia”, aggiungendo che si è rivelato un fallimento e che oggi “non è rimasto nulla”: ritiene che quella prospettiva possa essere ripensata e recuperata, almeno in parte, attraverso strumenti come l’autonomia differenziata?
- La cultura greca ha elaborato alcuni dei concetti attraverso cui ancora oggi pensiamo la politica, la cittadinanza, l'arte e l'educazione. Quali di queste eredità ritiene che la nostra società dovrebbe tornare ad interrogare, e perché?
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