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Boxe contro l’assedio
Boxe contro l’assedio

Boxe contro l’assedio

autore
Alessandro MainolfiAlessandro MainolfiRiccardo MaradiniRiccardo Maradini
pubblicazione
30/09/2025
categoria
SocietàSocietà
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4

Il 13 settembre, al parco Pellegrini di Parma, abbiamo assistito all’evento “Boxe contro l'assedio”, che faceva parte dell’edizione 2025 di Hasta Siempre Bagna, la festa per ricordare l'ultras del Parma Matteo Bagnaresi.

Cominciando ab ovo. Il tempo non era dei migliori (eppure avrebbe piovuto soltanto la sera, ad evento concluso). Siamo entrati fin dal mattino per dare un primo sguardo. Il parco era stato completamente trasformato e, pur nel suo intento di protesta contro l'ingiustizia del genocidio palestinese e l'omertà del governo italiano, si percepiva un clima comunitario e pacifico: molte persone, colori, bandiere, un grande ring, un palco con console e casse, alcuni stand e diverse bancarelle. Tra queste, ne notiamo una piccola che, tra i tanti titoli, vende anche i libri di Abdullah Öcalan, esponente del PKK e fervente sostenitore della causa indipendentista curda, in carcere in Turchia dal 1999. Entrambi compriamo l’opera omnia di Öcalan, sperando di dare un contributo, anche se minuscolo, alla causa di un popolo da sempre in cerca di pace.

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Passiamo poi alle successive. Le bandiere della Palestina accompagnano ogni passo. Veloci arrivano le undici, Elena Mistrello presenta il suo fumetto Tracciato Palestina, il titolo più attuale tra i tanti fumetti che raccontano l'occupazione israeliana delle terre palestinesi. L'autrice è stata in West Bank tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023 «e ha riportato in queste tavole tutte le ingiustizie che ha potuto testimoniare laggiù, rendendo questo volume un tassello essenziale per comprendere meglio un contesto taciuto dalla narrazione mediatica». Elena spiega con attenzione e racconta la sua esperienza con tono dolce. È molto disponibile anche dopo la presentazione, e riusciamo a farle due domande, in disparte, nel primo pomeriggio:

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Come nasce Tracciato Palestina?

«Tracciato Palestina nasce a seguito di un viaggio che ho fatto in West Bank insieme a un progetto che unisce l'arrampicata alla solidarietà con la resistenza palestinese: il West Coming Bank, organizzato da un centro giovani vicino a Betlemme. A seguito dell'ultimo viaggio che ho fatto lì, ho deciso di registrare su carta le impressioni, gli incontri e le sensazioni che ho vissuto. Abbiamo arrampicato anche in zone sotto assedio, luoghi molto pericolosi per i palestinesi che erano in gruppo con noi. Con questa azione abbiamo dato un valore di resistenza solidale e unita e con il fumetto voglio raccontare ciò che viene taciuto.»

Noi siamo con molti ragazzi e ragazze nel giornale, che fanno arte. Dove nasce la tua passione per il fumetto e per il disegno?

«Io ho studiato all'Accademia e mi è sempre piaciuto disegnare. Non so dire precisamente dove, ma ad un certo punto, forse guardando Gio Sacco, Gippy, Zero Calcare e tanti altri, mi sono resa conto di quello che si può fare con il fumetto e mi sono detta: mi piace, e voglio farlo! Sono molti anni che lo faccio e, al di là del lavoro, credo molto nel valore dell'autoproduzione. Per questo Tracciato Palestina l'ho pubblicato da indipendente.»

Prendiamo una copia dell'opera e, mentre salutiamo Elena e le auguriamo buona fortuna per le successive pubblicazioni, passa un ragazzo che grida «Iniziano i match!».

Dopo una presentazione rapida degli organizzatori, i primi atleti salgono sul ring, per dare lo spettacolo a cura di Absolute Boxe Asd di Parma.

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Si scambiano alcuni match i più piccoli, finché non sale nel quadrato una ragazza di nome Viola, viso gentile ma tenace, 13 anni, quaranta kg, proveniente dal quartiere La Bolognina, dove ha sede la palestra omonima. Inizia il match. Viola prende alcuni colpi diretti al viso, ma ne porta altrettanti. Un montante alla pancia la piega, ma si rialza portando subito una combinazione di diretti e di jab che vanno tutti a segno. La ragazza attraversa l'intero incontro con questa meravigliosa inerzia: cade ma si rialza, tiene duro, non molla; tira grazia agli occhi di tutti.

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Mentre lottava, siamo rimasti così colpiti dal suo coraggio, dalla sua forza di volontà e dalla voglia di continuare a combattere nonostante il volto fosse sanguinante, che le abbiamo chiesto di poter scambiare quattro chiacchiere con lei dopo l’incontro. Ci ha sorpreso molto, vista la sua giovane età, l'attaccamento al suo quartiere di Bologna, che ci ha raccontato nell'emozione del momento -quartiere dove ha sede la sua palestra, dove ha messo le radici e di cui respira l’aria di ogni giorno:

«Ho deciso di iscrivermi alla Bolognina Boxe e mi sono allenata per un anno con gli Under 13. Prima facevo danza, precisamente hip-hop, ma non mi trovavo molto bene con gli allenamenti: diciamo che non mi divertivo, erano troppo leggeri e poco intensi. Ho deciso di cambiare sport e ho scoperto il mondo della boxe. Mi sono trovata molto bene fin da subito. Mi dà forza, vita, mi appassiona, e penso proprio di continuare con questo percorso, sono alla seconda esibizione pubblica!»

Non possiamo fare a meno di citare una frase cult del pugilato che sembra ci venga dettata dalla storia per raccontare del passaggio di Viola dalla danza alla boxe: «Vola come una farfalla, pungi come un'ape» (Muhammad Ali). Un’altra frase ci sembra perfetta per descrivere il suo coraggio: «Non conta quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi» (Joe Frazier). Noi eravamo preoccupati vedendola sanguinare, ma probabilmente ci avrebbe messo KO.

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Poi, nel terzo match, dedicato ai Pesi Medi, ci ha colpito la forza e la tecnica di entrambi i pugili, che non si sono risparmiati e hanno portato combinazioni di quattro-cinque colpi. Il match è finito in pareggio. Uno dei due ragazzi, Ibrahim, di origini senegalesi, ci ha parlato della boxe come metodo di connessione con la sua lontana terra natia:

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«Mi chiamo Ibrahim. Preferisco la boxe rispetto a tutti gli altri sport, anche se in Senegal lo sport nazionale è il Laamb (NDR: la lotta senegalese, il cui nome originale è laamb, una lotta tradizionale africana tra le più antiche e strutturate). Mi è venuta voglia di iniziare a combattere osservando i miei amici senegalesi e gambiani. Sono in Italia dal 1° ottobre 2023, quindi ormai da circa due anni, e ho iniziato a combattere un anno fa. Spero di continuare a farlo in questo paese per molto tempo.»

Era impressionante la forza con cui Ibrahim scavava dall’interno del suo animo per trovare le parole giuste per descrivere le sue emozioni, pur non essendo madrelingua. Era la stessa forza con cui tirava i “cazzotti” al suo avversario.

L’ultimo match è invece dedicato alla categoria Pesi Massimi, e abbiamo visto lottare due atleti, vestiti di rosso e facenti parte della Palestra Popolare Absolute Boxe Asd di Parma. L’incontro è stato un incontro amichevole, tra due compagni legati indissolubilmente da un rapporto di philia, direbbero i greci. Ci hanno tenuto loro stessi a chiarirlo davanti ai microfoni di Punto e Virgola, ma prima il nostro fotografo ha colto la palla al balzo e ha pensato di immortalare in uno scatto i due boxeur.

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Dal momento che la giornata, e qui parla Riccardo Maradini, è iniziata con la consegna, da parte del direttore Mainolfi, di una fotografia sviluppata da sé medesimo, raffigurante un momento di svago di alcuni redattori e direttori di Punto e Virgola (ma non solo…), il finale non poteva essere diverso: cristallizzare un istante per non dimenticare l’evento e, soprattutto, la tragedia del popolo palestinese.

Autore

Alessandro MainolfiAlessandro Mainolfi Riccardo MaradiniRiccardo Maradini

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