Sabrina Brizzola, 24enne coordinatrice nazionale dell’UDU - Unione Degli Universitari - è stata ospite di Porta a Porta in data 21 ottobre 2026. Bruno Vespa, padrone di casa, di fronte al tentativo di lei di ragionare sulle cause profonde del malessere giovanile studentesco, la zittisce con una ridicola paternale: ”Quando parlate, voi giovani, documentatevi prima, questo lavoro è fatto anche di studio, capisce?”
Nella stessa puntata, il conduttore, di fronte ad un insegnante che dice di aver convinto dei ragazzi a smettere di attaccare la polizia solo parlando con loro, assume un tono ironico e irrisorio: ”Sembra quasi che lei legge il vangelo, si aprono le acque e tutti si convertono”.
A una settimana dal rimprovero, Bruno Vespa torna sul tema, e pur dicendosi “dispiaciuto” per “aver usato un tono forte”, rivendica la sfuriata: “La spiego con la delusione che una giovane con un importante ruolo di rappresentanza non si documenti su alcuni punti chiave venendo smentita su abbandono scolastico, borse di studio e studentati. Chiunque stia all’opposizione dice bugie sulla maggioranza. Avendo avuto maestri che mi hanno insegnato come il controllo delle fonti sia la premessa per ogni discussione, mi piacerebbe che i giovani si distinguessero”.
Sabrina Brizzola, in un’intervista a Fanpage del 24 ottobre, si è sentita di mettere in chiaro che “da parte di Vespa non vi è stata nessuna scusa. Mi ha scritto invece una lavoratrice del programma, non so se fosse una giornalista o una persona del team. Ha detto che era dispiaciuta del clima che si era creato, che se ne discostava e che non era sua intenzione mettermi in difficolta”. Certo come no!
Hanno portato ovviamente in studio un’antitesi di Udu, ovvero una rappresentante studentesca liceale di Azione Studentesca, Francesca Martinelli: secondo Sabrina Brizzola, “le è stato riservato un trattamento speciale”. Per chi ha visto bene l’intera puntata è impossibile pensare che ci sia stato un reale dibattito su temi realmente concreti tra le parti. Chi voleva proporre davvero un dialogo, è solo stata letteralmente usata per essere isolata nello studio di Porta a Porta, e per di più umiliata pubblicamente. Il fatto peggiore è che il ruolo di Bruno Vespa dovrebbe essere imparziale rispetto alle due controparti, e aggiunge sempre Brizzola: “Ho percepito che ci fosse una continua ricerca di contrapposizione tra me e lei”. In realtà in certe profondità, non dovrebbero esistere controparti, non dovrebbero certo essere create apposta. Si sa che quando la comunità studentesca universitaria a livello nazionale, o addirittura europeo, preme a considerare profonde mancanze all’interno dei plessi universitari e scolastici, le associazioni universitarie e le rappresentanze scolastiche dovrebbero muoversi in una direzione comune. Si parla della lotta per il Diritto allo Studio, senza ostentare determinate “ideologie” politiche per fare colpo e rimanere nelle grazie della linea “politica” (per modo di dire) del Governo Meloni. Ciò non fa altro che aumentare ulteriormente le differenze sociali anche all’interno delle mura scolastiche e universitarie. Chi è sempre stato toccato dal privilegio, difficilmente gli tocca qualcosa, quando la società là fuori tra le strade soffre e cerca solo di poter svolgere una vita studentesca dignitosa, senza dover pensare a un futuro pieno di frammenti incerti, senza una vera grande certezza. Oppure, senza dover sempre chiedere supporto costante ai genitori, ad esempio poter lavorare senza rinunciare agli studi o viceversa: molti studenti fuori sede o pendolari si impegnano non solo a studiare ma anche a lavorare. Si impegnano non solo a studiare e lavorare, diversi di loro scelgono anche di diventare rappresentanti e pensare non solo alla propria carriera accademica ma anche a quella degli altri. E questo deve essere solo che ammirevole per chi dall’alto sta al potere, ma invece più ci si mobilita, più le porte del potere sono ostili al dovere di aprirsi.
E qui di certo le porte non sono state aperte. Ma, ma c’è questo grande Ma, dalla stessa Presidente Meloni che in questi ultimi giorni ha annunciato, con “un nuovo premio da 2.500 euro” per i lavoratori under 30, una delle misure centrali inserite nel disegno di legge della Manovra finanziaria 2027. Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026 ed è volto a incentivare la permanenza dei giovani nel mercato del lavoro italiano. Annunciato quasi con tono dissociante e suo solito svogliato. I giovani, oltre a considerare quello che stanno passando, non dovrebbero sentirsi addirittura comprati, e messi a tacere con una manovra che ha lo stesso valore di un “biscotto dato ad un asino”. Servono risposte concrete e non prese in giro. È necessaria verità e non biscotti per intenerire un disagio che colpisce un’intera generazione e non solo.
Forse basterebbe anche che chi si è spacciato per giornalista in un’intera carriera lunga decenni, guardasse il suo portafoglio e cominciasse a rendersi conto che il suo stipendio è ben più alto di tutti quei soldi che probabilmente un’intera comunità studentesca, non potrà mai raggiungere, ovvero Bruno Vespa: il suo stipendio in Rai si attesta intorno a 1,65 milioni di euro all'anno (fino a circa 1,9 - 2 milioni di euro lordi considerando i vari progetti e documentari collegati).
- Compenso annuale base: Circa 1.650.000 € all'anno.
- Attività incluse: Conduzione dei programmi televisivi Porta a Porta e Cinque Minuti su Rai 1.
La verità è che la coordinatrice nazionale di UDU si è trovata in una situazione palesemente pilotata, in onore di una tradizione decennale per Vespa e della sua devozione per questa destra fantoccia: prima col papà Berlusconi, poi con la figlia Meloni. Lo stesso papà Berlusconi che ha detto riguardo alla figlia Meloni (insieme al fratello Salvini), che non sa manco “l’A-B-C della democrazia”. La parte più orribile della faccenda è che la rappresentante di Azione Studentesca, Martinelli, doveva essere dalla parte dei giovani, e non solo dalla posizione privilegiata di Fratelli d'Italia, per quanto Azione Studentesca e Azione Universitaria siano nate da una costola di Gioventù Nazionale, giovanile del partito di Fratelli d’Italia. La soggiogata Martinelli è stata solo parte della messa in scena.
Complimenti al Governo Meloni, per l'ennesima volta in cui ha cercato di mettere i giovani l’uno contro l’altro.
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