E qui mi sono domandata che cosa per te sono stata o che cosa per me sono stata

Quasi mai mi ascolto e forse dovrei intendo dovrei ritagliarmi il mio posto e di solito non voglio non ci riesco perché penso di doverlo togliere togliere dal resto del mondo

Ma continuo ad interrogarmi e mi chiedo mi chiedo perché allora esisto perché per qualche ragione sono qui o perché sono ancora qui Tu sei arrivata nella mia vita quando a stento ero viva
Mi chiedo perché tutto è stato così breve e intenso sfuggente e denso in quel poco Tempo e tanto maltempo

Mi chiedo perché sei arrivata troppo tardi come un dono che mi ha trafitta il cuore Mi chiedo perché te ne sei andata troppo presto come un lascito sospeso e quel mio muscolo ora lasciato per scontato e poi investito da un auto ch’ancora non posso guidare

Il terreno è stato rimodellato arato e nulla del raccolto pare sia bastato e per giorni mesi roventi ho pedalato e pure il buio rischiato ho sfidato Sono caduta e malori accusato Ora il mio petto ha le crepe è dilaniato
Ma sembra in terra io stia cogliendo:

lieve è il sollievo che mi concedo è quando vedo il tuo riflesso quel ricorrente Arco Baleno che ovunque vedo ti vedo ovunque vedo te e non chiunque e non posso farne a meno

Esso si posa di qui e di là e parte sempre da dove da dove sei tu non si sa

Insomma ti vedo anche se non ci credo ma allora ecco.. perché sei così ricorrente in quelle tue impronte? E dimmi se è giusto tutto questo e quello che vedo così marcato ed evidente

E poi dimmi se giusto è stato Tutto questo: quel che è stato quello che non si può cancellare del passato e ciò che non si può cambiare
Nemmeno questo:

E poi quale Tutto?

© Punto e Virgola

