
Il caso di Youssef Siher, evidenzia l'intenso e l’ennesimo dibattito “inutile” che circonda la custodia cautelare, la narrazione mediatica e la separazione dei tre poteri in Italia. Non tutti sanno che, l’ordinamento giuridico italiano funziona, in teoria, attraverso anche la suddivisione di tre poteri fondamentali, ovvero: potere legislativo al Parlamento, potere esecutivo al Governo e potere giudiziario alla Magistratura. Questi tre poteri non dovrebbero essere “mescolati” e né tanto meno essere messi costantemente e pesantemente in discussione tra di loro. Ma il Governo Meloni si è permesso più volte di chiacchierare su quella che è stata una decisione di un’altra frazione di potere, ovvero la Magistratura.
Il ricercatore italiano di 30 anni, Siher di origine marocchina, era stato arrestato e accusato dalla Procura di Milano di istigazione aggravata a delinquere. Talmente aggravante, con finalità di terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche. I pubblici ministeri sostenevano che fosse la mente dietro i canali social del "Movimento 17 Ottobre", che secondo l'accusa, miravano a replicare i recenti scontri violenti e disordini a Milano. Tuttavia, il Giudice per le indagini preliminari, Tiziana Landoni ha respinto la richiesta della Procura di convalidare l'arresto e mantenere Siher in carcere. Il giudice ha stabilito che non sussisteva il pericolo di fuga o di reiterazione del reato, ritenendo insufficienti le prove di intenti terroristici o eversivi. L'ordinanza ha inoltre sottolineato che le dichiarazioni online dell'indagato, costituivano forme di protesta e disobbedienza civile contro le politiche governative, piuttosto che un complotto violento coordinato. Di conseguenza, Siher è stato scarcerato dal carcere di San Vittore, anche se l'indagine giudiziaria nei suoi confronti rimane tuttora in corso.
La decisione del tribunale, ha scatenato un'immediata e consueta polarizzata reazione non politica ma estrema da parte del Governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito pubblicamente vergognosa la decisione del giudice di rimettere in libertà Siher, definendola letteralmente “una mortificazione insopportabile”. Anche il vicepremier Matteo Salvini per esempio ha giustamente criticato la sentenza, che ha polemicamente chiesto se il giudice avrebbe pagato di tasca propria per eventuali danni futuri. Questa dura presa di posizione ha provocato l'immediata risposta della magistratura. L'Associazione Nazionale Magistrati e i vertici del Tribunale di Milano, hanno difeso fermamente la decisione giudiziaria, dichiarando che le critiche istituzionali a una sentenza indipendente, minano profondamente lo Stato di Diritto. In seguito a questi attacchi politici, il Consiglio Superiore della Magistratura ha successivamente ricevuto la richiesta formale di aprire una pratica a tutela della magistrata Landoni.
A prendersi cura della complessità della vicenda, si è aggiunta una forte mobilitazione della rete di supporto legata ai movimenti pro-Palestina. Sulla scia del provvedimento e in risposta al proseguo delle indagini, è stata aperta su GoFundMe una colletta online, per coprire le ingenti spese legali della coppia, dal momento che anche la moglie di Siher, Sadia Hammoud, risulta indagata nella stessa inchiesta. La raccolta fondi, gestita direttamente dai genitori di Siher, e rilanciata pubblicamente sui canali social dalla pagina Instagram dei Giovani Palestinesi Milano, si propone l'obiettivo complessivo di 20mila euro. Nel giro di breve tempo, la solidarietà dei sostenitori ha permesso di superare la soglia dei 18mila euro, avvicinandosi rapidamente al traguardo finale fissato dalle famiglie. Questo caso continua così, a essere un punto centrale per discussioni più ampie sui confini del discorso politico, sull'influenza del framing mediatico prima di un processo formale e sulla fondamentale indipendenza della magistratura italiana.
Uno dei tantissimi e più recenti capri espiatori creati dal Governo, porta appunto il nome di Yussef Siher, ma non tanto il suo nome, ma ancor di più il suo aspetto, le sue origini. Elementi che non portano “certo” al Governo ad essere discriminante come non pare mai, nei confronti delle minoranze, di coloro che non sono toccati dal privilegio. Ovviamente qui si è ironici, perchè se c’è una cosa che il Governo, ha bene saputo svolgere in questi ultimi anni, è stato creare nemici inesistenti, da buttare in pasto al giudizio pubblico per distogliere le persone dalle vere e profonde crepe dall’Italia.
Quando i problemi reali vengono affrontati, il giorno dopo per il corso del Diritto, non è mai abbastanza, il temo scorre e nuove istanze dovrebbero attende e mai il tempo sembra bastare. Quindi figuriamoci quando i problemi non vengono affrontati affatto.
Concludendo al momento, si attendono risvolti per l’indagine. Quello che si chiede in primo ordine è quanto qui di seguito: Verità per Yusserf Siher.
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