
Chi ha amici o conoscenti in Marocco o chi, semplicemente, segue con interesse il paese, avrà notato nelle ultime ore l'alto numero di video pubblicati sui social da utenti marocchini che ritraggono veicoli militari e soldati. Anche la pagina instagram "roba da marocchini", molto seguita dalla comunità italo-marocchina, ha rilanciato la notizia invitando tutti a non condividere i materiali in quanto sensibili dal punto di vista della sicurezza nazionale. Ma di cosa si tratta? Semplici operazioni di routine?
In realtà, pare si sia arrivati al punto di svolta definitivo di un'annosa questione che si trascina dalla morte di Francisco Franco: il destino del Sahara Occidentale. In fondo, ciò a cui abbiamo assistito questa estate a Ceuta non è altro che un capitolo di quella stessa storia. Il 31 Ottobre, infatti, le Nazioni Unite hanno infine dato il definitivo via libera al ritiro dei caschi blu, con la conseguente fine della missione ONU. Pare proprio che l'esercito del sovrano del Marocco si stia preparando ad approfittare di questo ritiro. Negli ultimi anni, del resto, i marocchini hanno saputo abilmente tessere una solida tela che, da Washington a Tel Aviv, ha portato l'Occidente in generale, e gli USA in particolare, ad appoggiare le rivendicazioni dei marocchini sul Sahara. Ma l'ultimo atto non promette certo di annoiare, considerando che parte del territorio del Sahara è ancora occupato dai ribelli del "Polisario", sostenuti dal regime algerino. Una nuova catastrofe, anche se solo potenziale, sembra essere alle porte, e ancora una volta le avvisaglie arrivano soprattutto dal web. Esiste comunque la possibilità che i video siano davvero solamente riprese di esercitazioni che nulla hanno a che fare con più larghe operazioni militari. Resta vero, però, che a pensare male, pur peccando, spesso ci si azzecca.
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