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“Ranucci in combutta con Lavitola, uno dei più grandi inquinatori di pozzi dell’informazione” (Alessandro Sallusti, Libero, 10.7); “Non solo Ranucci. Le mille frittate del partito dei puri, dal referendum in poi” (Claudio Cerasa, Foglio, 12.7); “Dallo scoop alla bomba per Ranucci: l’ipotesi di una trappola contro FdI” (Verità, 18.7); “Sette donne per Sigfrido: da Boccia a De Crescenzo il gineceo del conduttore” (Mario Ajello, Messaggero, 28.7); “Ranucci commissariato dal ‘soviet’ dei suoi fedelissimi” (Mario Ajello, Messaggero, 8.8); “Fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola, io penso che il denaro pubblico non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda” (Matteo Salvini, 11.8); “Sono stato massacrato per anni da Report e dopo la confessione di Lavitola potrei dire molto, ma preferisco rimanere garantista e lasciare ai bravi magistrati il compito di fare chiarezza." (Matteo Renzi, 12.8); “Ranucci ha perso il barlume della ragione” (Mariastella Gelmini, Quattro di sera, Rete4, 13.8); “’Ranucci ha perso la credibilità’. Parla Aldo Grasso” (Foglio, 13.8); “Va cambiato, ma non vorrei che arrivasse uno peggio di Ranucci” (Ignazio La Russa, 16.8); “‘Reportopoli’. Stipendi faraonici e spese incredibili della trasmissione di Ranucci” (Il Tempo, 17.8); “Con quelle frequentazioni, Ranucci non può paragonarsi a Falcone” (Chiara Colosimo, Fdi, Giornale, 19.8); “La giornalista Angela Camuso: "Io, un colloquio di lavoro e quelle avances da parte di Sigfrido”” (Il Tempo, 20.8); “Sigfrido s’imbullona alla poltrona e sfida la Rai” (Libero, 20.8); “Ranucci fa pure la vittima” (Verità, 20.8); “Il nobile giornalismo d’inchiesta è molto diverso da processi mediatici sommari che infangano persone e frantumano reputazioni, grazie all’uso di atti giudiziari pubblicati arbitrariamente.” (Enrico Costa, FI, Il Fatto Quotidiano, 22.8); “Noto il rapporto tossico tra certe toghe e Ranucci” (Felice Giuffré, consigliere Csm in quota FdI, Giornale, 22.8); “Giusto così. Ora si faccia chiarezza” (Matteo Salvini 29.8); “La Rai è autonoma e decide come meglio crede. Ha scelto di affidare Report a due professionisti, non c’è da fare nessun vittimismo” (Antonio Tajani, 29.8).
E anche la libertà di stampa ce la siamo giocata.
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