Non capisco tutta questa diffidenza nei confronti di Matteo Renzi: perché un politico che si è sempre dimostrato così leale e per nulla egocentrico non dovrebbe far parte del cosiddetto Campo Largo (o come diamine si chiama la nuova formazione del centrosinistra)?
A parte il fatto che ha definito il Ministro della Giustizia Carlo Nordio «l’unico che può cambiare davvero lo stato delle cose, perché è una persona libera e ha una visione bella del Paese»; a parte il fatto che si è dimostrato favorevole sia alla riforma del Premierato sia al Ponte sullo Stretto di Messina; a parte il fatto che non ha mai votato le mozioni di sfiducia contro Daniela Santanchè; a parte il fatto che ha definito la Commissione parlamentare sul Covid «un dovere morale», aggiungendo che «se il Parlamento non ha il coraggio di approfondire quello che è successo, fa una scelta di vigliaccheria istituzionale»; a parte il fatto che è da sempre contrario al salario minimo; a parte il fatto che è sempre stato favorevole alla separazione delle carriere e non ha mai rivelato come ha votato al Referendum costituzionale di Nordio; a parte il fatto che ha votato a favore del Decreto Costa (che vieta la pubblicazione per estratto delle ordinanze di custodia cautelare); a parte il fatto che ha dichiarato che «l’aumento delle spese militari è un investimento in ricerca e sviluppo»; a parte il fatto che siede nell’International Advisory Council di JPMorgan, colosso americano della finanza, è entrato nel board di Enlivex (società israeliana) e fa parte del board of trustees del FII Institute (fondazione voluta dalla famiglia reale dell’Arabia Saudita di bin Salman, che gli garantisce circa 80 mila dollari lordi all’anno); a parte il fatto che, prima dell’invasione russa in Ucraina, è entrato nel board di Delimobil, azienda di car sharing operante in Russia; a parte il fatto che ha definito Elly Schlein «populista» e «incompatibile» con lui; a parte il fatto che ha definito Giuseppe Conte un «coniglio», «autore della sciagura Superbonus», «trumpiano», «putiniano», «non credibile», «come Miss Italia che vuole la pace nel mondo» e «incapace di condurre la campagna vaccinale»; a parte il fatto che ha pugnalato alle spalle il Governo Letta, Martina, Berlusconi, Calenda, il Conte-II e Bonino...
A parte tutto questo, davvero non vi è alcun motivo per cui si debba diffidare della Lince di Rignano.
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