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Collateral Murder è il titolo di un video pubblicato da WikiLeaks nel 2010, che mostra degli inequivocabili crimini di guerra commessi dagli USA in Iraq. All’epoca, fece il giro del mondo e lo scandalo che generò fu immane, perché vedere delle persone trucidate come in un videogioco era qualcosa a cui l’occhio del grande pubblico non era abituato.
Il mondo da allora è cambiato. Oggi, chiunque potrebbe vedere quello stesso video, quelli delle decapitazioni dell’ISIS, dei civili sudanesi giustiziati dalle RSF o dei bambini palestinesi colpiti alla testa dai cecchini israeliani.
Internet e gli smartphone hanno aperto una finestra sul mondo che prima era impensabile. Chiunque può riprendere o fotografare un evento, anche mentre avviene; ed ecco che i nostri feed sono inondati di video di risse, sparatorie, bombardamenti e via dicendo.
Giornalisticamente parlando, ciò è una miniera d’oro. Anzitutto perché rende molto più complesso insabbiare o negare crimini di ogni tipo (come accadde per Collateral Murder) e, secondariamente, perché permette di rendere il mondo consapevole di qualcosa immediatamente.
Tuttavia, c’è stata anche una conseguenza negativa: l’inflazione della violenza ci ha reso poco reattivi ad essa. Quante volte abbiamo scrollato il video di un giovane palestinese che ci chiedeva di interagire con il post per fargli guadagnare qualcosa? Quante volte abbiamo solo messo un freddo like di supporto a fotografie di bambini mutilati, denutriti, morti?
La reazione che 16 anni fa provocò Collateral Murder oggi sembra essere molto più rara, perché solo le immagini più crude e inedite suscitano in noi uno sdegno vero e proprio; il “resto” – cioè la situazione comunque tragica di centinaia di milioni di persone – è diventato qualcosa di cui siamo consapevoli, che ci infastidisce, perché in fondo sappiamo che è sbagliato, ma a cui in fin dei conti non pensiamo così tanto durante le nostre comode vite.
Credo fermamente che dovremmo ricominciare a reagire alla violenza, ai soprusi, alle malefatte come facemmo per Collateral Murder, pretendendo dai potenti tanto delle spiegazioni quanto che si prendano le loro responsabilità.
La classe politica degenerata del nostro secolo, infatti, vuole che la gente sia anestetizzata, distratta e abituata alla morte, perché così potrà continuare a perseguire i suoi sporchi interessi sulle spalle delle persone comuni.
© Punto e Virgola
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