
L’estate è forse la più bella tra le stagioni: mare, sole, costume, vacanze, abbronzatura, danni alla pelle, città bollenti, morti per il caldo, non puoi permetterti l’aria condizionata, turisti ovunque… sì, proprio la stagione migliore dell’anno.
Il mito dell’estate italiana ormai è, per l’appunto, solo un mito.
Il clima della nostra penisola – un tempo caldo ma piacevole nei mesi estivi – ormai raggiunge agevolmente picchi di 37-40°, anche nelle regioni più settentrionali.
Mentre qualche luminare svilisce il tutto con il consueto «è estate, è normale che faccia caldo», noialtri rischiamo letteralmente la vita ogni volta che abbiamo un impegno fuori casa in orari compresi tra le 10 e le 19; che poi, in fin dei conti, è troppo caldo anche di sera.

Secondo RaiNews, solo tra giugno e agosto 2025, nelle nostre città più di 4000 persone sono morte per l’eccessivo caldo. Nell’articolo, giusto un accenno (ovviamente nel finale, dove arrivano in pochi) alla causa di queste temperature innaturali: i combustibili fossili. Intanto, l’Italia continuerà a bruciare carbone fino al 2038. Chissà quante vite vale una tonnellata di carbone.
Questo caldo, come dicevamo, sarebbe normalissimo secondo alcuni, e forse è così perché non lo sentono tutti allo stesso modo. I quartieri più benestanti delle grandi città italiane, tendenzialmente, hanno più verde, mentre quelli più popolari sono solo d’asfalto e cemento; è risaputo che la presenza di alberi attenui sensibilmente la temperatura d’estate, perché fanno ombra e assorbono il calore, diminuendo anche quello delle strade.

La questione economica permea anche la climatizzazione: infatti, non tutti possono permettersi gli impianti d’aria condizionata o gli appartamenti termicamente efficienti. Troppe sono le famiglie che vivono in palazzi vecchi, caldi d’estate e freddi d’inverno; senza contare chi una casa nemmeno ce l’ha.
Nell’estate del 2026, si stima che l’Italia ospiterà circa 485 milioni di turisti, tra quelli interni ed esteri; una grande fortuna per l’economia ma una piaga per chi risiede in località di vacanza. I prezzi delle case s’impennano, gli inquinamenti acustico e luminoso rompono la tranquillità delle notti, il costo della vita sale e in generale si ha la sensazione di essere fuori posto nel luogo in cui si vive. Mentre succede tutto questo, milioni di persone nemmeno riescono ad andarci in vacanza.

Insomma, la nostra Italia rimane bellissima, per lo meno se ci si passano una settimana o due, mentre per chi la vive ogni giorno dell’anno i problemi si sommano e la qualità della vita continua a calare, nonostante quello che governi e telegiornali amano raccontarci.
Forse in futuro, durante l’estate, saremo costretti a dormire di giorno e uscire di notte; forse non cambierà nulla e ci abitueremo a tutto, perché troppo anestetizzati dalle nostre vite noiose, ripetitive e piene d’impegni; forse tra vent’anni – dopo aver continuato ad alimentare i problemi che già ci attanagliano – i padroni del mondo parteciperanno ancora alle conferenze sul clima, concordando su quanto sia importante salvaguardarlo per la salute di tutti (conferenze rigorosamente tenute in un paese produttore ed esportatore di petrolio).
«Turista tu canti e tu balli, io conto i defunti di questo paese» — Caparezza, Vieni a ballare in Puglia
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