Questa domenica, alle 17:00, cosa devi fare? Tiro a indovinare: niente.
È domenica.
E allora, perché… anzi, no.
Facciamo un passo indietro.
Ti chiedo qualche minuto di pazienza.
Devi sapere che goodbye, in lingua inglese, può significare sia addio che arrivederci. Un duplice significato quantomeno bizzarro, converrai con me. Nel primo caso non ci si rivede più, nel secondo sì. Una formula di commiato che, a seconda del contesto, ti conduce a Est o a Ovest. Un aut-aut spietato, che non lascia alcuno spazio di manovra.
Se ci pensi, siamo abituati a dirlo solo alle persone, o ai luoghi che visitiamo.
Ma quanti di noi riflettono sul commiato che più conviene dare a un ricordo?
Ebbene, questa scelta di trattenere, o lasciare andare, è la più importante che possiamo prendere.
Per crescere.
Per diventare adulti.
Per diventare noi stessi.
Così come Michelangelo vedeva già l’opera d’arte all’interno di un blocco di marmo informe, noi siamo chiamati a riconoscere cosa possa renderci pienamente noi.
A capire cosa trattenere e cosa lasciare andare, cosa ci riempie e cosa ci svuota.
Ebbene, Andrea Filiberti l’ha fatto.
Non è scappato. Si è chiesto chi è.
Meglio ancora; ci ha fatto un libro.
“Goodbye, goodbye”, il suo primo romanzo, oltre ad essere un’opera di indubbio valore artistico, è un’indagine identitaria.
Personale, sincera, a tratti sofferta.
Uno scavare in sé che potrebbe essere anche mio, tuo, di noi tutti.
Perché ogni uomo, si sa, è qualsiasi uomo.
Fresco fresco di Salone del Libro e delle prime due centinaia di copie vendute, l’autore (nonché mio caro amico, n.d.a.) arriva, o per meglio dire, torna, nella sua Parma.
Indi per cui, bando alle ciance:
domenica 21 giugno ci troviamo al Manzini Off - WOPA, in Via Catania, numero 3. Saremo io, lui, il suo libro e le nostre esperienze di vita.
Giocheremo a carte scoperte. Discuteremo anche di noi, di cosa significhi essere giovani adulti al giorno d’oggi.
Puoi anche mancare, se vuoi, ma sappi che andrai a letto con questa consapevolezza: a Parma, c’è chi parla di te la domenica pomeriggio.
Davanti a un pubblico.
E tu non hai idea di cosa dica.
Ci vediamo lì?
© Punto e Virgola
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