Il 3 novembre 2026 gli americani sono stati chiamati alle urne per le elezioni di midterm le quali si tengono ogni due anni a metà mandato quadriennale del presidente in carica. Attraverso queste votazioni, si determina il rinnovo del Congresso, l’organo legislativo federale composto dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato. Gli elettori sono chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 seggi del Senato. Oltre al Congresso, in 36 Stati si è votato anche per eleggere il governatore.

Nonostante il conteggio dei voti sia ancora in corso, i risultati preliminari parlano di una vittoria dei democratici, i quali si avvierebbero a prendere il controllo della Camera e del Senato. I democratici si sono assicurati almeno 54 seggi al Senato e superano di gran lunga la soglia di maggioranza di 218 alla Camera, dove hanno già conquistato 229 seggi, lasciandone 139 ai repubblicani, secondo gli ultimi aggiornamenti dei contatori dei media americani.
Il partito dei democratici ha vinto anche in Stati a lungo considerati roccaforti repubblicane e conservatrici, dove una vittoria fino a poco tempo fa sembrava impensabile. In Texas, James Talarico è il primo democratico a vincere un seggio in Senato dal 1988, mentre in Kansas Adam Hamilton è il primo democratico a riuscirci dal 1932. Di rilievo anche il risultato del democratico Abdul El-Sayed che ha vinto la corsa per il Senato in Michigan.
Per quanto riguarda le elezioni dei governatori, con 31 Stati su 36 già ufficialmente assegnati dai decision desk americani, i democratici hanno conquistato 17 stati contro i 12 fin ora assegnati ai repubblicani. Risultato storico per la Georgia: la democratica Keisha Lance Bottoms è la prima donna afroamericana eletta governatrice, carica che il partito non conquistava dal 1998. Anche in Texas il governatore conservatore uscente Greg Abbott ha perso contro la democratica Gina Hinojosa.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato al New York Times di accettare i risultati delle elezioni da cui i repubblicani sono usciti sconfitti: «Lavoreremo con i democratici e, sapete, non vediamo l’ora di lavorare con loro. Probabilmente troveremo un'intesa». Ciononostante, non tarda a postare sui social una foto di un cappellino stile Maga con la scritta VETO, sottolineando che se il suo nome fosse stato sulla scheda l’esito sarebbe stato diverso.

Al momento, l’indice di gradimento del presidente Trump è molto basso, con il 60% che non approva il suo operato e appena il 37% favorevole; è uno dei dati fra i più bassi della storia recente. Infatti, nei primi due anni del suo operato alla Casa Bianca, Trump non avrebbe rispettato nessuna delle promesse elettorali. Molti elettori gli rinfacciano di non aver messo fine alle guerre perenni degli stati uniti e di non essere riuscito ad abbassare il costo della vita. Secondo i dati raccolti dal New York Times in molte zone dove lo spoglio è quasi terminato, le preferenze si sono spostate verso il Partito Democratico di circa 16 punti percentuali a livello nazionale rispetto alle presidenziali del 2024. Il dato è ancora più marcato in Stati tradizionalmente repubblicani come Tennessee e Kentucky, dove i democratici hanno migliorato le proprie prestazioni di 18 punti percentuali.
Con la vittoria dei democratici alla Camera e al Senato, per i prossimi due anni di presidenza Trump incontrerà forti ostacoli nell’approvazione dell’agenda legislativa. Infatti, a cambiare sensibilmente saranno sia la sua capacità di far approvare nuove leggi, sia l’iter di conferma delle nomine di figure a lui vicine, che devono essere confermate dal Senato. Trump sarà quindi costretto a negoziare con i democratici tutte le principali scelte politiche, per ottenere il via libera di un Parlamento a lui ostile. Inoltre, i democratici potranno usare lo strumento delle commissioni parlamentari d’inchiesta per indagare diversi aspetti della sua presidenza (tra cui indagini sulle tattiche ICE e questioni di trasparenza). Anche se la Casa Bianca conserva il potere di veto, cioè la possibilità per il presidente in carica di bloccare una legge approvata dal Congresso a lui sgradita, l’esito di queste elezioni di midterm lascia la presidenza Trump e i repubblicani fortemente indeboliti.
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