Da diversi giorni, le strade di piĂą di cinquanta cittĂ della Spagna sono animate da manifestazioni e proteste riguardo la crisi abitativa e la speculazione immobiliare. Infatti, venerdì 2 ottobre 2026, il Parlamento spagnolo ha respinto le misure contro la crisi abitativa proposte da Pedro Sánchez. La prima, in particolare, proponeva di sospendere gli sfratti per le persone economicamente vulnerabili e tutelava gli inquilini, proponendo una proroga di due anni dei contratti affittuari in scadenza nel 2028. Inoltre, suggeriva regole stringenti riguardo gli affitti temporanei e le compravendite a fini speculativi. Questa proposta è stata titolata Maricarmen, in omaggio a MarĂa del Carmen Abascal divenuta simbolo della cosiddetta “protesta delle chiavi” a causa della sua battaglia legale contro lo sfratto, durata ben sette anni.
La vicenda simbolo di MarĂa del Carmen Abascal ha radici lontane, come ha spiegato all’ANSA il Sindacato de Inquilinas (nato per difendere il diritto alla casa e proteggere chi vive in affitto dalla speculazione immobiliare). Nel 1956 il padre di Maricarmen firmò il contratto di locazione per l’appartamento nel quartiere Retiro a Madrid, dove la donna ha abitato per 70 anni versando un canone d’affitto molto basso, legato a un vecchio contratto. Alla morte della madre, nel 2005, l’intestazione passò a MarĂa. Il primo passaggio di proprietĂ risale al 2018, quando l’appartamento fu acquistato dalla societĂ immobiliare Renta CorporaciĂłn che le propose di rilevare l’appartamento per 247.000 euro: impossibile d’accettare vista la sua pensione di 1.350 euro. Successivamente, la proprietĂ dell’immobile è passata a UrbangestiĂłn, che ha alzato l’affitto dai 450 euro iniziali, pagati fino al 2018, a 2.650 euro.
Dopo una prima sentenza a favore dell’anziana, il Tribunale Supremo spagnolo si è pronunciato a favore dell’investitore secondo la legge del 1994, la quale limita a uno il subentro nei contratti stipulati prima del 1985. Sulla base del decreto, il secondo passaggio è possibile solo per due anni, a meno che il subentrante abbia un’invalidità superiore al 65% (Maricarmen ne aveva una riconosciuta al 50%). Dunque, nel mese di marzo, il tribunale ha autorizzato lo sfratto.
Negli ultimi mesi, lo Stato aveva provato ad acquistare la casa attraverso l’ente pubblico CASA 47 e una donatrice anonima si era persino offerta di coprire la differenza del canone, ma Urbangestión ha rifiutato qualsiasi mediazione.
Questa lunga battaglia legale ha avuto un epilogo mercoledì scorso: dopo tre tentativi falliti, lo sfratto è avvenuto il 23 settembre 2026. L’anziana è stata portata fuori dal suo appartamento in barella, seguita in diretta tv e tenuta, da quel giorno, sotto osservazione in ospedale per via dello stress e dell’ansia causate dal brutale intervento.
La notizia della sua morte, avvenuta all’ ospedale Gregorio Marañón di Madrid ieri, 7 ottobre 2026, ha generato ulteriori ondate di proteste nella capitale spagnola e non solo. Dall’ospedale, solo due settimane fa, Maricarmen aveva lanciato un appello: “lottate, continuate a lottare e difendete ciò che è vostro”. Nel comunicato ufficiale della sua morte, pubblicato tramite Público, il Sindacato de Inquilinas ha dichiarato che: «gli eventi scatenati dall’ingiustizia dello sfratto rappresentano un prima e un dopo nella storia della Spagna. Il dibattito sulla casa è al centro dell'attenzione, ma il prezzo pagato per arrivare fin qui è stato troppo alto».
Maricarmen è diventata simbolo di una protesta che si è trasformata in una mobilitazione nazionale per il diritto alla casa: «Ora ci rimane l’esempio di lotta e l’eredità che Maricarmen ci ha lasciato. E, soprattutto, faremo ciò che lei ci ha sempre chiesto […] continueremo a difendere il diritto alla casa e a lottare contro gli speculatori, con la forza e il coraggio che ci ha insegnato. Continueremo a lottare per lei, per tutte, come ha sempre voluto», ha assicurato il sindacato De Inquilinas.
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