Ogni anno, alla fine dell’estate, Parma, capitale della Food Valley, organizza un evento che fa discutere la cittadinanza: la cena dei Mille, appuntamento clou del palinsesto di “Settembre Gastronomico”: una serata esclusiva e prestigiosa che riunisce 1.000 commensali chiamati a degustare un menu multi-portata preparato da chef stellati e quindi carissimi, provenienti da tutta Italia. È un’esperienza in cui tradizione culinaria parmense e innovazione si fondono, celebrando quel patrimonio che dal 2015 ha valso alla città il titolo di “Città Creativa UNESCO per la gastronomia”.
L’ottava edizione ha luogo proprio questa sera, 8 settembre, a partire dalle ore 20.00, nel centro storico di Parma, tra Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica, dove una tavolata lunga circa quattro campi da calcio creerà un ambiente quanto meno suggestivo, e certamente barocco. Un allestimento imponente, che richiede anche la chiusura al traffico delle principali arterie del centro storico (dalle ore 5.00 del 7 settembre alle ore 18.00 del 9 settembre sono infatti in vigore il divieto di circolazione e sosta con rimozione forzata, per tutti i veicoli compresi ciclomotori e motocicli, nel Parcheggio Residenza Municipale e nei Portici del Grano); lavorerà per la giustizia una complessa macchina organizzativa.
Ma passiamo al menù: prima della cena, viene servito un sobrio aperitivo di 18 portate composto da vari assaggi delle sei filiere della Food Valley: Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, latte, pasta, pomodoro e alici Rizzoli; abbiamo l’acquolina solo a scriverlo. Inoltre, diverse isole di degustazione presentano altre eccellenze gastronomiche, tra cui coppa di Parma, salame di Felino, culatello di Zibello e l’olio Coppini Arte Olearia. L’evento si avvale delle partnership con ALMA (La Scuola Internazionale di Cucina Italiana con ‘Oro della Bassa’), Parma Quality Restaurants e l’associazione Chef to Chef. Per l’edizione 2026 lo chef ospite sarà Gennaro Esposito, due stelle Michelin, che firmerà il primo piatto con una creazione esclusiva: la ‘Minestra di pasta mista con pesci di scoglio’. Insomma, una degustazione che non intende lasciare stomaci vuoti.
Dalla sua prima edizione, nel 2018, l'evento ha acquisito una grandissima popolarità e notevole prestigio, attirando critici gastronomici, turisti e residenti.
Come naturale conseguenza di questa fama il prezzo del biglietto per poter partecipare è salito di replica in replica: dagli 85 euro (a persona) del debutto fino ai 150 euro (a persona) di questa edizione, che ha registrato un tutto esaurito da record in appena 6 minuti - raggiunto lo scorso 8 luglio - con oltre 80 biglietti acquistati dall’estero: dall’Australia agli USA, fino a Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Olanda e Polonia - Qualche malalingua ha voluto insinuare che i biglietti siano stati venduti così in fretta poiché era già stato stabilito a chi assegnarli, ma sono solo pettegolezzi di qualche malpensante rimasto escluso dalla festa.
Un’altra fronte di polemica è nata sulla parte del ricavato che viene devoluta al progetto di solidarietà sociale Emporio Market Solidale di Parma. L'Emporio, gestito dall’associazione Centoperuno ODV, rappresenta la più grande rete di supporto comunitario della città, assistendo circa 1.900 nuclei familiari. Dal 2022, la quota devoluta in beneficenza è fissata a 20.000 euro, che rappresenta circa il 13,3 % dell’incasso totale dei soli ingressi, di circa 150.000 euro. Lo stesso successo commerciale ha sollevato, nel corso delle edizioni, diverse contestazioni politiche e cittadine relative all’esclusività e all’onerosità dell’evento. Già nel periodo post-Covid, nel 2021, ricordiamo il consigliere Pd, attuale vicesindaco e assessore alla Cultura, Lorenzo Lavagetto che riteneva “inopportuno riproporre la cena da élite […] in un momento in cui i parmigiani fanno i conti con una crisi che anche sul piano economico sarà pesantissima”. A replicare fu l’allora assessore Cristiano Casa che difese la validità strategica del format. Ancora, nel 2023, Lorenzo Lavagetto ribadì la necessità di dare nuova veste all’attesa ricorrenza: “La Cena dei Mille, così come è costruita, ha quel senso di opulenza che dà l’impressione che la città sia divisa fra i privilegiati che partecipano e chi invece sta a guardare!”. In effetti, commissionare a Coccinelle - azienda della moda nata a Parma, ora in mano al colosso coreano E-Land - mille braccialetti numerati in pelle di un color rosso intenso, con loghi serigrafati in oro e una medaglietta incisa con una stella, non conferisce affatto quel senso di opulenza denunciato da Lavagetto.
L’anno successivo, abbiamo sentito le perplessità mosse dal consigliere comunale Pd Manuel Marsico: “Anche quest’anno i biglietti della Cena dei Mille sono finiti in due ore. Comprendo, anche se non condivido fino in fondo, l’idea che l’evento abbia fini promozionali per il territorio: quanto meno non condivido la narrazione “dei Mille” che si siedono in una piazza allestita a mo’ di vetrina. Al di là delle polemiche legate all’immagine, tuttavia, ritengo sbagliato, soprattutto all’esito della prevendita così di successo, che il Comune continui a stanziare quasi 100 mila euro – più tutte le spese di comunicazione relative – per finanziare un evento che potrebbe probabilmente pagarsi da solo. In qualsiasi organizzazione di eventi – siano essi concerti, mostre, cene – se i biglietti finiscono in due ore significa che il prezzo era troppo basso. In un periodo di tagli agli enti locali, recuperare queste risorse destinate al turismo per attivare politiche di sistema che aumentino il numero di presenze è diventato urgente. A maggior ragione se attraverso maggiori presenze e, quindi, con un incremento nel gettito della tassa di soggiorno si può arrivare a finanziare anche attività legate al decoro urbano. Mi auguro che se ne tenga conto in sede di bilancio preventivo”. Evidentemente non lo si è tenuto a conto, perché anche in quest’occasione, Cristiano Casa, ex assessore della giunta Pizzarotti, ha nuovamente precisato che la cena “non si finanzia solo con la vendita dei biglietti, ma con il sostegno delle imprese del territorio, degli sponsor e del Comune di Parma”. I sostenitori del format evidenziano infatti come l’investimento pubblico generi un ritorno significativo in termini di indotto turistico per le strutture ricettive locali e di visibilità mediatica internazionale per il marchio cittadino. E lo ha ribadito Michele Guerra, sindaco di Parma:
“La Cena dei Mille si conferma come un evento fortemente identitario per il nostro territorio, che è stato non a caso molto imitato in questi anni. È una occasione per mettere in dialogo la nostra cucina e le sue tradizioni con la creatività degli chef ospiti, un momento di racconto della città attraverso la convivialità con un fine benefico. Essere città creativa della gastronomia UNESCO significa tenere insieme queste dimensioni e Parma sa essere squadra e fare sistema attorno ai valori del cibo come prezioso motore di socialità e cultura”.
In questo scenario, la Cena dei Mille incarna un chiaro paradosso urbano e sociale: da un lato è vissuta come una vetrina promozionale di altissimo livello, un volano turistico ed economico che celebra l’eccellenza gastronomica parmense; dall’altro, viene percepita da parte dell’opinione pubblica come una manifestazione esclusiva, segnata da un’accessibilità limitata e dal netto distacco dal resto della cittadinanza.
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