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“Dovevamo mettere un fermo a quello che andava al tempo e creare qualcosa di nuovo. E la verità è che ci siamo riusciti. Con la droga, l’attitudine, la giovinezza e una collezione di dischi.” James Osterberg (Iggy Pop)
Una delle band più seminali di sempre, uno di quei gruppi talmente innovativi per il loro tempo che sono sempre sfuggiti e sfuggono tutt’ora a qualsiasi catalogazione: gli Stooges. Ancora prima del punk, hardcore, noise e buona parte dell’alternative, ne aveva già gettato le basi.
Michigan, 1964: un giovane James Osterberg suona la batteria nella roulotte dei genitori, ed entra in gruppi blues della zona (The Iguanas e poi i Prime Movers). In viaggio a Chicago, ospite del grande Sam Lay, conosce la scena blues, da quel momento vorrà fare per i ragazzi come lui ciò che il blues rappresentava per la comunità nera: musica diretta, semplice ed istintiva, molto viscerale, e con un fortissimo credo. Nel 1967, James (che da quel momento si farà chiamare Iggy) con Scott e Ron Asheton e Dave Alexander fonda i precursori Psychedelic Stooges.
Nel 1968 debuttano a Detroit: molta sperimentazione, bottiglie di vetro suonate in serie, aspirapolveri, chitarre hawaiane over-amplificate. I loro concerti erano qualcosa di totalmente mai visto sulla scena del tempo. A poco a poco quindi si delinea il loro sound: nuovo, primitivo e d’impatto, chitarre e voci distorte e volumi al massimo, con le danze tribali e molto eccentriche del frontman, sempre a petto nudo con tanto di collare borchiato da cane al collo.
La loro musica era indissolubilmente legata alla performance. Iggy non cantava e basta: era quasi aggressivo con il pubblico, si contorceva e danzava, trasformava le canzoni in qualcosa di fisico, primitivo ed imprevedibile. I loro concerti incredibili attirano l’attenzione di un talent scout, ed è così che firmano con Elektra Records nel 1968.
Il grande John Cale (membro dei Velvet Underground) si offre di produrre il loro primo album, e nell’estate del 1969 debutta The Stooges. Con un Iggy Pop di soli 22 anni, ne esce un capolavoro assoluto.
Nel disco pezzi come “1969” e “No Fun”, brani incredibili, con chitarre e batterie semplici, definite poi proto-punk, e un utilizzo del wah-wah mai visto al tempo. La famosissima“I Wanna Be Your Dog” con un piano e chitarra schizofrenici e ripetitivi, un riff semplicissimo ma fortemente d’impatto. Il disco è caratterizzato da testi brevi e catchy, volutamente in contrasto con i cantautori “Dylaniani” di moda allora, tutti pezzi che rimarranno icone della storia della musica. La produzione di Cale si nota con il brano “We Will Fall” che è un brano gotico prima del gotico: voce bassa, basi cupe ed ipnotiche. Il disco venderà solamente 35.000 copie.
Un anno dopo gli Stooges producono un altro album storico più maturo e forse più sperimentale: Fun House.
La situazione della band non versava nelle migliori (tra droga e concerti violenti), ma con brani come “Down On The Street”, “T.V Eye”, "Loose”, “1970” abbiamo un altro disco incredibile. Un flop totale al tempo, ma forse il migliore album del gruppo. Qui il proto-punk si unisce alla sperimentazione e al free jazz con l’entrata di Steve Mackay al sassofono. Il disco è sempre sporco ed aggressivo, ma allo stesso tempo incredibilmente libero sia per gli assoli di sax, sia per l’ultimo brano del disco,“L.A Blues”, non un ascolto facile, pura improvvisazione noise e avant-garde.
Nel 1973, grazie anche all'intervento di David Bowie, esce il loro terzo album, Raw Power, con Bowie al mixaggio.

Le chitarre di Ron Asheton, che passa al basso, vengono sostituite da quelle di James Williamson, molto più aggressive ed acute. Anche qui siamo davanti a dei capolavori: “Search and Destroy” è forse la canzone più tagliente e più punk dell’album; “Raw Power” è caotica e noise, con la voce di Iggy oltremodo distorta. Il lato più blues degli Stooges invece emerge in brani come “Gimme Danger” e “I Need Somebody”. Il primo lento con una voce quasi sensuale, mentre il secondo riprende chiaramente la struttura del blues-rock classico. Anche questo disco venderà pochissimo.
Questa band incredibile di ventenni si scioglierà definitivamente nel febbraio del 1974 lasciando dietro di sè un assordante silenzio, ma soprattutto un segno talmente innovativo per il 1969 e per la storia della musica da anticipare il linguaggio viscerale, istintivo e violento di tutto ciò che verrà dopo, che attingerà dalla loro pozione dolce e maledetta: Sex Pistols, Germs, The Damned, The Cramps, Nirvana, Viagra Boys, punk, noise, garage e tanto altro. Gli Stooges sono arrivati prima di tutto questo, e lo hanno anticipato a 200 km/h.
Probabilmente ci troviamo di fronte ad una delle più grandi band rock n’ roll della storia.
Si consiglia l’ascolto a volume altissimo.

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