If there were water/And no rock/ If there were rock/ And also water/ And water/A spring/ A pool among the rock/ If there were the sound of water only
T. S. Eliot
Un pomeriggio di maggio, il sole indorava l’aria espansa della sala. Le grida e le bracciate scomposte degli adulti e i fischietti nel riverbero si fondevano nell’incandescenza della creazione. Le madri protese dagli spalti guardavano intente i loro figli come in un qualche ludus gladiatorio. I bambini, oh i bambini, continuavano a lottare con tutte le loro energie contro l’acqua, ridendo: come se la sopravvivenza fosse un passatempo, imparando un gioco molto serio. Ecco l’istruttore che ordinava ai piccoli di uscire e prendere gli attrezzi per un nuovo esercizio di equilibrio: un altro gioco per imparare a barcollare e non cadere nel vuoto. “Ora girate con l’occhio fisso nel buco del cono come Galileo Galilei faceva con le stelle!” istruì. I piccoli alunni dispersi giravano ridendo e sbracciando fino a ubriacarsi di spazio. Un bambino di cinque anni nel sole del tramonto facendosi goffamente cambiare la maglia disse alla madre: “Mamma, mamma, oggi il maestro ci ha detto di guardare dentro il cono e di fare come Gallina Gallinei.” La madre rise.
Questa è la lapide di un bambino e di tutti coloro a cui questo spazio di realtà è stato negato.
Dopo la chiusura ingiustificata delle tribune a sporgere da cui prima i genitori potevano assistere ai corsi e allenamenti dei figli, da inizio gennaio sono state chiuse anche le due piscine piccole, utilizzate per l’acquaticità dei bimbi più piccoli e per l’avviamento al nuoto di adulti e bambini più grandi. Sono stati pertanto interrotti tutti i corsi di nuoto che le utilizzavano e che dovevano riprendere lo scorso lunedì 10 gennaio, impedendo a oltre 300 bambini di imparare a nuotare. -Repubblica, 16 gennaio 2022.
Da quel momento, lentamente il silenzio è strisciato e ha divorato il cuore di via Zarotto. L'acqua è stata prosciugata per la promessa della risurrezione dall'Amministrazione comunale. È nata, invece, una discarica a cielo aperto coi topi della stasi e le tarme dei nostri ricordi. Con la chiusura dell'impianto è crollata la retorica istituzionale su Parma come città leader in Emilia per l'impiantistica sportiva. Per sopperire all'emergenza, il Comune si è limitato a smistare i nuotatori superstiti tra altre strutture già sature e ha speso 10.000 euro di fondi pubblici per noleggiare navette private, fondi che potevano essere investiti già prima per evitare il collasso, spedendo così atleti e famiglie a nuotare fino a Sant'Ilario d'Enza, scaricando per intero sui cittadini i disagi economici e logistici durante la stagione successiva. Nel 2022 il Comune annuncia la demolizione e ricostruzione, stimando una spesa dai 10 ai 13 milioni di euro. Nel 2023 avviene una marcia indietro: l'assessore ai Lavori Pubblici stanzia 8 milioni per riqualificare l'esistente senza demolire. Invece tra il 2023 e il 2024 c’è una nuova smentita: si torna all'idea della demolizione tramite un partenariato pubblico-privato. I costi salgono a 13,6 milioni (di cui 3,7 milioni a carico del Comune). Viene promessa l'inaugurazione dell'impianto per il 2027. Oggi non esiste nessuna ditta al lavoro e nessuna ruspa in azione, ne ho contezza dato che è il mio quartiere. La scadenza del 2027 si è trasformata, forse nella migliore delle ipotesi, nell'anno di inizio del cantiere. Ad agosto 2026 l'intera procedura d'appalto è stata bloccata da un ricorso legale, costringendo il Comune a costituirsi in giudizio e congelando l'opera a tempo indeterminato. Nel frattempo, solo a maggio 2026, la piscina ha subito due incendi in meno di una settimana. I residenti denunciano intrusioni continue, cancellate divelte, porte sfondate, quadri elettrici manomessi e bivacchi nei seminterrati. Le risposte dell'amministrazione si sono limitate a rassicurazioni verbali e blande promesse di maggiori controlli.
Sono qui con questo cartello a guardare quel vuoto in cui quel bambino senza cono dopo di me è caduto e le biciclette e le macchine si fermano per guardarmi come se fossi fuori posto, come se sbagliassi a protestare in silenzio e non guardano l’errore che rimane ogni giorno fisso alle mie spalle.
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