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“I vostri ricchi leader diventano più ricchi mentre voi state morendo in una palude, G.I.
Vi daranno una medaglia, G.I. Ma solo dopo che sarete morti.
Il vostro governo vi mente ogni giorno, povero soldato.
Gli imperialisti vi hanno fatto combattere questa guerra, G.I. Non si preoccupano di voi. G.I.
il vostro governo vi ha tradito. Non torneranno per voi, G.I.”
10 del mattino (ora americana) del 17 marzo 2026: la Casa Bianca ha ricevuto un vera doccia fredda a seguito della lettera di dimissioni di Joe Kent, direttore dell’intelligence nazionale al centro nazionale antiterrorismo, lettera che riporto tradotta integralmente:
“Presidente Trump,
Dopo un'attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dalla mia posizione di Direttore del Centro nazionale antiterrorismo, con effetto immediato. Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana. Sostengo i valori e le politiche estere per cui ha condotto la sua campagna elettorale nel 2016, 2020 e 2024, e che ha attuato nel suo primo mandato. Fino a giugno 2025, ha capito che le guerre in Medio Oriente erano una trappola che ha privato l'America delle preziose vite dei nostri patrioti e ha impoverito la ricchezza e la prosperità della nostra nazione. Nella sua prima amministrazione, ha capito meglio di qualsiasi presidente contemporaneo come applicare con decisione il potere militare senza trascinare la nazione in guerre senza fine. Lo ha dimostrato uccidendo Qasam Solamani e sconfiggendo l'ISIS. All'inizio di questa amministrazione, alti funzionari israeliani e membri influenti dei media americani hanno messo in atto una campagna di disinformazione che ha completamente minato la vostra piattaforma "America First" e ha seminato sentimenti bellici per incoraggiare una guerra con l'Iran. Questa cassa di risonanza è stata usata per ingannarla e farle credere che l'Iran rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti e che, se l'avesse attaccato ora, ci sarebbe stata una chiara strada verso una rapida vittoria. Questa era una menzogna ed è la stessa tattica che gli israeliani hanno usato per trascinarci nella disastrosa guerra in Iraq, che è costata alla nostra nazione la vita di migliaia dei nostri migliori uomini e donne. Non possiamo ripetere questo errore. Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una Stella d'Oro che ha perso la propria amata moglie Shannon in una guerra creata da Israele, non posso sostenere l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo di vite americane. Prego che riflettiate su ciò che stiamo facendo in Iran e per chi lo stiamo facendo. È giunto il momento di agire con coraggio. Può ancora invertire la rotta e tracciare un nuovo percorso per la nostra nazione, oppure può permettere alla nazione di scivolare ulteriormente verso il declino e il caos. Le carte sono nelle sue mani.
È stato un onore servire nella sua amministrazione e servire la nostra grande nazione.”
Come si poteva immaginare, dopo una notizia così destabilizzante e improvvisa, il presidente Trump ha cercato di liquidare tutto in fretta, alla sua maniera: “Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza. È un bene che se ne sia andato, ha sostenuto che l’Iran non è una minaccia. [...] Ero contro l’Iran molto prima ancora di pensare che Israele potesse essere contro l’Iran.”
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha accusato Kent d’aver espresso nella lettera numerose false affermazioni, sebbene ancora non siano state fornite prove che possano contraddire l’ex capo dell’antiterrorismo riguardo a piani d’attacco orditi da Teheran contro gli Usa -“L'affermazione di Kent secondo cui Trump ha preso la decisione basandosi sull'influenza di altri, persino di paesi stranieri, è sia offensiva che ridicola"- ma al National Counterterrorism Center, Kent aveva riferito al direttore dell'intelligence nazionale Tulsi Gabbard e aveva supervisionato l'analisi e l'individuazione di potenziali minacce terroristiche provenienti da tutto il mondo, dunque è molto convinto di quello che ha scritto nella lettera. Mentre non si hanno prove della bellicosità iraniana, Trump adotta i suoi soliti toni aggressivi affermando di non temere un nuovo Vietnam in Medio Oriente e di intravedere una fine molto vicina del conflitto: “Non ho paura di nulla. Non siamo ancora pronti a lasciare.” Dunque se la questione è stata liquidata facilmente dall’amministrazione, l’Anti-Defamation League (ADL), un'organizzazione statunitense che monitora l'antisemitismo, invece si è prontamente lanciata dichiarando in una nota che le accuse contenute nella lettera "trafficano in vecchi stereotipi antisemiti[...]Quindi non sorprende che accuserebbe Israele e i media per aver spinto il presidente in guerra contro il regime iraniano". Aipac (American Israel Public Affairs Committee), repostando la dichiarazione di ADL, non ha risposto alla richiesta di commento della BBC. Ilan Goldenberg, alto funzionario del gruppo di difesa liberale filo-israeliano J Street, ha descritto la lettera di Kent come "ugly stuff (una cosaccia, che è orribile e riprovevole) che gioca sui peggiori cliché antisemiti". L’FBI ha aperto un’indagine nei confronti di Kent per la presunta diffusione di file riservati.
Mitch McConnell, l'ex principale esponente repubblicano del Senato, ha scritto su X che gli isolazionisti e gli antisemiti non hanno posto in alcun partito e che certamente non meritano un posto di fiducia nel nostro governo. Dopo le dimissioni di Kent di martedì, Gabbard ha appoggiato la decisione di Trump di entrare in guerra con l'Iran e in una dichiarazione ha affermato che, in qualità di comandante in capo, il presidente è responsabile di determinare cosa costituisce e cosa non costituisce una minaccia imminente, il che è grave in quanto pone la figura di Trump come quella di un capo infinitamente saggio, illuminato, con infiniti poteri e con decisioni sempre corrette malgrado realtà e dati possano dimostrare il contrario…magari persino unto da Dio alla maniera dell’Ancien régime. "Dopo aver esaminato attentamente tutte le informazioni a sua disposizione, il presidente Trump ha concluso che il regime terroristico islamista in Iran rappresentava una minaccia imminente e ha preso provvedimenti sulla base di tale conclusione", ha scritto Gabbard su X. Mesi fa Gabbard fu tra le prime a celebrare la sua conferma a luglio, descrivendolo come un patriota e sottolineando la sua esperienza come veterano di combattimento. “La sua esperienza servendo nell’esercito è stata come una punta di lancia in alcuni dei campi di battaglia più pericolosi del mondo e gli ha permesso di acquisire una comprensione profonda e pratica della minaccia persistente e in continua evoluzione del terrorismo islamista” e in pochi mesi è diventato un “debole nella sicurezza”. Voglio fornirvi un ulteriore dettaglio interessante: a pagina 6 della sua testimonianza stampata per l'udienza della Commissione d’Intelligence del Senato di mercoledì, Gabbard aveva scritto che il programma di arricchimento nucleare iraniano è stato “cancellato” la scorsa estate. Questa ammissione è una contraddizione enorme con una delle principali giustificazioni della guerra contro l'Iran, il che potrebbe spiegare perché Gabbard non l'abbia effettivamente detto ad alta voce.
L’ex deputata della Georgia Marjorie Taylor Greene, un tempo sostenitrice di Trump, si è espressa a sostegno di Kent, definendolo un eroe americano: "Mentiranno su Joe Kent e cercheranno di screditarlo. Non credere alle bugie!”
La verità è che Joseph Kent, classe 1980, ha passato oltre vent’anni a combattere come membro delle forze speciali dell'esercito. Era uno dei Berretti Verdi, con undici missioni alle spalle, in Iraq e Medio Oriente, prima di entrare a far parte della Cia. La moglie Shannon Kent, tecnico crittografico della Marina, è stata uccisa in un attentato suicida in Siria nel 2019, lasciando due figli. Quella tragedia ha spinto Kent ad abbracciare la lotta al terrorismo come scopo di vita finendo per diventare il 31 luglio 2025 direttore del National Counterterrorism Center. È stato libertario, poi democratico e infine repubblicano trumpiano. Le sue campagne elettorali nello stato di Washington sono fallite per due volte, nel 2022 e nel 2024, rendendo però Kent visibile nel panorama politico Usa. La verità è che non è bastata la morte di sua moglie o la devozione alla causa per cui ha lavorato una vita intera o ancora il beneplacito dei superiori o le ricchezze e la stima o qualche narrazione per far in modo di credersi sempre nel giusto, non è bastato tutto questo, né molto altro a fare in modo che un uomo solo abbia compiuto questa decisione ascoltando la propria coscienza a discapito di tutto, evitando di mandare al massacro un’altra generazione di americani in un’altra inutile guerra. Una guerra come quella in Iraq per cui l'America sta scontando un tasso di suicidi altissimo: più di trentamila tra i veterani in questi venti anni mentre “solo” settemila sono morti in combattimento.
Il muscolo protestante o la vacca da prosciugare
Pete Hegseth, di tradizione evangelica, accusato lo scorso aprile di aver condiviso informazioni militari sensibili su attacchi militari in Yemen sull’applicazione Signal e altamente difeso dall’amministrazione Trump, rimasto in carica come segretario della difesa degli USA, parlando della guerra in Iran ha descritto l'operazione militare come giusta, inevitabile e quasi parte di un disegno divino, citando la Bibbia e il salmo 144 : “La provvidenza del nostro Dio sta proteggendo le nostre truppe (già 13 i morti, ma potrebbero esser state volutamente sottostimate), perché noi stiamo combattendo contro fanatici religiosi.” Di pronta risposta Papa Leone XIV replica: “Non coinvolgere il nome di Dio nelle scelte di morte. Dio non può essere arruolato nell'oscurità. Dio non ascolta le preghiere di chi ha le mani grondanti di sangue” a cui si aggiunge la voce del cardinal Pizzaballa: “L'abuso e la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa e altre guerre è il peccato più grave che possiamo commettere in questo momento.”
Proprio riguardo alla posizione dei cristiani di fronte alla guerra, negli Stati Uniti si sta consumando un forte contrasto tra cattolici e gruppi di protestanti, anche all'interno delle comunità stesse, ma in tempi in cui Hegseth ha tatuato sul braccio “ Dio lo vuole”, la risposta del Papa e della Chiesa è l'esempio di Cristo, da cui non si può sfuggire.
Durante lo scorso Avvento, oltre mille pastori americani, per lo più evangelici, sono volati in Israele per un vertice, o per meglio dire un addestramento per la propaganda israeliana. Mike Huckabee, ambasciatore statunitense in Israele, ha affermato: "È un momento straordinario per i pastori, che devono salire sui loro pulpiti e contrastare il fanatismo che viene fomentato contro Israele". Netanyahu, chiedendo loro di reclutare altri dieci mila pastori ha detto: "Conto su di voi. So che farete ciò che deve essere fatto", lui stesso che ha affermato ieri : “Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan perché se sei abbastanza forte, abbastanza spietato, abbastanza potente, il male può sopraffare il bene.”
In questo modo, nonostante gli orrori di Gaza, gli attacchi in Libano con fosforo bianco e un milione di sfollati e la guerra in Iran, si compie attraverso il moderno stato d’Israele il disegno escatologico tanto narrato nell’antico testamento, cosicché il messia davidico renda israele grande, forte e prosperoso per la salvezza del popolo eletto. Chi non è d'accordo verrà punito da Dio nell’inferno eterno per essersi inimicato il suo popolo e il Suo disegno di salvezza. Un viaggio e un po’ di soldi per inginocchiarsi davanti a una bandiera bianca e dimenticarsi della lotta disarmata della Croce… il mio regno non è di questo mondo.
Allo stesso modo Trump, dopo il finto blitz dove bombardò la montagna svuotata dall’uranio, che era stato spostato solo perché Trump doveva salvare la faccia a Netanyahu che aveva finito i missili, e dopo che gli iraniani risposero con la finta rappresaglia bombardando una base americana già vuota in quanto avvisati, dopo questa scenetta di B-21 ha deciso di proseguire la guerra -un po’ per distrarre dagli Epstein files, così come le vicende dell’ICE, un po’ perché forse il principe della pace, titolo messianico, dal costo di 15 miliardi a Israele nella sua sola prima amministrazione, affibbiatogli dall’IHF il 26 febbraio del 2024, si sente un po’ parte di questa messa in scena escatologica che fa compiere genocidi impunemente e guadagnare un po’ tutti tra un resort di lusso in progettazione da anni, un po’ di dazi preannunciati segretamente, il canale di Ben Gurion e l’annichilimento di un regime potenzialmente atomico che minaccia l’egemonia israelo-americana in Medio Oriente.
Il Trump cristiano delle elezioni in verità non è altro che un delirante immerso in un falso senso di onnipotenza -e, per questo, instabile nel prendere decisioni che si rivelano quasi mai lineari- che ha rifiutato l’accorata chiamata del Papa al cessate il fuoco per la terza volta in questi mesi. Sembra veramente che voglia dimostrarsi come un nuovo Unto, tanto da superare il papa e le parole di Cristo. Lo scorso 6 marzo nella sala ovale una serie di pastori evangelici hanno imposto le mani su di lui per chiedere grazia e protezione sul presidente e sui soldati “in questi tempi difficili” come hanno affermato, tempi veramente difficili che l'amministrazione americana ha creato da se stessa.
Dopo tutto questo voglio lasciarvi con una sua frase dello scorso 5 novembre al forum di Miami e poi avrete l’onere di rispondermi: “Non perdiamo guerre. A volte non lottiamo per vincere. Resteremo in giro per un paese per 15 anni, bombarderemo violentemente tutti, renderemo tutti miserabili. Nessuno sa perché siamo lì.”
Joe Kent ha seguito la sua coscienza o una Realtà che l’America non vuole accogliere?
La risposta forse sta nel sangue del Medio Oriente e dei suicidi e non in una nazione che si nasconde dal riconoscere le proprie menzogne sotto il finto scudo d’una parola: antisemitismo.
© Punto e Virgola ©
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