5
Raffaele Zancuoghi è il candidato sindaco del centrodestra alle elezioni comunali di Mantova del 2026. Il suo profilo si distingue per un’impostazione prevalentemente tecnica e manageriale, piuttosto che per una lunga esperienza politica, configurandolo come un candidato civico scelto per competenze e radicamento sul territorio.
Dal punto di vista della formazione, Zancuoghi si è diplomato presso l’Istituto Carlo D’Arco di Mantova, conseguendo il massimo dei voti. Questo percorso scolastico rappresenta la base di una carriera sviluppata principalmente nell’ambito dei servizi pubblici locali.
Sul piano professionale, ha maturato una significativa esperienza nel settore ambientale ed energetico, lavorando all’interno del gruppo Tea, multiutility di riferimento per il territorio mantovano. In questo contesto ha ricoperto ruoli legati alla gestione dell’energia e dei servizi pubblici, acquisendo competenze tecniche e organizzative che costituiscono uno degli elementi centrali della sua candidatura.
Accanto all’attività lavorativa, Zancuoghi è impegnato anche nel mondo dell’associazionismo sportivo. Nel 2025 è stato nominato presidente della Canottieri Mincio, una delle principali realtà sportive cittadine, dove svolge funzioni di coordinamento e gestione amministrativa. Questo incarico contribuisce a rafforzare il suo legame con il tessuto sociale locale.
Per quanto riguarda il percorso politico, la sua candidatura rappresenta il primo impegno diretto in questo ambito. Non proviene infatti da una carriera politica tradizionale, ma è stato individuato dalla coalizione di centrodestra — composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e altre forze — come figura in grado di interpretare un’istanza di rinnovamento amministrativo.
In sintesi, Raffaele Zancuoghi si presenta come un candidato con un forte radicamento territoriale, una solida esperienza tecnico-gestionale e un profilo civico, elementi che ne definiscono l’identità all’interno della competizione elettorale mantovana.
Quali sono le parole e i temi chiave della sua proposta?
Mantova deve valorizzare la propria vocazione nella dimensione economica e turistica, e la sua posizione geografica strategica. Deve tornare a essere motore economico e nodo logistico tra più province e regioni, superando l’isolamento degli ultimi anni con il rafforzamento dei collegamenti (con Milano, Verona e il Lago di Garda) e il completamento delle grandi opere viarie attese da anni, come il sistema tangenziale. Sviluppo economico e turistico: rilanciando centro storico e commercio (penalizzato da politica dei parcheggi e ZTL), sfruttando le opportunità della ZLS per attrarre imprese, investimenti e servizi avanzati, collegando Università, ITS e istituti tecnici ai settori strategici dell’economia locale. E poi la sicurezza: lotta al degrado e alla dilagante microcriminalità, anche giovanile.
Come si immagina la città alla fine del suo potenziale mandato (…fra 5 anni)?
Una Mantova più sicura, più solidale, più sportiva, tornata a essere un punto di riferimento trainante per il territorio provinciale. E più aperta a un turismo di qualità.
Quali spazi, attività, opportunità e progetti sono oggi disponibili per i giovani, e in che modo contribuiscono al loro sviluppo personale e professionale?
I giovani devo avere opportunità di lavoro dignitoso e di svago. Il tessuto economico ha bisogno di giovani manager e alte professionalità che una più stretta e dialogante sinergia tra scuola e mondo del lavoro deve favorire. Se non hanno i mezzi per emergere e mettere su famiglia, continueranno a scappare.
Nell’ambito di una tendenza trasversale e globale come quella dello svuotamento dei centri cittadini (attività) delle città medio-piccole, cosa può fare un’amministrazione comunale per mitigare il fenomeno e quale sarà l’impegno della sua giunta in merito?
Il centro storico deve tornare a essere una “vetrina d’eccellenza” attraverso il rilancio del commercio e il contrasto al degrado: troppe saracinesche abbassate, troppe zone lasciate in mano a balordi e baby gang. Vanno create le condizioni per invertire il trend dei negozi sfitti, togliendo l’ossigeno a chi molesta, bivacca, sporca. Quattro i pilastri del rilancio commerciale secondo il nostro programma: innovazione digitale, semplificazione burocratica, marketing territoriale, valorizzazione delle eccellenze produttive e artigianali del territorio
Ridare centralità a Mantova e al territorio”: lei definisce Mantova come implosa in sé stessa, si immagina una città più connessa e dialogante con i centri vicini (provincie etc.) e di nuovo motore trainante della provincia.
Anche in questa campagna elettorale la giunta ha guardato a realtà lontane, come Bergamo e Firenze (che hanno dinamiche, numeri, conformazione, tessuto economico non paragonabili) mentre latita il dialogo con gli altri centri della provincia. Per essere appetibili nei circuiti degli operatori turistici internazionali devi pianificare un turismo, anche esperienziale, che non può esaurirsi all’interno della cinta dei laghi.
Le due amministrazioni precedenti sono state e sono apprezzate, quale parte della sua proposta punta di più a far cambiare idea ai Mantovani?
In questi 10 anni e oltre di mandato l’attuale giunta ha fatto molto, ma non gli interventi strutturali di cui la città aveva bisogno: penso a infrastrutture e urbanistica, e una seria lotta microcriminalità e degrado. Ad esempio, si sono costruite nuove strutture invece di recuperare il patrimonio immobiliare esistente, in grande parte ammalorato e che per stare in piedi ha costi di manutenzione sempre crescenti. Più in generale, grandi scelte sono state calate dall’alto in modo monocratico. Vedi il sottopasso di Porta Cerese, il cui impatto i residenti di tre quartieri stanno via via accorgendosi solo adesso.
Mantova viene descritta come una città “chiusa in sé stessa”: cosa significa concretamente e quali azioni metterete in campo per renderla più aperta?
L’ho detto prima: dialogo con i comuni limitrofi e i grandi volani turistici al confine: Verona e il Garda.
Continuità o discontinuità rispetto agli ultimi 10 anni di amministrazione: cosa cambierebbe davvero? Qual è la sua idea di “città del futuro” per Mantova nei prossimi 10-15 anni? Provi a indicare una scelta fatta dall’amministrazione uscente che ritiene sbagliata e come l’avrebbe gestita diversamente.
La gestione dei fenomeni di microcriminalità: sono sempre stati tollerati per un miope senso di “comprensione del disagio”. Ora in diversi quartieri della città, centro compreso, il disagio è quello di cittadini e famiglie per bene, che hanno paura ad uscire di sera (in certe zone anche di giorno) o riscuotere la pensione. Troppa tolleranza ha fatto proliferare i bulli, i balordi, gli incivili. E Mantova è sul podio nazionale per i piccoli reati commessi da minorenni.
La sicurezza è un tema centrale per tutti: quali sono le sue priorità operative nei primi 100 giorni?
Non proprio per tutti. Fino a ieri, per sinistra era solo una questione di percezione. Si sono svegliati per la campagna elettorale, ma danno la colpa al governo. In compenso, fanno muro su qualunque decreto sicurezza. In ogni caso prevediamo più pattuglie della Polizia locale in strada (con formazione e dotazioni adeguate), presidi fissi in zone delicate ad alto rischio delinquenza, e una videosorveglianza evoluta: AI e nuove tecnologie possono aumentare la sicurezza urbana. Inutile avere 1000 occhi elettronici se nessuno guarda i video in tempo reale. Ci sono software in grado di riconoscere le situazioni anomale e attivare l’intervento delle pattuglie.
Come intendete bilanciare repressione e prevenzione (es. disagio giovanile)?
È un discorso lungo e complicato. Abbiamo la generazione più fragile di sempre e bisogna agire su due binari. Supportare le associazioni di volontariato che sviluppano progetti seri in piena trasparenza, senza dispersione di risorse a pioggia. E magari portare tanti giovani a praticare sport, che ti insegna il rispetto delle regole e delle persone.
Qual è il ruolo del Comune rispetto allo Stato su questo tema?
La legge dice chiaramente che il sindaco ha poteri di ordine pubblico, coordinando con prefetto e questore il coordinamento delle forze dell’ordine. I cittadini non misurano la sicurezza in base al numero degli omicidi (che fortunatamente da noi sono un’eccezione) ma dal dilagante stillicidio di piccoli reati, che colpiscono soprattutto le persone fragili e indifese.
Domande incalzanti: Più agenti e controlli bastano davvero o è solo una risposta “facile”? Come misurerete concretamente se la città è più sicura?
Più agenti e controlli sono un primo passo, ma serve una visione complessiva. Ad esempio, i negozi aperti, le vetrine accese sono già di per sé un presidio di sicurezza. E in casi estremi, verificherò se sia possibile richiedere l’intervento dell’esercito per restituire a cittadini e famiglie intere aree della città in mano a delinquenti e spacciatori. Quanto alla misurazione ho già risposto prima: nel quinquennio vorrei calassero sensibilmente i piccoli reati.
Mantova punta ad attrarre giovani famiglie: quali strumenti concreti userete? Come affronterete il problema del calo demografico? Qual è il ruolo dell’università nello sviluppo della città? Domanda incalzante: Le politiche attuali (nidi gratis, incentivi casa) sono sufficienti o vanno ripensate radicalmente?
Gli incentivi introdotti da questa amministrazione non hanno prodotto risultati significativi. Il problema è più strutturale: bisogna intervenire sul fronte del caro-vita, rendendo Mantova più appetibile per qualità della vitta e dei servizi. Quindi: conferma degli asili nido gratuiti con mantenimento della misura e creazione di nuovi posti; un nuovo asilo nido pubblico ridurrebbe le liste d’attesa. Riduzione della pressione tariffaria locale rivedendo le politiche su rifiuti e servizi idrici e, più in generale, una nuova strategia per la multiutility cittadina: va destinata una parte maggiore degli utili alla riduzione delle tariffe e al miglioramento dei servizi.
Il polo di Valdaro viene indicato come motore di sviluppo: quali sono i rischi e le opportunità? Come sostenere il commercio locale e il centro storico? Quali politiche per attrarre nuove imprese e trattenere talenti? Domanda incalzante: Come evitare che i nuovi posti di lavoro non si traducano in reale aumento dei residenti?
Il Comune finora non ha creduto veramente nelle potenzialità di Valdaro. Va rafforzata la collaborazione con la Provincia, per definire un piano di sviluppo razionale e di largo respiro (infrastrutture, urbanistica, viabilità) per trasformare il polo in un hub logistico e produttivo di livello europeo. Oggi il polo attrae sempre più forza lavoro ma le aree residenziali sono finite. Segno di una capacità progettuale inadeguata nelle previsioni sul lungo periodo. Vanno sfruttate le opportunità offerte dalla Zona Logistica Semplificata per attrarre imprese, investimenti e servizi avanzati da un lato, e dall’altro creare sinergia con Università, ITS e istituti tecnici per formare competenze professionali e percorsi formativi dedicati alla logistica, all’agroalimentare, alla consulenza e all’innovazione. Formare figure professionali qualificate (nuovi manager, manodopera altamente specializzata) con retribuzioni adeguate significa creare le condizioni per attrarre o far restare i giovani sul territorio.
Il tema dell’abitare è centrale: quali sono le vostre proposte per affitti e acquisto casa? Come intendete recuperare immobili sfitti o degradati? Domanda incalzante: Le politiche di edilizia pubblica e calmierata finora sono state efficaci? Portate dati o esempi concreti.
Il programma propone una serie di misure per affrontare il problema abitativo: riduzione dell’IMU per favorire gli affitti a canone concordato, incentivi alla ristrutturazione per rimettere sul mercato le case vuote e sviluppo di nuovi studentati. Prevede inoltre interventi di rigenerazione urbana con alloggi a prezzi sostenibili, maggiori aiuti per gli under 36 e un fondo per prevenire gli sfratti. Infine: si punti a migliorare l’edilizia pubblica, riducendo i costi energetici, introducendo regole più rigorose per gli assegnatari degli alloggi comunali.
Qual è la vostra priorità tra: alta velocità verso Milano, tangenziale sud, mobilità locale? Che ruolo avranno ciclabili e trasporto pubblico gratuito? Come ridurre traffico e inquinamento? Domanda incalzante: Se doveste scegliere una sola opera strategica, quale finanziate per prima?
La grande priorità è la chiusura dell’anello tangenziale, tema pluridecennale ma non pervenuto nell’agenda di questa amministrazione. A seguire, lo spostamento della cintura ferroviaria che strozza la città e una riflessione sul nodo di Porta Cerese, dove treni (anche con merci pericolose) arriveranno ad alta velocità e con grande frequenza a ridosso delle case, mentre il traffico dei Tir ingolferà un’arteria cittadina e i polmoni dei residenti.
Quali interventi concreti per adattare Mantova al cambiamento climatico? Il “piano del verde” è sufficiente o serve altro? Come conciliare sviluppo economico e sostenibilità? Domanda incalzante: Qual è il costo delle vostre politiche ambientali e come verranno finanziate?
Il tema del cambiamento climatico è stato uno dei temi appena discussi con le associazioni agricole, dalle quali è arrivato l’invito a rafforzare il dialogo, valorizzando il ruolo di un settore sempre più innovativo e tecnologico, ma spesso poco compreso dall’opinione pubblica. Tra i temi affrontati la formazione dei giovani verso le figure professionali richieste dalla moderna agricoltura, nuovi percorsi ITS, il sostegno al Food&Science Festival, la necessità di una migliore comunicazione istituzionale sul valore dell’agricoltura mantovana, oltre alle criticità legate a consumo del suolo (sempre più gli impianti fotovoltaici sottraggono terreni agricoli) e normative europee che incidono pesantemente sulla produttività. Uuno dei punti qualificanti del nostro programma è l’istituzione di un organismo permanente capace di recepire e rispondere alle istanze delle categorie produttive: una cabina di regia in grado di facilitare l'attività di chi a Mantova vive e lavora, e di chi ci vuole investire.
Parlate tutti di “unità” e “ascolto”: come si traduce concretamente nel governo della città? Che rapporto intendete avere con cittadini, associazioni e imprese? Come garantirete trasparenza nelle decisioni? Domanda incalzante: indicate una decisione impopolare che sareste disposti a prendere per il bene della città.
Dall’inizio di questa campagna elettorale ho sempre mostrato il mio approccio orientato a una concertazione condivisa. Il programma elettorale è stato assemblato solo al termine di una serie di incontri con le categorie e i quartieri. Nel prossimo mandato il mio impegno sarà finalizzato all’ascolto delle istanze e ad un approccio pragmatico ai problemi - quelli veri, che sono gli stessi da
dieci anni a questa parte - con l’obiettivo di trovare soluzioni lungimiranti e condivise. Quanto alle decisioni impopolari: lo è di fatto qualunque provvedimento un sindaco prenda. Mettendo mano ad esempio alle ZTL e al piano parcheggi (tema che affronterei subito perché fattibile in tempi brevi) farei contente le categorie del commercio ma non i residenti, preoccupati di non trovare più posti auto. Ma con il mio bagaglio di amministratore nel pubblico e nel privato, ritengo di avere le capacità di fare sintesi, trovando soluzioni di buon senso ed efficaci che rispondano alle esigenze di tutti.
Perché un elettore indeciso dovrebbe votare voi e non il vostro principale avversario? Qual è il vostro primo atto da sindaco? Se tra 5 anni doveste essere giudicati, su quale risultato concreto vorreste essere valutati?
Perché questa amministrazione ha avuto grandissime risorse con cui ha realizzato diverse iniziative (anche apprezzabili, come il Parco Te) ma non ha cambiato il volto della città. Non ha ha saputo arginare il degrado e l’insicurezza che abita intere zone della città, né invertire un trend che sta lentamente portando alla desertificazione commerciale. L’università ha lo stesso numero di iscritti di 10 anni fa. Mantova Cremona, tangenziale, la piscina comunale, corso Vittorio Emanuele (rifatto pochi anni fa è già sconnesso, con 70 posti auto in meno): tutto è come prima. La narrazione trionfale di questi anni, per cui tutto va bene, non regge di fronte ai numeri, che dicono come la sfida della crescita della città non sia stata vinta.
© Punto e Virgola
Potrebbero interessarti:



Dello stesso autore:









