Nato nel 2013 per unire commercio, ristorazione e tempo libero, Parma Retail è stato per anni uno dei luoghi di riferimento della zona nord della città. Non era soltanto uno spazio per lo shopping: Youngo, un’area di circa 9.000 metri quadrati dedicata a bambini e ragazzi, ristoranti, bar, eventi sportivi, concerti e iniziative per le famiglie lo avevano trasformato in un luogo di incontro e aggregazione.
Dopo una prima fase di forte vitalità, il centro ha attraversato un tentativo di rilancio. Dal 2018 la gestione passò a REM Real Estate Management e tra il 2020 e il 2021 furono annunciati nuovi ingressi e interventi sugli accessi. Nel frattempo, però, il modello del grande centro commerciale iniziava a mostrare le proprie difficoltà: e-commerce, nuove abitudini di consumo, concorrenza e riduzione della spesa delle famiglie incidevano sempre più sulle attività tradizionali.
Il 2024 rappresenta il punto di svolta. A gennaio chiude Euronics Dimo, il primo negozio ad aver aperto a Parma Retail nel 2013, dopo oltre dieci anni di attività. Ma il segnale più forte arriva a dicembre. Il 5 dicembre Repubblica Parma descrive una «distesa di vetrine vuote», con negozi chiusi, piazze e gallerie quasi deserte. Dei circa sessanta negozi presenti all’apertura, ne rimane attiva soltanto una parte molto ridotta, oltre ad alcuni ristoranti e a un bar.
È la fotografia di uno svuotamento commerciale ormai evidente, che va oltre la semplice chiusura di singole attività. Il problema diventa quello dell’identità stessa del luogo: gli spazi pensati per essere frequentati si trasformano progressivamente in spazi inutilizzati, mentre viene meno quella funzione di socialità che aveva caratterizzato gli anni iniziali. Un centro nato per attirare famiglie, giovani e consumatori si trova così a fare i conti con corridoi e vetrine vuote.
Le cause non sono riconducibili a un unico responsabile. Alle difficoltà generali del commercio si aggiungono fattori locali, compresi i problemi di accessibilità legati alla chiusura di viale Versailles per problemi strutturali. Ma, alla fine del 2024, il dato più difficile da ignorare è la distanza tra il Parma Retail degli anni dell’apertura e quello raccontato dalla cronaca: da luogo vissuto a spazio fortemente impoverito nella sua funzione commerciale e sociale.
Una possibile risposta era però già stata annunciata. Nel 2022 Eurofund Group presentò il progetto per trasformare Parma Retail in Parma Promenade, superando il tradizionale modello del centro commerciale attraverso una struttura più aperta, con negozi, ristorazione, sport e intrattenimento. L’investimento inizialmente indicato in circa 25 milioni di euro è stato successivamente portato nelle comunicazioni del gruppo a circa 35 milioni.
La trasformazione, tuttavia, ha richiesto tempo. La tempistica inizialmente annunciata per l’avvio dei lavori è stata superata e il progetto ha attraversato una lunga fase di progettazione, autorizzazioni e interventi sulla viabilità. Nel 2024 il Comune di Parma ha approvato il progetto di fattibilità per il ridisegno di strada Nuova Naviglio, con un intervento da circa 1,1 milioni di euro a carico del soggetto attuatore; nel maggio 2025 è stata firmata la relativa convenzione.
Il nuovo progetto punta ora su oltre sessanta negozi, circa venti attività di ristorazione e circa 15.000 metri quadrati dedicati a sport e intrattenimento. Tra i nuovi marchi annunciati figura Primark, uno dei principali elementi di richiamo della nuova struttura.
La sfida di Parma Promenade, però, è più profonda di un semplice restyling. Non basta riempire le vetrine: bisogna riempire nuovamente il luogo di persone, attività e relazioni. Dopo il vuoto diventato evidente nel dicembre 2024, la nuova destinazione dovrà dimostrare di poter restituire a quest’area una funzione che Parma Retail aveva progressivamente perso: quella di essere non soltanto un posto dove comprare, ma un luogo in cui andare, fermarsi e stare insieme.
Ed è ora la storia di una nuova scommessa. Il vecchio centro commerciale non tornerà. A settembre 2026, se le previsioni, almeno questa volta, saranno rispettate, aprirà invece un luogo che ne conserva lo spazio ma prova a cancellarne il modello. La domanda che resta è semplice, e soltanto il tempo potrà darle una risposta: Parma Promenade sarà davvero la rinascita di un luogo che sembrava aver perso la propria funzione, oppure soltanto l'ennesimo tentativo di trovare un nuovo pubblico per uno spazio che, nel suo primo decennio di vita, ha già conosciuto la sua parabola completa? E questa volta, le continue promesse, saranno finalmente mantenute e rispettare? Solamente il tempo saprà risponderci.
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