“È Morto Alessandro di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle” : ecco l'incredibile scivolone commesso dal Corriere della Sera il 26 settembre 2026. Sui profili social ufficiali del giornale, è apparsa all'improvviso una card grafica che annunciava testualmente la morte di Alessandro Di Battista. La notizia era completamente falsa. Errore decisamente grave da parte del giornale più seguito in Italia. La dinamica fotografa esattamente le crepe del giornalismo digitale odierno:
- Il "coccodrillo" in ghiacciaia: Non tutti sanno che le redazioni preparano in anticipo articoli e grafiche (chiamati in gergo coccodrilli) sulle notizie in genere prima di pubblicarli sui social. Questo sistema permette di cercare di essere i primi in assoluto a pubblicare la breaking new in questione. Riuscire ad arrivare primi su una notizia, significa raggiungere maggiormente le visualizzazioni e consenso digitale in generale. In questo caso, avere avuto in memoria probabilmente una notizia sulla morte di un politico è alquanto delirante. Di Battista, proviene da settimane difficili a causa di un grave malore accusato a Cuba e del conseguente intervento chirurgico alla testa.
Solo quattro giorni prima, il 22 settembre, lo stesso Di Battista era apparso in video a DiMartedì su La7 dichiarando di stare meglio e di essere in ripresa. Anche nella serata di martedì 29 ha confermato di stare meglio, dichiarando di riuscire a ritagliarsi del tempo per se stesso, dopo aver subito l’intervento in neurochirurgia per un edema cerebrale dovuta alla presenza di un tumore: “Oggi sono andato anche al mare a mangiarmi una bella frittura. Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà”. Ha poi ringraziato i medici a Cuba per aver fatto un lavoro meticoloso e soprattutto per avergli salvato la vita.
- L'errore tecnico e la fretta: A causa di un "malfunzionamento tecnico" interno ai sistemi di pubblicazione probabilmente automatica dei social, l’ipotesi è che la card sembra dunque essere partita per errore. Il post è stato rimosso dopo pochi minuti dalla pubblicazione. Il giornale poi, da una storia su Instagram ha pubblicato una nota ufficiale per scusarsi con Di Battista, con la sua famiglia e con i lettori.
Dopo la rivelazione della Fake News creata dal Corriere, l’epilogo della vicenda si è spostato immediatamente sui social. Il giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi, legato da una storica amicizia all'ex deputato, ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook ufficiale per rassicurare tutti sulle reali condizioni dell'amico. È stato proprio nei commenti sotto il post di Scanzi che Alessandro Di Battista è intervenuto in prima persona, rispondendo all'affetto dell’amico e dei sostenitori con un laconico e ironico "Speriamo bene", che ha scatenato migliaia di reazioni e di commenti di sollievo da parte della rete.
Questo esempio lampante come diversi altri, è utile per poter analizzare le reali intenzioni di un giornale che spesso non vuole realmente affrontare la notizia con buon senso, discrezione e spirito critico, ma che la notizia arrivi anche probabilmente il più veloce possibile rinunciando spesso all’aspetto umano. Il fattore tempo è importantissimo. Chi scrive deve essere subito reattivo è vero, così come i grafici e i social media manager, ma stiamo perdendo di vista una qualità altrettanto importante: la riflessione, la lentezza, come il pensiero sia importante decantarlo prima di posarlo su un testo scritto o su un’immagine.
Un altro aspetto su cui soffermarsi è probabilmente quello sulle reali condizioni in cui in redazione si lavora e ciò che viene richiesto: ed il risultato non può essere come questo scempio giornalistico. Non può essere tollerato in alcun modo. Come non può essere tollerato che le scuse comode si riducano a una storia su Instagram visualizzabile per sole 24 h. Queste scuse possono apparire sprezzanti tanto quanto l’errore commesso.
Rispetto a quanto commesso dal Corriere della Sera, la Redazione di Punto e Virgola Indipendente giunge al primo pensiero ovviamente su quelle che sono le condizioni di salute di Alessandro Di Battista, esprimendo solidarietà a un politico e opinionista che si è fatto fino ad ora una strada politica rispettabile. La redazione stessa inoltre, preme verso un sereno ritorno in Italia al più presto.
Alle volte, prima di qualsiasi notizia “social” pubblicata, viene prima la salute certa di una persona ancor prima di un politico di cui oggi come oggi l’Italia ha necessità di sentirsi rappresentata assolutamente. Si intende quella politica sana e genuina che sappia parlare di persone alle persone. Quella politica “noiosa” che generalmente non va di moda e non fa notizia come una morte falsa.
Tutta la Redazione di Punto e Virgola è con Alessandro Di Battista.
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