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Ha dell'incredibile quello che è successo a Rabat, durante la finale di coppa d'Africa tra Senegal e Marocco. Le due nazionali si sfidano in un campo predominato dal tifo marocchino, dentro ad un gioco in equilibrio per novanta minuti. Le azioni sono tante da una parte all'altra del campo, ma nessuna delle due squadre riesce a segnare nei tempi regolamentari.
Il Senegal va più volte al tiro, ma concretizza poco, anche grazie alle parate del portiere marocchino Bono. Ezzalzouli rappresenta l'occasione migliore del Marocco, dopo una serie di passaggi che permettono all'esterno del Betis Siviglia di trovarsi a un centimetro dal goal.
La partita è in pieno equilibrio anche dal punto di vista arbitrale: vengono fischiati i falli più evidenti, l'arbitro evita di estrarre troppi cartellini e lascia per lo più giocare. Tutto cambia nel finale. Il Senegal si affaccia prepotentemente nell'area avversaria, creando un paio di azioni pericolose. In seguito a un tiro velenoso di Ibrahim Mbaye, talento diciassettenne parigino, I Leoni della Teranga restano concretamente all'interno dei sedici metri. Dopo un colpo di testa del difensore senegalese Abdoulaye Seck, il Senegal segna.
I festeggiamenti durano però pochissimo, perché viene fischiato un leggerissimo fallo ai danni del terzino marocchino Achraf Hakimi. Da questo momento la partita cambia volto. Sono iniziati i minuti di recupero del secondo tempo regolamentare ed entrambe le squadre sono pronte a tutto pur di vincere.
Il Marocco si riversa nell'area avversaria e conquista un corner importante. Dopo la battuta del calcio d'angolo, Brahim Diaz cade a terra, lamentando una trattenuta. L'arbitro non vede nulla e lascia proseguire il gioco. L'atleta dei Blancos inizia quindi a protestare vistosamente nei confronti della terna arbitrale, che successivamente, a gioco fermo, decide di rivedere il contatto al VAR. La trattenuta è ancora una volta molto leggera, ma in pochi secondi l'arbitro assegna ugualmente il calcio di rigore per il Marocco.
Da li' inizia il caos. I giocatori del Senegal protestano e non vogliono che il rigore venga battuto, reclamando il goal tolto e infuriandosi per la decisione arbitrale. L'arbitro congolese Ndala non riesce più a gestire la situazione: estrae diversi cartellini, mentre gli allenatori si confrontano animosamente nel mezzo di accese parapiglie in campo e tra le panchine.
Il Senegal decide di abbandonare il campo. Ndala attende il ritorno dei giocatori non potendo riprendere la partita -ormai agli sgoccioli- con una una squadra interamente assente. I marocchini, spazientiti, aspettano. Manè capitano e stella senegalese vuole giocare, ma è praticamente da solo in campo. La partita, in un qualche modo, deve finire. Il dieci ex Liverpool decide di andare a riprendere i compagni negli spogliatoi per concludere la finale onorando il campo.
Il Senegal torna a giocare e c'è un rigore da battere per il Marocco. Sul dischetto, va proprio chi l'ha conquistato: Brahim Diaz. Dopo venti minuti di polemiche, il rigorista tira, ma sbaglia. Sembra fatto apposta, come se volesse graziare gli ospiti per quanto accaduto in precedenza: il tiro è centrale e debole. Un cucchiaio che di Totti non ha nemmeno il nome.
E’ così che finisce il tempo regolamentare. Con il punteggio di parità, le squadre vanno ai supplementari. Brahim nelle lacrime viene sostituito, il Senegal torna a lottare con coraggio. Pape Gueye con un tiro imparabile sotto l'incrocio, dopo meno di cinque minuti porta in vantaggio la sua nazionale. Un goal meritato per quanto dimostrato sul campo.
Da lì in poi il Marocco sembra uscire dalla partita: prova ad attaccare timidamente, e quando ha la possibilità di pareggiare la difesa senegalese non si fa impensierire. I Leoni della Teranga difendono con i denti il vantaggio, ma si divorano il goal del raddoppio. La partita giunta ai minuti finali, sembra destinata agli ospiti e, dopo un calcio di punizione battuto da Bono, l'arbitro fischia tre volte.
Il Senegal vince clamorosamente la Coppa d'Africa. Sembrava dovesse lasciare il campo e regalare a tavolino la vittoria al Marocco, ma rientrando con coraggio, spinto dal suo capitano Manè, trionfa. I padroni di casa hanno avuto la possibilità di vincere, ma non è bastata.
Rabat viene espugnata, e il Senegal, dopo quattro anni, riporta il titolo a Dakar. Il miglior giocatore del torneo è Sadio Manè, autore di una lezione importante di calcio e di sportività rivelatasi fondamentale. La coppa la alza lui e festeggia insieme a tutti i suoi compagni. La partita aprirà sicuramente molte discussioni per gli avvenimenti che l'hanno caratterizzata, ma è chiaro che alla fine abbia vinto lo sport. E il calcio Africano ha regalato spettacolo a tutto il mondo, offrendo una grande dimostrazione sportiva in vista della World Cup 2026 in USA, Messico e Canada.
Autore
Massimiliano Rossetti