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C’è un momento, nei sogni, in cui non sappiamo più se stiamo cadendo o se stiamo imparando a volare. Febbraio, per Punto e Virgola Indipendente, è esattamente quello spazio sospeso. Un anno fa questo progetto ha aperto gli occhi per la prima volta: non con la pretesa di spiegare il mondo, ma con il desiderio ostinato di interrogarlo. Oggi non celebriamo un traguardo come si fa con le medaglie, né ci voltiamo indietro per mitizzare ciò che è stato. Questo editoriale è un respiro profondo prima di ripartire, un sogno che si fa promessa.
In dodici mesi è accaduto qualcosa che va oltre la somma degli articoli pubblicati. È nata una famiglia. Non nel senso retorico del termine, ma in quello più autentico e fragile: persone che hanno deciso di esporsi, di fidarsi, di scrivere non per qualcuno, ma con qualcuno. Voci diverse, età diverse, città lontane unite dalla voglia di non essere indifferenti. In un tempo che ci vuole veloci, superficiali, disattenti, abbiamo scelto il pensiero ragionato e la profondità.
Scrivere, per noi, non è un esercizio di stile, ma una risposta. Una risposta alla narrazione di una generazione disimpegnata. Una risposta alla tentazione di tacere. Una risposta alla paura di non essere all’altezza. Punto e Virgola è diventato uno spazio in cui sbagliare, crescere, imparare, migliorare. Un progetto sempre vivo, perfetto nella sua imperfezione, in continuo movimento. Riconoscere il valore di ciò che è stato costruito non significa fermarsi a contemplarlo, ma capire perché siamo arrivati fin qui e cosa fare per raggiungere sempre il prossimo traguardo.
Il sogno, tema di questo mensile, non è una fuga dalla realtà. È il luogo in cui la realtà viene smontata e ricomposta. Come un buco nero: denso, complesso, apparentemente caotico, ma capace di attrarre, trasformare, generare nuove possibilità. Così è diventato questo progetto. Una multidimensionalità inattesa, che ha raccolto esperienze e sensibilità da tutta Italia, facendole dialogare senza annullarle. Un punto di incontro che non appiattisce, ma moltiplica.
Sarebbe molto complesso fare un bilancio completo di questo primo anno, ma è molto più semplice porci una domanda: quanto possiamo ancora dare? La risposta non è individuale. È collettiva. Sta nei buoni propositi che non suonano come slogan, ma come impegni condivisi. Continuare a crescere, prima di tutto. Migliorare la qualità del nostro sguardo. Trattare con maggiore continuità i temi sociali e di rilevanza pubblica, senza mai perdere il coraggio della critica. Guardare al contesto nazionale e internazionale con attenzione, spirito critico e onestà intellettuale. Essere una voce giovane non solo perché anagraficamente tale, ma perché capace di immaginare il futuro senza smettere di interrogare il presente.
Il sogno, se non viene custodito, si dissolve al risveglio. Per questo il nuovo anno di Punto e Virgola Indipendente non sarà una ripetizione, ma un approfondimento. Non un’eco, ma una presa di posizione più consapevole. Continueremo a scrivere non per dire che abbiamo capito tutto, ma perché sappiamo di non aver capito abbastanza. Continueremo insieme, continuando a lottare per la libertà, anche se avremo tutti contro: d’altronde, se sei libero, la tua sola esistenza irrita gli schiavi.
Questo non è un anniversario da celebrare. È un orizzonte da raggiungere. E il sogno, oggi, non ci chiede di dormire: ci chiede di restare svegli. Tutti.
Allora continuiamo a sognare, ma con gli occhi aperti. Continuiamo a porci domande scomode, a rallentare quando tutto ci spinge a correre, a scegliere la complessità quando la semplificazione sembra più conveniente. Continuiamo a credere che le parole abbiano ancora un peso, che possano ferire ma anche curare, dividere ma anche unire. In un panorama caotico, Punto e Virgola Indipendente vuole restare uno spazio di ascolto prima ancora che di affermazione, un luogo in cui il pensiero non venga imposto, ma accompagnato fino alle sue conseguenze più profonde.
Il nuovo anno non ci chiede di essere perfetti, ma di essere presenti. Di non smettere di formarci, di sporcarci le mani con la realtà, di accettare il conflitto come occasione di crescita. Ci chiede di prenderci cura di questa comunità orgogliosamente fragile e potentissima che abbiamo costruito, di proteggerla senza chiuderla, di farla crescere senza snaturarla. Ogni articolo sarà ancora una volta una responsabilità condivisa, ogni tema affrontato una scelta che dice chi siamo e chi vogliamo diventare.
Se questo progetto è un buco nero, allora non è un punto di fine, ma di inizio: un luogo in cui le certezze collassano per lasciare spazio a nuove forme di senso. E se c’è una cosa che questo primo anno ci ha insegnato, è che non esiste sogno che possa reggere senza una collettività disposta a sostenerlo. Punto e Virgola non è una testata: è un processo. Non è una voce sola, ma un coro che fa stecca nel coro, in barba al conformismo dilagante.
Entriamo così nel nostro secondo anno: non più ingenui, ma ancora curiosi; non più timidi, ma mai arroganti. Con la consapevolezza che il futuro non si attende, si costruisce. Insieme. E che ogni sogno, per restare vivo, ha bisogno di qualcuno che continui a raccontarlo, a metterlo in discussione, a crederci anche quando sembra sul punto di svanire.
Noi siamo pronti a farlo. E questo, forse, è il nostro modo più autentico di andare avanti.
Buon compleanno Punto e Virgola Indipendente!
Autore
Antonio Mainolfi
Alessandro Mainolfi
Riccardo Maradini
Samuele Castronovo
Giuseppe Serra
Daniele Mainolfi
