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Un video-tesi a difesa della SBK: basta paragoni infondati con la MotoGP! Con sette interviste, tra cui quelle a Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea
«Superbike: show fatto in casa» è un prodotto audiovisivo che ho realizzato tra giugno e agosto del 2025 come prova finale del corso di laurea triennale “Linguaggi dei media” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ogni informazione citata si riferisce pertanto allo stato dei fatti così come era in quel determinato periodo di tempo. Ho realizzato il documentario durante il mio stage curriculare a moto.it, testata giornalistica a tema motori tra le più autorevoli d’Italia, la quale lo ha pubblicato al seguente link:
Nell’articolo Carlo Baldi, giornalista della Superbike dal 2008 e mio tutor durante il tirocinio, racconta come è nata questa tesi di laurea e come ci siamo conosciuti.
Il documentario
Riporto di seguito uno stralcio della relazione che ho scritto di accompagnamento al documentario, che ne esplica le finalità.
«L’obiettivo del video è di spiegare chiaramente le ragioni per cui la Superbike è un prodotto autonomo nel panorama motoristico mondiale. Approfondendo le sue origini ed analizzando i dati televisivi e relativi al pubblico forniti da «Dorna Sports» - la società che gestisce il campionato – si individua quello che è di fatto il fine primario del filmato: illustrare all’utente finale i motivi che rendono la Superbike un sistema indipendente e le cause che ne rendono il confronto con la MotoGP inservibile […].
Analizzando i numeri emerge in maniera ineccepibile il legame indissolubile tra questo sport motociclistico e la quotidianità del motociclismo. In ben due casi su tre, infatti, coloro che assistono alle gare in circuito sono motociclisti attivi e la media degli spettatori stagionali rimane costante dal 2016, oscillando intorno alle 500.000 presenze annuali […].
Il prodotto audiovisivo contiene molteplici interventi di sette differenti personalità che dal 1988 ad oggi hanno o hanno avuto a che fare con il campionato mondiale Superbike. In ordine di apparizione, si indicano i nomi delle persone che sono intervenute: Fabrizio Porrozzi, Davide Tardozzi, Paolo Ciabatti, Gregorio Lavilla, Carlo Baldi, Jonathan Rea e Toprak Razgatlioglu. Tutti e sette sono stati in grado di fornire un contributo concreto e tangibile per l’intendimento integrale del percorso narrativo – ognuno degli ospiti ha infatti vissuto un frangente diverso della storia della Superbike. Unendo gli interventi, è risultato quindi possibile ottenere una copertura totale degli eventi raccontati […].
Che ruolo ricoprono? Porrozzi è un fotografo italiano che lavora in Superbike sin dal 1989, vale a dire dal secondo anno di vita del campionato (creato nel 1988). Tardozzi è lo storico vincitore della prima gara di sempre della Superbike, disputata a Donington Park nel Regno Unito il 3 aprile del 1988, mentre oggi ricopre il ruolo di Team Manager del Ducati Lenovo Team in MotoGP. Ciabatti è stato prima Program Director di Ducati e poi Direttore del campionato sino al 2012: così il suo intervento, unito a quello di Lavilla – il Direttore attuale – permette di realizzare un accurato confronto tra due epoche. Baldi è il miglior giornalista italiano della Superbike, perché vi è impegnato dal 2008, vivendo ogni evoluzione del mondiale in ogni sua sfaccettatura.
Infine, è stata la volta di due piloti, che insieme hanno vinto ben otto titoli mondiali: Rea e Razgatlioglu. Il primo è il più vincente nella storia della Superbike, con sei titoli mondiali conquistati dal 2015 al 2020, mentre il secondo ha trionfato nel 2021 e nel 2024 e dal 2026 sarà pilota di Pramac Yamaha in MotoGP».
Autore
Luca Tealdi