Al netto della classifica attuale, il mercato invernale avrebbe dovuto cambiare diverse storie, soprattutto per chi rischia la retrocessione. Al momento le squadre più indiziate sembrano essere tre. Escluderei la Fiorentina, che sta ritrovando fiducia e dispone di una rosa più da metà classifica. Lecce, Pisa e Verona, invece, devono iniziare a cambiare rotta, anche perché il tempo stringe.
L’ultima classificata è l’Hellas Verona che, dopo un inizio promettente, sembra ormai essersi addormentata profondamente. Gli scaligeri hanno ceduto Giovane Santana do Nascimento al Napoli: grande rivelazione di questa Serie A e pedina fondamentale dell’ormai ex allenatore Cristian Zanetti. Perché sì, oltre al giocatore più talentuoso, l’attuale fanalino di coda perde anche l’allenatore. Il mercato porta diversi volti nuovi e in gran parte sconosciuti: il giovane attaccante brasiliano Isaac, prelevato dal Corinthians, il ritorno in Italia di Pol Lirola e Lovric, che a Udine aveva perso il posto da qualche mese. Basteranno queste pedine per salvarsi? E soprattutto: riuscirà l’Hellas, senza Giovane, a incidere sul piano offensivo?
Pisa e Lecce. La prima, neopromossa e forse la più impreparata della categoria, aveva bisogno soprattutto di speranze. Tra gli acquisti spiccano Durosinmi dal Viktoria Plzen, che si è già fatto conoscere con una rete e un assist nelle prime tre partite, e Iling-Junior dall’Aston Villa, centrocampista tuttofare ed ex Juventus. Il Pisa riparte con un nuovo tecnico, Oscar Hiljemark, e un calendario ostico. Non è una squadra che molla facilmente l’osso, ma se vuole salvarsi servirà qualcosa in più.
I salentini arrivano invece da un periodo nerissimo: un solo punto conquistato nelle ultime cinque gare. Quest’anno ciò che manca più di tutto è l’attacco. I gol di Krstovic erano fondamentali, mentre Stulic ha dimostrato di non essere lo stesso giocatore. Del mercato c’è poco da dire: pochi acquisti e l’unico degno di nota è Cheddira, che però in Serie A ha sempre trovato poco spazio. Al Lecce servono gol, perché grinta e organizzazione non bastano.
La Fiorentina sta rinascendo o cadrà di nuovo? Questa è la domanda. In uno scenario che non ci saremmo aspettati da una squadra impegnata anche in Conference League, è difficile incasellarla in classifica. Il mercato è comunque positivo: Kean resta e arrivano profili interessanti, soprattutto a centrocampo. Sono arrivati Brescianini, partito subito con un gol, Fabbian, che aveva poco spazio a Bologna, squadra alla quale i viola hanno ceduto il poco utilizzato Sohm. Poi Solomon, giocatore su cui si punta molto, e Harrison dall’Inghilterra. La ricerca di stabilità è un’esigenza e, in quest’ottica, può tornare utile anche un centrale esperto come Rugani. Ora serve trovare equilibrio e macinare punti.
Parma, Cremonese, Genoa e Torino: sono davvero salve? Escludendo il Cagliari, che sta disputando un campionato più convincente, queste squadre sono attualmente fuori dalla zona rossa, ma forse è presto per salvarle tutte.
Il Parma ha fatto poco sul mercato, ma le basi ci sono. Segna poco e incassa bene: servirebbe una scintilla e tra Strefezza e Caviglia si cerca qualcuno capace di incidere.
La Cremonese saluta El Mudo Vazquez, protagonista di una grande stagione in B ma scivolato in basso nelle gerarchie quest’anno. Arrivano veri uomini salvezza, che nelle piccole hanno spesso fatto la differenza: Djuric, Thorsby e Luperto. La squadra ha carattere, ma serve più continuità, soprattutto contro le dirette concorrenti. Fino a pochi mesi fa viaggiava nelle zone alte: ora qualcosa sembra essere cambiato nella testa dei giocatori. Nicola e la squadra devono ritrovare fiducia.
Genoa e Torino sembrano quelle messe meglio. Il Genoa ha gli stessi punti delle altre due, ma con De Rossi sta facendo molto bene e i risultati lo dimostrano. Mercato ridotto all’osso: praticamente solo Baldanzi, ma l’acquisto più importante è la permanenza definitiva di Ostigard, difensore goleador fondamentale.
Il Torino ha tre punti in più del Genoa, ma ci è voluto oltre un mese per ritrovare la vittoria, dopo una serie di sconfitte pesanti. Rinnovato Samuel Coco, rinforzata la difesa con Ebosse e Marianucci. Ai saluti Masina e Asllani. A centrocampo arriva Prati e in attacco Kulenovic, croato che in patria ha sempre fatto bene. Dopo questo mercato di riparazione, il Torino continuerà a fare punti? Se lo chiedono anche i torinesi stessi.
Cagliari, Sassuolo e Udinese sembrano sempre più tranquille. Il Cagliari continua a vincere, trascinato dai gol del giovanissimo Kilicsoy, dalle parate di Caprile e da una squadra compatta che ritrova Dossena e Sulemana, chiamati a sostituire degnamente Prati e Luperto, che in Sardegna avevano lasciato il segno.
La notizia migliore per il Sassuolo è il ritorno super positivo di Domenico Berardi, subito a segno al Mapei dopo otto partite di assenza. Sistemato l’attacco con Nzola, dopo le cessioni di Cheddira e Pierini. Ottima la permanenza di Koné, riscattato dal Marsiglia, e interessanti gli arrivi di Bakola e Garcia in prestito. I neroverdi restano però molto “Berardi-dipendenti”.
Che stagione per l’Udinese: Più quindici sulla zona retrocessione, vera ammazza-big del campionato. Squadra solida e completa, come dimostra un mercato fatto quasi esclusivamente di cessioni. L’unico acquisto di rilievo è Mlancic, strappato all’Inter.
Bologna in tilt. Ottimo cammino in Europa League, ma i soli trenta punti in campionato preoccupano. Una vittoria nelle ultime dieci gare e difficoltà evidenti anche contro le piccole. Italiano ha molto da recriminare: doveva partire Dallinga, ma è partito solo Immobile e non è arrivato nessun attaccante. Ceduti Sulemana e Fabbian, è arrivato il solo Sohm, poco incisivo alla Fiorentina. Lo scambio Holm–Joao Mariolascia più di un dubbio. Gli emiliani sono tra i peggiori di questa finestra di mercato. Italiano riuscirà nel miracolo?
Lazio, tra dubbi e realtà. Era chiaro che il mercato sarebbe stato povero, ma forse i tifosi speravano in qualcosa di meglio. Venduti Guendouzi e Castellanos, arrivano giocatori pieni di incognite. Taylor ha fatto una buona impressione, ma il vero problema sembra l’attacco: Maldini e Ratkov saranno all’altezza? Basterà questo per l’Europa? Una certezza rimane: Lotito fa sempre discutere.
Atalanta, Como e Roma. L’Atalanta chiude la telenovela Lookman, ceduto all’Atletico Madrid per quaranta milioni. In uscita anche Brescianini e Maldini. In entrata solo Raspadori. Ora testa all’Europa.
Il Como è la favola del campionato. Fabregas non cambia i titolari e aggiunge solo il giovane svedese Lahdo, classe duemilaesette e vende gli esuberi. Per il club lariano, in questa seconda parte di stagione, può succedere di tutto.
La Roma è tra le migliori sul mercato: arrivano Malen, Robinio Vaz e Zaragoza. Ceduti solo Baldanzi e Bailey. Servivano alternative offensive, viste le difficoltà di Dobvik e Ferguson. I giallorossi restano pienamente in corsa per la Champions. Gasperini può essere soddisfatto.
Juventus e Milan: il caso Mateta e il pericolo scampato. Accostato a entrambe nell’ultimo giorno, l’attaccante del Crystal Palace si rivela infortunato al ginocchio per almeno quattro mesi. Pericolo evitato.
La Juve prende Holm e Boga in prestito, il Milan si assicura Fullkrug. Colpi mirati per rinforzare reparti scoperti.
Napoli, restauro offensivo: salutano Lucca e Lang, arrivano Giovane e Allison dallo Sporting Lisbona. Fuori dalla Champions, l’obiettivo è uno solo: rincorrere l’Inter. Con Juventus e Milan pronte a inserirsi, si prospetta una bagarre finale.
Inter, mercato senza infamia e senza lode. Arrivano Jakirovic e Massolin, che resta a Modena. Nessuna cessione. Si è parlato di Frattesi e Luis Henrique, ma nessuna trattativa è andata in porto. Forse non cambiare una squadra che vince è la scelta giusta, anche se il triplo impegno preoccupa. Questa rosa riuscirà a portare a casa almeno una coppa?
Tante domande, poche risposte. Non resta che aspettare il campo: molte porte sono ancora aperte e le certezze, al momento, sono pochissime.
Autore
Massimiliano Rossetti