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Ormai é cosa nota, dopo decenni di partite dal secondo dopoguerra ad oggi, che tra Italia e Germania, in ambito calcistico, la rivalitá é molto forte ed accesa. Tutto ebbe inizio nel 1970, durante il Mondiale in Messico, quando gli Azzurri eliminarono i Tedeschi in semifinale vincendo 4-3, in quella che fu definita "La partita del secolo". Nessuno peró si sarebbe mai immaginato che la rivalitá avrebbe coinvolto anche le squadre di Club e che, appena un anno dopo, sarebbe scoppiato un caso a dir poco clamoroso ed ancora oggi irrisolto: la famosa "partita della lattina". Mönchengladbach, Germania Ovest, 20 Ottobre 1971. I padroni di casa del Borussia M'Gladbach, reduce dalla vittoria del secondo campionato tedesco della sua storia, e l'Inter, campione d'Italia in carica e guidata da Giovanni Invernizzi, si affrontano nella gara d'andata degli ottavi di finale della Coppa dei Campioni. Nel turno precedente i Nerazzurri si sono sbarazzati piuttosto facilmente dei greci dell'AEK Atene, mentre i Tedeschi hanno liquidato, senza troppi problemi, gli Irlandesi del Cork Hibernians.Al settimo minuto passa in vantaggio il Borussia con la rete di Jupp Heynckes, l'Inter pareggia con Boninsegna al diciannovesimo minuto, ma dopo appena due minuti i Tedeschi tornano avanti, Ulrik Le Fevre fa 2-1 Borussia.Al minuto ventinove l'interista Boninsegna si appresta ad effettuare una rimessa laterale, quando improvvisamente crolla a terra: dagli spalti una lattina di Coca-Cola colpisce il giocatore in testa, facendolo cadere al suolo. Fin da subito l'arbitro dell'incontro, l'olandese Jef Dorpmans, viene accerchiato dai calciatori di entrambe le compagini, mentre Sandro Mazzola, trequartista nerazzurro, riesce a farsi dare un'altra lattina dai tifosi dell'Inter, presentandola all'arbitro come "arma del delitto". Il tecnico Invernizzi é cosí costretto a sostituire l'infortunato Boninsegna; la gara non viene sospesa, ma i calciatori dell'Inter lasciano scorrere la partita senza neanche impegnarsi, arrivando a perdere addirittura 7-1. Il risultato, peró, non importa: i nerazzurri, convinti del successo a tavolino, non si interessano a ció che succede in campo dopo l'incidente di Boninsegna. I tifosi del Borussia si sentono derisi e presi in giro dalla compagine italiana e tentano addirittura di assediare gli spogliatoi dopo l'incontro. Nascono due versioni della vicenda: secondo i Tedeschi la lattina, effettivamente gettata contro il giocatore dell'Inter, é vuota ed accartocciata, mentre secondo alcuni giornalisti italiani la bevanda, con la quale loro dicono di essersi sporcati durante il lancio, era ancora presente all'interno e di conseguenza l'impatto é stato molto piú pesante sulla testa di Boninsegna.Al rientro in Italia, tuttavia, i nerazzurri si accorgono, che nel regolamento dell'UEFA non é presente il principio di responsabilità oggettiva e che quindi non ci sono gli estremi, che potrebbero portare alla vittoria a tavolino. Soltanto grazie all'avvocato Prisco, storica colonna del club meneghino, l'Inter riesce ad ottenere, tramite la commissione disciplinare, la ripetizione della partita in campo neutro. La gara di ritorno, prevista a San Siro il 3 Novembre 1971, a questo punto diventa la gara d'andata e l'Inter vince 4-2.La partita della lattina, il precedente incontro dell'andata, rinviato al 1° Dicembre dello stesso anno, termina 0-0 a Berlino e l'Inter, forte del successo precedente, passa il turno eliminando il Borussia Mönchengladbach. Ancora oggi Italiani e Tedeschi si dividono quando si parla di questo controverso episodio, un vero e proprio giallo senza soluzione, senza colpevoli né innocenti.Roberto Boninsegna ha architettato una sceneggiata o é stato realmente ferito dalla lattina che ha salvato l'Inter da una storica disfatta? Sicuramente non lo sapremo mai, ma una cosa é certa: da quest'episodio tra Italia e Germania inizió una delle rivalitá piú belle ed intriganti della storia del calcio.
Autore
Enrico Salvini