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Appare in un dolce lume, nella fiamma, il ricordo d'un bacio lontano di mattinata fresca di sole di volo di rondine sopra di noi nel cielo. Eppur non so, non so dire se è in me, o solamente sul muro. Eppur è aldilà di me stesso, aldilà della casa! Poi un battito, ancora un attimo tremante d'incertezza! Ed ora il gradino, il duro salire, ed il giorno dopo, quando busso, un momento d'attesa sospirante e sulla luce dell'uscio la tua figura è giovinezza. È forza. È forza d'un fiume che corre e si scroscia, E trema; Sembri un pianto d'albeggio! Io altro non sono, altro più non sono, che un deserto lontano di solitudine e buio e luce e culto.
Autore
Alessandro Mainolfi
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