3
La casa si comprime essendo oramai diventata un’estensione del tuo sentire del tuo essere spaventata nel mondo Io ti seguo, devoto una grande astuzia ha avuto il caso nel far avvicinare un urlo ad un vuoto una bambina arresa ed un fazzoletto in servizio Mi hai intimato di guardarti di vederti e salvarti mentre sventravi le porte del carnevale nella speranza che fossi anche io sveglio ad assistere a quei lunghi roghi nei campi
vedevi il fuoco e la minaccia ovunque era una febbrile disamina di feribilità quotidiane piangevi un dolore stanco che si accompagnava a te come una fede incastrata tra i capelli. Volevi che qualcosa ti fosse restituito e per essere certa che la terra ti desiderasse più del Paradiso, scavavi la mia sostanza in cerca di discepoli. Fedeltà ne avevi bisogno come una componente strutturale che ti raggiungessi a quel piano della casa per scomparire insieme a te nell’afflizione. Da te ho definitivamente imparato la paura perché ne avevo già molta mi hai mostrato come respingerla e sopportarla restituirla o incatenarla a qualcuno. Anche nominando queste fitte sento di doverti difendere dall’inchiostro sulla pelle
dalle reti che mi tengono fermo e rigido dalla voce che mi evita per timore che dal tuo monte cada l’ennesima colpa che rovinerà il mio compleanno nella vita. Leggi questo e sarò anche io un altro albero infuocato nel tuo giardino penserai ancora di avere fiammiferi al posto delle unghie benzina nel fiato senza poter più svegliare nessuno sotto le travi di cenere. Anche io adesso ho questa solitudine in garanzia come se l’avessi donata a me sperando che la tua venisse aggiustata credendo che la tua una volta trovata ricevesse quantomeno la compagnia dell’esproprio del crollo o dell’abbandono. Eri talmente sola che avresti atteso la riconoscenza delle crepe non esistevano che quelle attaccate ai rami abortiti dalle tue debolezze tagli e cerotti in costanti sopralluoghi di botte. Sei un archivio di memorie in perpetui terremoti di guerra e anche quando le stelle fosforescenti sulla porta testimoniavano una calma planetaria tu ti accovacciavi sapendoti destinata alle invasioni.
© Punto e Virgola