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Qui la preghiera per dio una preghiera che nulla ha in comune con dio perché sei disperato e l’unica cosa che ti resta dei tuoi brandelli disperati è la tua disperazione e poco più, poco di altro e di questo poco, quasi nulla una disperazione in preghiera Noti che dio non c’entra solo un grido di preghiera disperata quando non sai più a quale altezza della tua anima piangere a quale piano sei finito troppo in basso nella cuccia del dolore che non ti resta altro non ti rimane suono ti tradisce la voce e gridi e preghi preghi che il materasso smetta di prendere fuoco sei solo e la solitudine alfabetizza l’inquietudine
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Ora che siamo piccoli soli adesso che siamo piccoli nell’esser soli ripenso con rabbia ad un sentimento lontano quando mi sono chiesto per quale motivo le barche venissero guidate dagli uomini io uomo che in manicomio mi sono sentito a riva a casa invece in un pozzo senza tende Nell’ora d’esser piccoli io non distinguo le lettere del perdono
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Allentatasi la piega del non risolto si riproducono in semi di sguardo gli inciampi dell’essere e nelle province del raccolto una briciolina senza pavimento prescrive un nuovo ingrediente alla precarietà delle pozzanghere
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Poi a riposo in queste defibrillazioni domestiche nella pellaccia affittuaria nel nulla intenso dove tutti cadiamo anche le profezie anche gli incubi anche le dita dei morti e le ninnananne e tu ed io
Autore
Alberto Caprioli