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Mi mimetizzo ma non sono uguale a voi, a loro, sono infiltrato
mi condanno alla vostra autodeterminazione per liberarmene dall'interno
all'interno dei vostri interessi consumo il patto con la pelle, con la gerarchia di dolore distanzio i corpi per non sovrapporli Vi studio e Vi penso tanto come si fa talvolta con chi fa scelte di pancia, con chi teme il crimine del singhiozzo e lo condanna alla crisi climatica Sono solo una pulce che infesta la vostra paura
dai vostri peli rizzati capisco quanto sia misera la potenza, quanto scarno sia il principio regolatore dell'odio che si dimena e si arrampica tra le pareti delle carcasse perché ciò che è realmente vivo non gli concede imperi. Seguo linee e tratteggi
imito i punti e difendo le virgole come a dire sono qui
anch'io come voi nella lunga marcia del disonore
tra due lettere spedite a Dio mentre Dio è in vacanza in un resort con cinque stracci di merito e voi vi infuriate perché non sapete galleggiare oltre il vostro pensiero
sapete battere a macchina il nome di battesimo di vostra madre senza intuire che vi ha trasmesso una malattia incurabile nei polmoni, respirate sassi, respirate presenza d'altro e vomitate vertigini acquistando voli senza scarpe
vi fanno male le righe le geometrie perché siete geometricamente distrutti e vi sentite a pezzi solo quando una parola annega un poco più in là delle vostre previsioni
© Punto e Virgola