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Ma quanto è brutto lasciare qualcosa anche solo per qualche mese?
È una domanda che può dire tanto o poco, perché è l’oggetto a cui si riferisce a fare la differenza. In questo caso, l'oggetto del mio flusso di pensieri è il momento in cui si lascia Parma per le famose vacanze estive: quelle più attese da uno studente universitario, divise tra il ritorno alla propria terra madre e il desiderio di godersi i luoghi in cui sono scalfite le proprie radici.
Personalmente, questo è un periodo molto particolare. È il momento in cui cerco di chiudere i conti, una sorta di tipico bilancio economico – simile a quello delle associazioni sportive – che va da settembre a giugno o luglio. E andando a rovistare in tutte le esperienze vissute, mettendo ordine tra foto stropicciate, ricordi sbiaditi, biglietti scritti, libri letti e sottolineati con note a margine, si scopre che è proprio vero: che fantastica storia è la vita!
In passato sono sempre partito con tantissime aspettative. Le aspettative, in fondo, sono la vera fonte di quei problemi che nascono quando qualcosa non va come vorremmo; eppure, ci si accorge poi che il fluire della vita ci mette davanti a scelte che regalano sempre gioie e qualcosa da imparare. Perché, se ci pensiamo bene, nella vita si perde davvero solo quando non possiamo più riabbracciare per sempre una persona cara.
Mettendomi di fronte a questo specchio chiamato vita, ho avuto – come tutti – l’opportunità di crescere e conoscere persone nuove. E sono proprio queste ultime, quelle che arrivano quando meno te lo aspetti, a lasciarti sempre qualcosa di bello: un insegnamento, uno spunto da cui partire o una scintilla con cui creare progetti futuri.
Guardando in fondo ai binari, mi rendo conto che in questi mesi di strada ne è stata fatta parecchia. Che le esperienze siano il pane quotidiano di ognuno di noi è una verità tanto scontata quanto sottovalutata. Rimanere statici, limitandosi al solito percorso casa-università, alla fine è un po' come fare il tragitto casa-chiesa: che perdita di tempo! Quel tempo che, una volta passato, non ritornerà più. E allora, se il tempo bisogna "berlo" senza guardare in faccia a nessuno pur di raggiungere i propri sogni, bisogna lasciarsi andare ed essere il più possibile dinamici.
Ora che il treno sta arrivando, mi appresto a prendere la valigia e a iniziare il mio viaggio. Lo faccio con la consapevolezza che un’altra estate è qui e che mi sto preparando a godermi casa: la mia famiglia, mia nonna, gli amici storici, un bel piattone di pasta con la passata di pomodoro, il mercato del martedì. Tra la lettura di un libro e la contemplazione del mare, probabilmente finirò per crearmi nuove aspettative per l’anno che verrà. Ma la vera novità è che mi sto già preparando ad accogliere il futuro senza pretese, lasciandomi andare al fluire della vita come se fossi sotto una cascata.
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