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Quello di Shangai è un circuito che rispecchia realisticamente le prestazioni delle monoposto. Una sorta di parziale universitario, con il vero esame che arriverà al prossimo appuntamento, a Suzuka, in Giappone, la vera e propria università della Formula 1.
Ph. Mclaren Formula 1 Team ©️
E come da pronostico la Mclaren non ha lasciato neanche le briciole ai rivali, in una gara dominata in lungo e in largo anche con qualche limite di guidabilità di una vettura che sembra in grado di spegnere sul nascere l’entusiasmo di chi insegue.
Dopo poche curve, a gran premio appena cominciato, Oscar Piastri, che partiva dalla Pole, è inseguito dal compagno di squadra Lando Norris, che è riuscito a liberarsi di Russell in men che non si dica.
Ph. Mclaren Formula 1 Team ©️
Questa volta la gara è finita davvero, dopo due giri, almeno per quanto riguarda le prime due posizioni, tutti gli altri, invece, lasciati a lottare per la terza posizione. Per fortuna del team papaya non si è ripetuto ciò che è successo a Melbourne, tra acquazzoni improvvisi, pista umida e le svariate safety car.
Dalla seconda tornata inizia la noia decantata da Andrea Stella (vedi articolo “La No(ia)iris”); totale dominio, in gestione assoluta, probabilmente nascondendo le reali potenzialità della monoposto. Piastri, da Oscar, non sbaglia di una virgola, e al suo terzo anno nella massima categoria, con quella di oggi, ha già conquistato la sua terza vittoria. Norris, leader del mondiale, amministra la seconda posizione e conclude la doppietta; la cinquantesima nella storia della Mclaren.
Ph. Mclaren Formula 1 Team ©️
Altri spunti positivi di una gara per lo più di gestione sono sicuramente stati quelli di George Russell e di Max Verstappen. Il britannico ottiene un terzo posto fondamentale per il morale di Mercedes e per la classifica costruttori; l’olandese invece, rimasto nascosto nelle retrovie, improvvisamente si accende e inanella una continuità di tempi incredibili per il mezzo che si ritrova tra le mani, ampiamente insufficiente per la lotta all’iride.
Ferrari, incredibile fino al sabato, con pole e vittoria della Sprint e con una prestazione irREale di Lewis Hamilton che aveva fatto ben sperare chiunque in vista di oggi. Ma nella gara lunga lo scenario è cambiato decisamente: notte fonda.
Il contatto al via tra i due scudieri della Rossa (a mio avviso Leclerc ha maggiori responsabilità) è la descrizione del weekend a due facce del team di Maranello. Quinto e sesto, in pista, è un risultato decisamente migliore rispetto a quello della prima gara in Australia, ma comunque totalmente insufficiente anche solo per pensare di iscriversi alla corsa al titolo. Se nella Sprint la Ferrari ha giocato il ruolo di prima forza, oggi, quando conta, è precipitata come quarta forza, vicina se non al pari della terza.
Ma come se non bastasse, a infierire ulteriormente sulla situazione, già disastrosa, del team italiano, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la Federazione Internazionale (FIA) che ha squalificato dalla gara entrambe le vetture dei due piloti. La monoposto con la 16 di Charles Leclerc è stata trovata sottopeso di un chilogrammo, la vettura con la 44 di Lewis Hamilton ha registrato un’usura troppo elevata del fondo, superando i limiti concessi dal regolamento. 10 punti in due gare, che disastro!
Ph. Scuderia Ferrari Formula 1 Team ©️
Urge ripartire da quanto visto nella mini gara del sabato, in vista di uno dei circuiti più duri da affrontare per monoposto e piloti. Sempre con l’augurio di vedere il rosso di nuovo nelle posizioni di testa.
Ma le premesse sono altre, con Mclaren che sembra inscalfibile nel suo strapotere e che “ammazza” sportivamente la concorrenza, e la Ferrari e gli altri che di strada ne devono ancora fare, con la voglia però di spodestare l’attuale regina. Si vedrà a Suzuka, si vedrà più avanti nel campionato. Intanto complimenti a Piastri, a Norris e ad Andrea Stella, e aggiungo, godiamoceli.
Autore
Giuseppe Serra