Non so più dove metterti. Hai occupato spazi del mio cuore che nemmeno io conoscevo. Sei stata per tanto tempo il fuoco che lo teneva al caldo, il mio cuore malato aveva bisogno delle tue carezze. Ora quei dolci tocchi hanno fatto livido e io ci sbatto sempre il mignolo perché ti penso e mi distrai. Non so trovare un posto per te, né dare il tuo posto a nessuno. Forse devo smettere di cercare e la risposta arriverà, ma come faccio con questo cuore che, affamato di quel fuoco, ancora mi colpisce le costole e fa un male cane. So che non tornerai, tutte le poesie del mondo non serviranno a nulla se non a riempire fogli fatti con le foreste che ci fanno respirare. Ora il fuoco è spento, rimane il fumo, le ceneri di un impero che una volta toccava le sponde del Sud America e che ora è racchiuso nel palmo della mia mano.
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