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Tra gli anni Sessanta e Settanta Indro Montanelli trasformò il giornalismo in una battaglia civile per la salvaguardia delle città italiane. Dopo Portofino e Firenze, la sua attenzione si concentrò su Venezia, minacciata dall’incuria, dall’inquinamento, dalle speculazioni edilizie e dall’acqua alta. Nel novembre 1968 il giornalista pubblicò sul «Corriere della Sera» quattro articoli dedicati al degrado della città lagunare. L’anno successivo realizzò per la Rai il documentario «Montanelli – Venezia», nel quale denunciò con forza le condizioni di una città che, a suo giudizio, stava perdendo la grandezza del passato. Palazzi e opere d’arte erano corrosi dall’umidità e dall’inquinamento, mentre le industrie di Marghera aggravavano la situazione ambientale. Per Montanelli il problema non era soltanto il deterioramento materiale di Venezia, ma anche l’incapacità della classe dirigente di assumersi responsabilità. Alla nostalgia per la Serenissima si univa la convinzione che il futuro della città dovesse essere ripensato. Venezia, sosteneva, avrebbe dovuto abbandonare l’ambizione di diventare un grande centro industriale e valorizzare invece il turismo internazionale, l’alta cultura e una residenzialità di prestigio. Un’altra minaccia era rappresentata dall’acqua alta. L’alluvione del 4 novembre 1966, con un livello record di 194 centimetri, mostrò al mondo la fragilità della città. Negli anni successivi gli episodi si ripeterono, fino al 2009, quando Venezia visse un periodo particolarmente critico. Le denunce di Montanelli contribuirono ad alimentare il dibattito pubblico e politico. Nel 1973 il Parlamento approvò la legge n. 171, che dichiarava la salvaguardia di Venezia e della sua laguna un problema di preminente interesse nazionale. La norma impegnava Stato, Regione ed enti locali a proteggere il patrimonio storico e artistico, l’equilibrio della laguna e l’ambiente. A distanza di decenni, l’inchiesta di Montanelli conserva una forte attualità: la sua richiesta era semplice e radicale, «salvare Venezia», prima che il degrado e l’incuria rendessero irreversibile la perdita di una città unica al mondo.
Antonio Cascone, le foto ci sono state date per gentile concessione della Fondazione Montanelli Bassi ETS.
90° compleanno a Fucecchio, Di fianco c’è Gaetano Afeltra. (22/4/1999).
Indro al Corriere mentre attende di essere ricevuto (inverno 1939-1940).
scritto da La Stanza di Montanelli
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