1
Nel 1912, all’età di 74 anni, a Monet viene diagnosticata una cataratta bilaterale: un'infezione che porta a un’opacizzazione del cristallino, appannando la vista e alterando la percezione dei colori che appaiono distorti e ingialliti. Per il padre dell'Impressionismo iniziano anni di profonda frustrazione, ben visibile nelle sue opere. I dipinti realizzati tra il 1912 e il 1923, anno in cui si sottopone a un intervento chirurgico per rimuovere la malattia, sembrano quasi appartenere a una diversa corrente artistica. Le pennellate si fanno rapide e imprecise, i soggetti quasi irriconoscibili, mentre gli abbinamenti cromatici diventano aggressivi, con i colori che appaiono quasi sciogliersi. Attorno al 1914, Monet scrive in una lettera agli amici: “I miei rossi diventano sempre più fangosi e i miei quadri sempre più scuri”.
Nonostante questa perdita progressiva della vista e l'insicurezza che ne deriva, l'artista non smette mai di dipingere. Nel 1923, superata l'operazione e recuperata una visione quasi normale, Monet torna a uno stile espressivo affine a quello precedente alla malattia. Rendendosi conto dello scarto stilistico del decennio passato, decide di distruggere gran parte delle tele prodotte in quel periodo, incapace di riconoscersi in quelle composizioni scure e caotiche. Ciononostante, dal 1923 fino alla morte, sopraggiunta all'età di 88 anni, continua a lavorare incessantemente, anche se ormai "tutto era diventato più blu".
È proprio in questa fase conclusiva che prenderanno forma le celebri Ninfee custodite al Museo dell'Orangerie di Parigi, le quali conservano ancora qualche traccia della virata cromatica dovuta all'intervento. Quella di un pittore che perde la vista può sembrare una condanna paradossale, come per un musicista diventare sordo; come Beethoven. Eppure, da un'altra prospettiva, il decennio "scuro" di Monet è la testimonianza nitida di un artista che ha continuato a raccontare la realtà esattamente per come la percepiva: con fare ribelle e anticonformista, rimanendo devoto alla propria arte persino nei momenti di maggiore oscurità.
© Punto e Virgola
Potrebbero interessarti:
