autore
mensile
pubblicazione
15/07/2025
categoria
tempo di lettura
3
- Domani è Natale. -
- Bello vero? -
- Non mi dici che cosa mi hai preso? -
- Dovrei? -
- Non lo so, così, per parlare. Comunque Natale non mi sembra più Natale. -
- Perché? -
- Non lo so. Ma è più grigio, le lucine sono più brutte, mangio meno e non c'è più il nonno. -
- A me Natale piace ancora. La sorpresa dei regali mi fa sentire come quando ero piccolo. -
- A me no. La lista la faccio io, e mi faccio anche gli autoregali. Poi penso già a cosa devo fare a Capodanno, che non ho ancora organizzato niente, e quasi nessuno fa più i fuochi d'artificio. Non so cosa mettermi e cambiamo sempre posto ogni anno. -
- A me Capodanno piace ancora, mi fa pensare al futuro. Cosa mi porterà di nuovo l'anno prossimo. -
- Ah, beato te. A me fa pensare al passato. All'anno trascorso, che è sempre il migliore della mia vita. E so che l'anno prossimo sarà più brutto, e poi ci penso e alla fine è quello il migliore anche quello. Penso a tutte le cose che ho fatto e alle persone che non ci sono più, anche se sono fortunata ad averne conosciute di nuove. -
- Allora prova a pensare al futuro. -
- Ancora peggio. Penso a quando andrai via, e anche la mia famiglia, e i miei amici. E se conoscerò qualcuno da amare, andrà via anche lui prima o poi, sai, il lavoro. E se avremo dei figli, andranno via anche loro, per lo studio e tutto il resto. E ad ogni Capodanno ci saranno meno persone. E ogni Natale sarà ancora più grigio. -
- E se pensi al presente? -
- Il presente non esiste. Ce lo siamo inventati per cercare di scappare alla consapevolezza che tutto finisce, tutto passa ed è andato via per sempre. Ma ti ricordi o no quando da piccoli un giorno sembrava lungo una vita intera? Invece adesso un anno passa in un secondo, e nel momento in cui ci pensi, a questo fantomatico presente, sai già che sarà un ricordo. -
- Però te la vivi troppo male. -
- Sì lo so. Ma io voglio che il tempo si fermi ogni anno che passa, e che ogni compleanno e ogni Natale durino tutta la vita. Voglio restare a casa mia, ma come quando avevo dieci anni. Poi ci penso e mi rendo conto che era un po' una merda a dieci anni, sì la spensieratezza, ma vuoi mettere che bello il liceo? Iniziare ad andare a ballare e prendere le prime base? Però poi penso che era scomodo senza macchina, e penso all'università, dove conosci tutti e studi solo quello che ti piace. E poi vedo i miei amici andare via, e allora voglio tornare a quando avevo dieci anni. E mi viene voglia di andare al mare, ma non al mare qualsiasi, al mare dove andavo da piccola, e dove andavano i miei genitori da piccoli, e anche i loro genitori, e di fare i castelli di sabbia, di giocare con le Barbie e con il Nintendo. E dopo gioco col Nintendo ed è tutto troppo sgranato e mi annoio perché il gioco lo conosco già. -
- E non ti viene voglia di cambiare gioco allora? O di andare in montagna? Guarda che cambiare ogni tanto è bello, come fai a non sapere se poi ti piace di più? -
- Ancora peggio se mi piace. Così tra vent’anni mi mancherà anche quello e se lo farò non sarà più come adesso, e quindi avrò un'altra cosa per cui stare male. Poi la montagna non mi piace. -
- Sì però così almeno ti fai dei ricordi nuovi, conosci persone nuove e posti nuovi. Tutto finisce prima o poi, e indietro non ci puoi tornare. Quindi tanto vale che vai avanti e te la godi, no? Poi ripensaci in punto di morte, hai vent'anni e parli come mia nonna di 90. Anzi, lei va ancora a fare nuove esperienze. Te l'ho detto che le ho fatto mangiare il sushi ieri? Le è piaciuto un sacco. -
- Beh, il sushi è buono. -
- Eh sì. -
- Senti ma poi tu cosa fai a Capodanno? -
Autore
Elena Camuti Borani
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