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Oggi voglio raccontarvi due storie che possono sembrare prive di interesse, ma in realtà esse rivelano come talvolta la politica diventi preda dell’ipocrisia.
La prima vicenda riguarda Thiene, paese in provincia di Vicenza, dove il teatro comunale il 29 maggio ha ospitato lo spettacolo teatrale della firma del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi, intitolato La sciagura, Cronaca di un governo di scappati di casa. In questo paesino della Val d’Astico, l’amministrazione comunale di centrosinistra della città, governata dal sindaco Gianantonio Michelusi, venerdì 22 maggio, in tutta fretta, ha ritirato il patrocinio allo spettacolo teatrale del giornalista aretino. Il primo cittadino ha fatto dietrofront dopo le furiose critiche di una consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Giulia Scanavin. “Un Comune non può concedere il proprio patrocinio a una comunicazione apertamente schierata contro l’esecutivo nazionale”, ha spiegato la meloniana della minoranza in Comune. A questo punto il sindaco, come un Ponzio Pilato qualunque, si arrampica sugli specchi per giustificare il proprio dietrofront: “Nella richiesta presentata per una rassegna di spettacoli, il titolo in questione era diverso, precisamente non compariva il sottotitolo (Cronaca di un governo di scappati di casa) e non era possibile presupporne il contenuto”. Quindi il Michelusi ha dato ragione a Fratelli d’Italia, e ha dato subito ordine di cancellare seduta stante il ‘patrocinio’, con tanto di cancellazione manuale col pennarello del logo del Comune dai manifesti già affissi.
“Il sindaco mi ha chiamato venerdì sera per dirmi della revoca. I manifesti non erano ancora stati affissi, così ho dovuto cancellare con un pennarello nero il logo del Comune sulle locandine uno per uno”, spiega al FattoQuotidiano.it l’organizzatore dello spettacolo Alberto Parisotto. Il ritiro del patrocinio significa una riduzione del 50% sui costi di affissione sui manifesti esposti sulle plance. Nulla di più, ma evidentemente fin troppo per il nostro cuor di leone della Val d’Astico. Divertentissimo il commento di Andrea Scanzi: ”Davvero il sindaco scopre pochi giorni prima il contenuto di La sciagura? C’è ancora qualcuno che non sa che il mio testo critica il governo Meloni? Trovo davvero sintomatico l’atteggiamento del sindaco, tanto che il 29 maggio prossimo, essendo anche l’ultima replica di un lavoro in tour da tre stagioni, dedicherò a lui in apertura un passaggio dello spettacolo”.
Questa vicenda mi ha terribilmente ricordato un avvenimento successo tra il 19 e il 20 settembre, nella mia amatissima città: Parma. Sul palco della Festa del giornale Open, in quelle date, precisamente nel pomeriggio di Venerdì 19 Settembre, doveva essere presente il rapper Bello Figo, per partecipare al dibattito ”La sfida tra palco e realtà” insieme all'assessora alle politiche giovanili del Comune di Parma Beatrice Aimi, Chiara Dall'Aglio ed Eleonora Urbanetto (quest’ultime rappresentavano il progetto Parma capitale europea dei giovani 2027). Ma, misteriosamente, poche ore prima il suo nome è scomparso nel nulla, e la sua ospitata è ricomparsa, spostata alle 19,45 dello stesso giorno, per un'intervista su “L'incoscienza del rap”.
Anche quell’ospite aveva suscitato le polemiche della destra parmigiana: la deputata della Lega Laura Cavandoli aveva detto che “Non è con questa provocazione che si rafforza l'immagine della città, né si persegue la valorizzazione del mondo giovanile” e il consigliere di FDI Priamo Bocchi aveva aggiunto: ”Faccio notare che per la sinistra confrontarsi con un volgare promotore di disprezzo nei confronti delle donne (italiane) è una proficua occasione di dialogo mentre quando io feci una analisi e condivisi il pensiero di Crepet sulla decadenza del ruolo del maschio per comprendere fenomeni di violenza sulle donne o parlai in un certo modo di pillola abortiva, difendendo la vita e la maternità, fui apostrofato come un maschilista, retrogrado disumano, ignorante, barbaro, violento, aggressivo, ignobile, volgare …”
Allora l’Assessora Aimi, dopo che Bello Figo era stato escluso dal dibattito e si era scampato il pericolo, ha usato una pagina della Gazzetta di Parma, in data 20 Settembre 2025, per dire che “è una fake news è che il rapper nostro concittadino sia il testimonial di Capitale europea dei giovani”, ma solo perchè “il progetto non ha testimonial, lo chiarisco ancora una volta. Se lo avesse, cadremmo in contraddizione rispetto allo spirito di gruppo che anima fin dall'inizio questa splendida impresa”. Ma ha anche aggiunto che “Bello Figo prende la parte più becera della discussione sugli immigrati e i luoghi comuni che li accompagnano e la rende rap con lo stesso linguaggio che purtroppo leggiamo sui social o ascoltiamo dal vivo per le strade o in certi talk o - ahinoi - appuntamenti di piazza. Come ha scritto Mattia Salvia, Bello Figo «prende i discorsi da bar qualunquisti e razzisti e ci fa questa specie di rap sbilenco. Così facendo è diventato l'ossessione delle persone che quel linguaggio che lui scimmiotta lo usano davvero»”.
E qui siamo alla Fiera del Tartufo, al “Ma anche” di Veltroniana memoria. E con questo atteggiamento sono stati capaci di servire un assist clamoroso alla destra di Parma: infatti, Priamo Bocchi, con parole in parte condivisibili, ha detto: ”Se Bello Figo è questo genio della provocazione da annoverare tra i nomi sacri della cultura nazionale e chi non comprende il reale significato dei suoi mirabili testi è uno sprovveduto, perché è stato annullato il suo confronto con l'assessora Aimi all'interno del festival di Open? Perché sono state eliminate le fotografie con Bello Figo dalla pagina social della città di Parma? Perché le consigliere del PD hanno cancellato i loro post che le ritraevano sorridenti col nuovo Mogol della musica italiana?”.
Con un’opposizione del genere, Giorgia Meloni, e il Centrodestra in generale, possono dormire tranquillamente su due guanciali e governare in pace fino al 2050.
© Punto e Virgola
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