SUCCESSO AL TEATRO CAVALLERIZZA PER L'AMBIZIOSO ADATTAMENTO DELLA CELEBRE OPERA, TRA TENSIONE ETICA, LIRISMO INCALZANTE E AUDACIA DRAMMATURGICA.
REGGIO EMILIA – Il palcoscenico del Teatro Cavallerizza si è trasformato, lo scorso 12 maggio, in un crocevia di passioni storiche e umane di straordinaria intensità. La compagnia teatrale reggiana I mille e una Notte ha portato in scena il suo attesissimo allestimento de I Miserabili, un'opera imponente della durata di due ore e mezza che ha letteralmente rapito il pubblico, confermando la maturità artistica di un ensemble nato nel 2022 ma già solidamente radicato nel panorama dell'impegno civile locale.
La vera scommessa della registə Nyx Rota risiede nella radicale e coraggiosa riscrittura del contesto storico. L'azione abbandona infatti la Parigi ottocentesca delle barricate repubblicane per calarsi nel vivo della Reggio Emilia della Resistenza. Le divise cambiano, i volti mutano, ma l'essenza profonda del capolavoro originario resta intatta: un affresco universale di vinti, idealisti e anime ferite che lottano disperatamente per la propria dignità contro l'oppressione e la violenza della storia.
Un ritmo incalzante e scelte drammaturgiche audaci
In questo impianto, le scenografie di Emanuele Murdaca risultano decisive nel modulare la tensione drammatica: se le scene collettive sono ricche di oggetti di scena che evocano la coralità e la concretezza della lotta partigiana, i momenti dedicati ai singoli si spogliano di ogni arredo, lasciando l’attore solo sul palco a fronteggiare il proprio destino. La narrazione segue un’evoluzione calibrata: la prima parte dello spettacolo si concentra principalmente sul dramma intimo e umano dei personaggi, lasciando che l’eco della lotta partigiana emerga esplicitamente solo in prossimità dell’intervallo. Infatti, è nella seconda parte che l’affresco storico della Resistenza prende il sopravvento, trasformando il conflitto individuale in epopea collettiva. Lo spettacolo riduce così i consueti slanci lirici per dare spazio a un recitato denso, carnale, capace di abbattere ogni barriera e mostrare l'umanità nuda e cruda dei protagonisti.
Dal punto di vista della struttura testuale e musicale, curata da Nyx Rota, Evaristo Rota e Stefano Bartolomeo Viani, il musical si distingue per una metrica serrata e vibrante. Le canzoni scorrono rapide, supportate da una direzione musicale (affidata allo stesso Evaristo Rota e a Giovanni Spadavecchia) che segue un ritmo fortemente incalzante. I testi delle canzoni, composti prevalentemente da versi brevi — in massima parte ottonari e schemi di sette o otto sillabe —, conferiscono un'urgenza quasi battente alla narrazione. Emblematico e struggente è il passaggio cantato che risuona come un manifesto di sopravvivenza e disperazione:
«Basterà fingere per proteggermi dagli uomini / ma non mi salverà l’anima»
Un altro elemento di grande impatto e coraggio intellettuale è la scrittura del quadro intitolato "Signorine dell'oscurità". Qui la regia esplora senza filtri un ambiente erotico e degradato, inserendo richiami espliciti al sesso e alle sue dinamiche fisiche ("posizioni"), restituendo allo spettatore lo squallore e la durezza di una realtà in cui il corpo diventa merce di scambio e strumento di tortura psicologica. Una scelta forte, giustificata dall'esigenza etica di non edulcorare il dolore dei vinti. In questo quadro, l’intera componente femminile della compagnia offre una prova fisica e vocale di altissimo livello, dimostrando una straordinaria bravura nel fondere l’esecuzione canora ai movimenti coreografici.
Eccellenza vocale e suggestioni visive
Il monumentale sforzo della regia si riflette in una messinscena visivamente impeccabile ed emotivamente travolgente. Un plauso speciale va al disegno luci, un sapiente e suggestivo gioco di chiaroscuri capace di scolpire i corpi degli attori sul palco e di isolare i momenti di maggiore intimità drammatica.
Sotto il profilo performativo, l'intero cast ha dimostrato una preparazione vocale e interpretativa di altissimo livello. Tutti gli attori cantano con precisione e trasporto, guidati da un protagonista (Giovanni Spadavecchia) dotato di una voce potente, ammaestrata e di eccezionale estensione, capace di reggere l'enorme fatica canora richiesta da un'opera così complessa. Accanto a lui, la forza espressiva del collettivo, in cui spiccano le performance di Maria Vilma D’Errico (Fantine), Marianna Gorini (Cosette) e Daniele Accardo (Javert), dà corpo a un’umanità ferita, ma indomita. La transizione della compagnia dalla prosa pura (genere del debutto) al musical, avviata nel 2024, trova in questo spettacolo la sua definitiva e splendida consacrazione. Il lungo e caloroso applauso finale di un Teatro Cavallerizza gremito ne è la prova più tangibile.
Il progetto è stato realizzato in preziosa sinergia con il Comune di Reggio Emilia, Sipario Aperto A.P.S. e la Caritas Diocesana di Reggio Emilia - Guastalla, a testimonianza di come l'arte possa farsi concreto veicolo di incontro e riflessione per l'intera comunità.
SCHEDA TECNICA E CAST
- Produzione: I mille e una Notte
- Regia: Nyx Rota
- Direzione Musicale: Evaristo Rota e Giovanni Spadavecchia
- Adattamento italiano: Nyx Rota, Evaristo Rota e Stefano Bartolomeo Viani
- Scenografie: Emanuele Murdaca
- Coreografie: Giovanna Palmese
Cast (in ordine alfabetico): Daniele Accardo, Giorgia Accardo, Martino Bertocchi, Sam Boutissant, Francesca Brigandì, Asma Cherif, Maha Ddou, Maria Vilma d'Errico, Fabiana Ferragamo, Marianna Gorini, Emanuele Lanzillotta, Sebastiano Masoni, Matteo Menozzi, Denis Ndoja, Giovanna Palmese, Mariachiara Piccinini, Marialuisa Piccinini, Rebecca Re, Giovanni Spadavecchia.
© Punto e Virgola
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