2
Sempre più caldo. L’ONU ha dichiarato che il Pianeta è in grave pericolo. El Niño e l’inversione di tendenza delle correnti oceaniche, come l’AMOC o capovolgimento meridionale della circolazione atlantica, sono il prodotto di un’opera di mala gestione di un problema che colpisce non solo la naturalità del territorio, ma le vite di ciascun vivente sulla Terra. Le grandi mobilitazioni di attivismo climatico hanno invaso le strade sono manifesto di un pensiero comune, quello di guidare il mondo e la politica verso un cambiamento giusto per una transizione giusta: limitare l’overshoot, tagliare le emissioni di CO2, guidarci verso una giusta transizione, affidarci alla scienza climatica.
Dove da una parte l’attivismo per il clima non si è fermato, dall’altro l’allontanamento della politica alla costruzione di politiche necessarie a invertire questa tendenza è sempre più lontano. Il nuovo report dell’UNEP afferma l’imminente possibilità di superare il limite di riscaldamento globale fissato a 1.5 C° rispetto ai livelli preindustriali. Cosa accadrebbe all’intero ecosistema terrestre, alla vita di molte spece viventi, inclusa la nostra? Con un’attualità politica che propone programmi di remigrazione, siamo pronti all’eventualità di accogliere milioni di migranti climatici?
La scienza cerca risposte. Si tende spesso a confondere clima e meteo. Gli studi di attribuzione, prodotti in gran parte dal WWA, permettono di compiere questa distinzione attraverso lo studio di eventi metereologici calcolando se, e in che misura, uno specifico evento estremo è stato reso più o meno probabile e/o intenso a causa dei cambiamenti climatici. Sono messi a confronto fenomeni metereologici estremi e non solo, se si fossero verificati in condizioni a emissioni zero; ottenuti i dati si avvia un processo di comparazione. La conclusione è che i cambiamenti climatici causati dalle attività umane hanno dato vita ad alcuni eventi, un esempio è la calda estate europea del 2003, che ha determinato il primo studio. Gli studi di attribuzione nascono in quanto si voleva conoscere la responsabilità di eventi climatici di grande portata, asserendo rapidamente e con elevata confidenza, ovvero con una misura del grado di “fiducia” o “affidabilità” di un’affermazione o di una stima, la relazione con il cambiamento climatico.
I grandi eventi metereologici sono sempre esistiti, ma oggi si intrecciano con la crisi climatica, politica, sociale ed economica, amplificando impatti sproporzionati e differenziati in tutto il mondo. Il tempo di agire è adesso: assumiamoci la responsabilità come umanità.
© Punto e Virgola