Il Festival di Open, tenutosi a Parma dal 18 al 20 settembre, ha attratto un vasto pubblico con interviste e dialoghi che hanno coinvolto figure della scena musicale, esponenti politici, giornalisti e studiosi. Dopo il saluto del sindaco di Parma, Michele Guerra, e del presidente della regione, Michele De Pascale, che davanti al pubblico di piazza Garibaldi ha affermato «io che non sono in campagna elettorale lo dico in maniera chiara: la legge sul bollo non mi convince. Misura finanziata a debito con l’unione europea e che dovremo restituire. Se si vuole tagliare un imposta bisogna coprirla in maniera strutturale.»; entrambi accompagnati da un rappresentante di Parma Capitale europea dei giovani 2027. Così ha avuto inizio il festival che celebra il quarto anniversario del giornale fondato da Enrico Mentana.
Dopo un breve video-saluto da parte del presidente del consiglio Giorgia Meloni, alle 15:45, si è svolto il primo dibattito, intitolato “Come giocare a centrocampo”, condotto da Sara Menafra e Franco Bechis con Carlo Calenda, leader di Azione. Dopo un iniziale imbarazzo dovuto alla dimenticanza del titolo da parte della conduttrice e vicedirettrice di Open, Calenda ha dato vita a un acceso intervento. Ha criticato, in successione, “i giovani disinteressati alla politica e la politica disinteressata ai giovani”, “il ceto politico che ignora il tema dell'industria”, “l’Europa per il Green Deal Ue, una decisione demenziale”, e ha denunciato il “bipolarismo diventato bipopulismo”, definendolo il principale nemico dello sviluppo del Paese “siamo davanti alla dissoluzione di una civiltà (l’europa) e noi cbalocchiamo con un approccio totalmente ideologico, che ha prodotto Vanacci e poi ha prodotto Fabrizio Corona e poi Il Brasiliano”. Ha inoltre espresso il suo disprezzo per Giuseppe Conte, accusandolo di aver “sfasciato i conti del Paese”, di “aver realizzato un superbonus costato 170 miliardi, mentre gli infermieri guadagnano solo 1.400 euro al mese” e di “aver distrutto la Sinistra italiana a causa del suo eccessivo assistenzialismo” . Calenda ha concluso poi il suo intervento con un apprezzamento per il popolo ucraino, che resiste tenacemente all'aggressione di Putin “noi dobbiamo spendere per tenere al sicuro l’Europa e l’Italia”.
Alle 19:30, si è svolto un evento politico e mediatico sul crimine, con l'avvocato Cataliotti e l'avvocata Taccia, insieme a Marco Maisano, condotto da Cecilia Dardana. Il dibattito ha esplorato il ruolo dell'opinione pubblica nelle indagini e l'impatto della mediaticità, evidenziando come la ricerca ossessiva dello scoop possa distorcere la realtà e influenzare la reputazione degli individui coinvolti.
Nella serata di venerdì, Parma ha accolto sul palco Rkomi e Sabrina Efionayi, protagonisti di un panel intitolato “Il coraggio di essere cattivi”, in cui hanno condiviso le loro esperienze personali e professionali, discutendo dell'importanza di avere il coraggio di cambiare, anche a costo di lasciare qualcosa alle spalle.
Gabriele Fazio ha poi condotto un dialogo tra Tropico e Rancore, evidenziando l'importanza del cantautorato e della parola, e come la nuova scena musicale italiana stia perdendo di vista il valore delle parole.
Sabato 19 settembre, alle 12, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha catturato l'attenzione del pubblico con un intervento carico di sicurezza. L'intervista ha spaziato dalla politica interna a quella estera, toccando temi legati alle prossime elezioni politiche.
Piazza Garibaldi è stata particolarmente gremita durante l’Intervista di Enrico Mentana a Francesca Albanese (Relatrice Speciale ONU per i territori occupati palestinesi occupati), avvenuta la sera del 19 settembre, e che ha offerto uno spettacolare scontro tra i due. Più dell’intervista in sé, il vero protagonista è stato il pubblico. Piazza Garibaldi si è riempita in ogni ordine di posto, dove i giovani sono stati il vero pilastro occupando la maggior parte dello spazio, trasformando l'evento in un momento di aggregazione fondamentale per Parma e non solo. Ma la cosa più bella della serata è stata la centralità data al diritto internazionale, diventato il vero filo conduttore del confronto. Su questo terreno il pubblico non è rimasto uno spettatore passivo, ma si è dimostrato un interlocutore attento e reattivo. Questo è apparso evidente quando diversi presenti sono intervenuti per contestare la scelta del giornalista Enrico Mentana di voler parlare di quanto accaduto il fatidico 7 ottobre 2023. Questo momento di attrito ha dimostrato come la forte presenza generazionale a Parma non fosse lì solo per riempire uno spazio, ma per rivendicare un ascolto critico, una partecipazione consapevole e la difesa dei principi del diritto internazionale.
Quello a cui si ha potuto assistere è stato un segnale senz'altro importante e positivo. Oltre aggiungendo che questo Festival di Open è stato offerto alla comunità in modo del tutto gratuito e aperto senza confini delineati. Un po' lo specchio di come gli Stati nel mondo, quelli riconosciuti in quanto tali, dovrebbero essere nella società civile internazionale. Nella serata di domenica 20 settembre Dario Fabbri, giornalista e analista geopolitico fa una riflessione sul mondo, o meglio sulla geopolitica del mondo. Dell'Ucraina, agli Stati Uniti, dalla guerra in Iran e lo stretto di Hormuz, all’intelligenza artificiale. Davanti ad un pubblico curioso e approvante, Fabbri conduce un discorso sull’intimità della guerra e sul ruolo delle potenze oggi.
Mentana chiude il Festival di Open con Mario Calabresi. Con la scusa di presentazione del suo nuovo libro Le voci degli altri, si è parlato della volontà di Calabresi di voler proporsi alle elezioni per Milano. Una serata domenicale dove Mentana e Calabresi hanno chiuso il Festival con un'importante incursione nel mondo delle città italiane. Dalla scuola alle piazze, dalla socialità all’empatia. Il titolo dell'incontro era "Una Milano nuova", dove si rimandava alla volontà di Calabresi di spingersi verso nuovi orizzonti. La spinta è stata proprio la voglia di mettersi in gioco per la città che il giornalista ha sempre sentito sua. Si è parlato di come rendere la città uno spazio sociale, di come rendere gli spazi accessibili e pieni. Il Festival di Open si chiude con la folla gremita per aspettare il suo autografo e uno scambio con Mario Calabresi.
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