Uno spettro s’aggira per l’Europa - lo spettro dell’estrema destra.

Lo scorso 6 settembre il partito di estrema destra AfD - Alternative für Deutschland (letteralmente ‘Un’alternativa per la Germania’), ha vinto le elezioni nello stato federale della Sassonia-Anhalt. Esso è situato nel Nord-est della Germania centrale ed è una delle regioni tedesche più piccole con circa 2,1 milioni di abitanti.

Un’affluenza piuttosto alta: circa al 75% contro il 60% del 2021. L’AfD trionfa con il 43,8% dei voti, quasi il doppio dalle elezioni del 2021; mentre i vari partiti di sinistra come Verdi, Die Linke e BSW addirittura faticano a raggiungere il 10%. Questo significa che per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale un partito di estrema destra potrebbe insediarsi, ma ciò ancora non è certo. L’AfD, infatti, ha superato di oltre 20 punti il secondo partito, ottenendo 39 seggi su 83, ma comunque ancora non abbastanza per governare da sola: la maggioranza assoluta è di 42 seggi. Il partito deve, dunque, trovare altri 3 voti per garantirsi una maggioranza. Altri partiti tradizionali hanno escluso una coalizione con l’AfD, attraverso il cosiddetto ‘Brandmauer’, in italiano il ‘cordone sanitario’.
È proprio qui che il partito BSW - Bündnis Sahra Wagenknecht potrebbe cambiare tutto. Il partito di Sahra Wagenknecht ha ottenuto 5 seggi, superando appena il 5%; esso nasce dalla sinistra radicale (Die Linke), ma mantiene posizioni piuttosto critiche sull’immigrazione, sulla guerra in Ucraina e sul sostegno militare a Kiev. Il BSW parla proprio del ‘cordone sanitario’ come un fallimento che per il loro partito non esiste e diversi esponenti politici parlano di possibili accordi o di sostegno esterno su singoli temi con il partito vincente.
Quale è davvero il programma politico di AfD?
Nel loro programma federale approvato nel gennaio 2025 parlano di:
- Forte riduzione dell’immigrazione e controlli più rigidi alle frontiere tedesche;
- Utilizzano esplicitamente il termine ‘Remigration’, che ufficialmente comprende soprattutto il rimpatrio di persone senza diritto di soggiorno e di alcune categorie di stranieri;
- Riguardo all’Unione Europea essa vuole un’Europa composta da Stati nazionali sovrani, rifiutando l’idea di una maggiore integrazione politica dell’UE. Storicamente, addirittura, il partito è arrivato a sostenere l’uscita della Germania dall’euro;
- Critica il Green Deal europeo e sostiene un maggiore utilizzo di fonti energetiche convenzionali;
- Dal punto di vista economico propone la riduzione della pressione fiscale, meno burocrazia, maggiore libertà per le imprese e opposizione a molte regolamentazioni europee;
- Dal punto di vista scolastico propone di abbandonare l’obbligo scolastico in senso stretto: propone di trasformare l’obbligo di frequentare la scuola in un obbligo di sola istruzione, consentendo altre forme di istruzione al di fuori della scuola tradizionale. Particolare attenzione viene inoltre data alla formazione professionale e all’insegnamento della lingua tedesca agli studenti immigrati;
- La famosa famiglia tradizionale: parla di maggiore natalità grazie a incentivi economici alle famiglie. Inoltre, sostiene una maggiore tutela della vita prenatale e vuole rafforzare la prevenzione degli aborti;
- Il partito è contrario a quella che definisce ‘ideologia di genere’ e critica l’introduzione di tematiche legate all’identità di genere nelle scuole e nell’educazione dei bambini. Nel programma sostiene non debba esserci una ‘sessualizzazione precoce’ dei minori e rifiuta l’idea di mettere in discussione l’identità sessuale dei bambini attraverso programmi educativi;
- Infine, è molto critica nei confronti dell’attuale politica tedesca di sostegno militare all’Ucraina e vuole una politica estera orientata agli interessi nazionali tedeschi e alla ricerca di negoziati.
E la sua leader?
Alice Elisabeth Weidel è la co-presidente di Afd insieme a Tino Chrupalla dal giugno 2022. Anno 1979, il nonno è stato un membro delle SS, è dichiaratamente lesbica e convive con Sarah Bossard, cittadina svizzera originaria dello Sri Lanka, con la quale ha adottato due figli. Inoltre, nonostante il suo patriottismo, non vive in Germania bensì in Svizzera.

Dopo la vittoria del partito le reazioni di politici italiani non hanno tardato ad arrivare.
Matteo Salvini su X, poi ripubblicato sugli altri social: “Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici”, e ancora: “Un’altra Europa è possibile”.
Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia: “L’esito del voto in Sassonia-Anhalt è l’affermazione di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia ed è una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale…”.
E, dal nuovo e fiorente partito italiano parla anche Roberto Vannacci, che forse tanto lontano dall’estrema destra di Afd non è: “L’Europa cambia. Le destre sbiadite arretrano. I popoli rialzano la testa. NESSUN DORMA!”.
Perché proprio in Sassonia-Anhalt?
Questo stato federale faceva parte della Germania Est (DDR) fino alla riunificazione del 1990. L’est, a differenza dell’Ovest, presenta alcune condizioni economiche e sociali più complesse. È presente una vera e propria sensazione diffusa di essere stati lasciati indietro dalla trasformazione successiva alla riunificazione: perdita di posti di lavoro industriali e minori opportunità rispetto alle grandi regioni occidentali. Inoltre, l’AfD ha beneficiato anche del crollo del principale partito che governava dal 1990, il partito di centro-destra CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands).
Lo spettro dell’estrema destra che si aggira per l’Europa è quello che più preoccupa: Vox in Spagna, Futuro Nazionale in Italia, AfD in Germania… Ma la verità è che sono tutte risposte ad una sinistra (tra cui quella italiana) ormai non in grado di dare certezze ai propri elettori.
Ciò che i dati dimostrano, infatti, è che circa il 61% degli operai ha votato proprio per Afd: dove fallisce la sinistra arriva l’estrema destra. I movimenti socialisti, la sinistra radicale hanno da sempre combattuto per e a fianco degli stessi operai: per i salari bassi, le giornate lavorative lunghissime, il lavoro minorile e le poche tutele. La sinistra, quindi, già dall’Ottocento iniziò a rappresentare soprattutto lavoratori, operai e classi popolari.
Ad oggi, mentre una parte della sinistra si è spostata verso i temi dei diritti civili, dell’ambiente e dell’inclusione, una parte del suo elettorato popolare ha cercato altrove risposte a preoccupazioni economiche e sociali concrete. Proprio in questo spazio la destra, addirittura l’estrema destra, trionfa. Essa vince anche grazie alla sua comunicazione: slogan estremamente semplici, come quello della ‘remigrazione’ ormai abusato da Vannacci; messaggi costruiti attorno a un problema concreto in cui le destra subito cercano un colpevole, trovato spesso nell’immigrazione, nei giornali, nell’Unione Europea o persino nell’ideologia gender.

Infine, i dati mostrano che la metà degli uomini ha votato AfD e, soprattutto, che il partito ha avuto parecchio successo tra i giovani, quasi il 45% tra i 18 e i 34 anni; e addirittura quasi il 55% tra la generazione X e quella Millenials.
Non ci resta che aspettare: il 20 settembre ci saranno le elezioni anche a Berlino e nel Meclemburgo Pomerania Anteriore e in quest’ultimo l’AfD nei sondaggi è nettamente in vantaggio.
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