I mondiali sono finiti da poco e tra i protagonisti indiscussi c’è sicuramente il norvegese classe 2000 Erling Braut Haaland, il “vichingo” che ha trascinato la Norvegia fino ai quarti di finale - prima volta in assoluto per la nazionale maschile - con 7 gol in sole 5 partite. Quando si guarda Erling Haaland travolgere le difese avversarie, viene spontaneo pensare che sia un cyborg creato in laboratorio. Eppure, la filosofia che sta dietro al fisico da 195 cm per 100 kg del centravanti norvegese non ha nulla di futuristico, al contrario, è un ritorno radicato al passato: la “dieta ancestrale”. Nel corso del torneo, ha mostrato una freschezza atletica anche nei minuti di recupero più con concitati. Il motivo? La sua alimentazione. Mentre il mondo dello sport d'élite è spesso ossessionato da integratori e diete ipocaloriche estreme, Haaland consuma circa 6.000 calorie al giorno puntando su una regola d'oro: densità nutrizionale assoluta e cibo non manipolato.
Le frattaglie e le uova
Haaland ha spiazzato tutti aprendo il frigorifero e mostrando vassoi di organi - soprattutto cuore e fegato - conservati sottovuoto. Ma perché? Nella cultura moderna, le frattaglie sono state progressivamente eliminate dalla tavola. Nella dieta ancestrale (e nel piatto di Haaland), rappresentano invece il vertice della piramide alimentare: il fegato è letteralmente il multivitaminico della natura, ricchissimo di Vitamina A, B12, ferro altamente biodisponibile e rame mentre il cuore è una delle migliori fonti naturali di CoQ10 (coenzima Q10), fondamentale per la produzione di energia cellulare nei mitocondri. Per un atleta le cui cellule richiedono una ripartenza immediata tra una partita e l'altra, questo tipo di densità nutrizionale fa la differenza tra un recupero standard e una super-performance. Oltre alle frattaglie ogni giorno mangia 4 uova fresche da galline allevate all'aperto - considerate uno degli alimenti migliori in assoluto per chi pratica sport grazie al loro valore biologico eccezionale - cucinate al tegamino con burro chiarificato (ghee), accompagnate da fette di pane a lievitazione naturale con lievito madre. Zero zuccheri raffinati, solo proteine ad alto valore biologico e carboidrati ad alta digeribilità.
L’elisir: il latte crudo
L'approccio ancestrale non si limita a cosa si mangia, ma guarda con attenzione a come il cibo viene processato. Haaland evita del tutto gli oli vegetali di semi raffinati (come soia o mais), noti per il loro potenziale pro-infiammatorio, affidandosi solo a grassi naturali e stabili. Anche l'idratazione è maniacale: beve acqua sottoposta a complessi sistemi di filtrazione per eliminare microplastiche e sostanze chimiche, ma il pezzo forte è che consuma il suo iconico elisir, ovvero, il latte crudo (non pastorizzato ad alte temperature) ricco di enzimi naturali, batteri benefici per il microbioma e grassi intatti. Nota: La scelta di consumare latte crudo fa parte della filosofia alimentare personale di Haaland, ma non rappresenta una raccomandazione generale. Sebbene il latte crudo proveniente da allevamenti sottoposti a rigorosi controlli igienico-sanitari presenti un rischio basso rispetto a produzioni non controllate, il consumo non è privo di rischi microbiologici. La pastorizzazione rimane il metodo più efficace per prevenire infezioni causate da batteri.
Oltre l’alimentazione
Oltre al cibo, Haaland cura maniacalmente il sonno, il re del recupero, utilizzando occhiali che schermano la luce blu la sera e fa regolarmente bagni di ghiaccio e saune, pratiche che possono favorire il recupero percepito e ridurre l'indolenzimento muscolare. Inoltre appena sveglio, si espone alla luce naturale per sincronizzare l'orologio biologico e ottimizzare la produzione di ormoni. Quindi combina la nutrizione ancestrale con le più moderne tecniche di biohacking per il recupero.
Ovviamente, replicare 6.000 calorie al giorno senza il volume di allenamento di un atleta professionista sarebbe dannoso per chiunque. La dieta di Haaland è per Haaland, non per tutti, anche perché ha un’equipe medica alle spalle che gli dice come mangiare in maniera totalmente personalizzata e non di certo generalizzata. Tuttavia, il messaggio alla base del suo stile di vita contiene lezioni che tutti possiamo applicare subito: scegliere la densità nutrizionale, non il cibo industriale, quindi sostituire i cibi altamente processati e ricchi di conservanti con ingredienti "a ingrediente unico" come uova, carne da pascolo, verdure di stagione, miele grezzo, ridurre o eliminare gli oli vegetali di semi raffinati - come olio di mais, soia o girasole - preferendo olio EVO, avocado o burro chiarificato e il recupero: la prestazione fisica e mentale non dipende solo da cosa introduci nel corpo, ma da come permetti al corpo di rigenerarsi attraverso la luce naturale e il sonno profondo.
La lezione che possiamo imparare da Haaland non è mangiare fegato ogni giorno o bere latte crudo. Le grandi prestazioni raramente nascono da un singolo alimento miracoloso ma nascono dalla somma di tante abitudini coerenti: alimentazione di qualità, sonno adeguato, allenamento costante, recupero e personalizzazione. La medicina dello sport ci insegna che il corpo umano non cerca scorciatoie, ma continuità. E forse la vera innovazione consiste proprio nel riscoprire quei principi biologici che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi.
© Punto e Virgola
Potrebbero interessarti:

