Foto originale di Nicole Neva
Ho preso 10 chili in meno di un anno. Mi guardo allo specchio e cerco di non provare disgusto, nella speranza che prima o poi tornerò ad avere il corpo di prima. Da quando prendo questi farmaci sto meglio, però la bilancia è diventata la mia peggior nemica. I medici e gli esperti dicono che i farmaci che mi hanno prescritto non fanno ingrassare, ma io non so che altra spiegazione darmi. Quest’estate al mare mi sono sentita malissimo: il corpo perfetto delle altre ragazze che sovrastava il mio, il quale fino a un anno fa apprezzavo, che era quasi come il loro. I canoni estetici proposti e imposti dalla società mi sopprimono e sopprimono tante altre donne come me. Il mercato dell’immagine che si fa sempre più spazio nelle nostre vite, nel nostro immaginario, uccide tutto quello che c’è di bello al mondo: rovina i momenti passati con le persone che stanno a noi care, confonde i segnali che il nostro corpo ci dà, nega il piacere di mangiare. In questi ultimi tempi è tornato in voga il culto dell’anoressia: si è creata la “starving community” (con simbolo “⭐🪽”) dove ragazze consigliano su come smettere di mangiare e creano gruppi appositi, definendosi delle coach. Il loro motto è “gli angeli non mangiano”. In questi gruppi ti insegnano pratiche che annientano la tua vita e quando ci sei dentro è difficile uscirne. I rischi di chi soffre di anoressia sono molteplici: dalla perdita di capelli alla perdita del ciclo mestruale (amenorrea), da complicazioni cardiache a problemi neurologici e muscolo-scheletrici. Inoltre i disturbi alimentari sono la seconda causa di morte più diffusa dopo gli incidenti stradali tra i giovani, con le donne maggiormente colpite dalla malattia (non che ci sia genere, anzi, gli uomini soffrono più spesso di vigoressia). E’ difficile chiedere aiuto, soprattutto perché il nostro paese non è attrezzato per gestire questi disturbi e molte volte per gestire tutti i pazienti bisogna ricorrere a cifre ingenti per le cure. Ma ti prego, chiedi aiuto.
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