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Chiave n. 16
Per cosa siamo disposti
a sacrificare parte della nostra libertà?
Tutti si illudono di conoscere “quella cosa” che i giovani tipicamente rivendicano per sé. Questo perché tutti nasciamo liberi ed è una dimensione che appartiene agli esseri umani, o almeno così si dice.
Ma basta guardare appena più lontano per cominciare ad avere le prime incertezze. Innanzitutto, si fa un gran parlare di ciò che la libertà non è, o, per qualche motivo, non può essere: non significa fare quel che si vuole, o vivere creando le proprie leggi, stare al di fuori della società.
Chi lo dice? Perché no? Non si sa di preciso, è così.
Siamo liberi. Tuttavia, ci alziamo dal letto e mangiamo a orari prestabiliti, siamo inquadrati in sistemi lavorativi dai quali dipendiamo per vivere, consumiamo secondo le offerte del mercato. E anche nel nostro privato ci affidiamo all’industria dell’intrattenimento: i telefonini ci restituiscono un mondo filtrato da reti sociali, le televisioni fanno lo stesso coi loro programmi, film e show costruiti su misura per noi. Usciamo di casa e passiamo il tempo nei locali più popolari, visitiamo mete turistiche, oppure ci uniamo a gruppi sportivi o hobbistici che richiedono da noi altro impegno e disciplina.
E denaro.
Ma nonostante tutto questo, diciamo di essere liberi. Libertà, schiavitù, scelte, determinismo: c’è qualcosa di vero in queste parole?
C’è sempre stato un equilibrio delicato tra regole e libertà, perché le prime servono a dare un senso alla vita, cioè letteralmente a far sì che essa prenda una direzione precisa. In quest’ottica, vale il vecchio detto secondo cui “ogni lasciata è persa”, dal momento che la mente non ha una capienza illimitata e non sviluppa ogni propria capacità in maniera perfetta e simmetrica. Sigmund Freud era stato chiaro: “L’umanità ha sempre sacrificato parte della propria libertà in cambio di un po’ di sicurezza.”
E continuiamo, ripeto, a sentirci liberi. Forse ci permette di crederlo il fatto di aver avuto, in un passato che talvolta nemmeno ricordiamo, la possibilità di scegliere che indirizzo dare alla nostra esistenza. Consapevoli o meno di non avere alcuna garanzia di successo.
Ecco di cosa si tratta. La libertà di decidere a cosa immolare la stessa libertà.
“Della libertà, degli amici tuoi, te ne fregherai quando t’innamorerai… Vedrai.” (Marco Masini, T’innamorerai)
Questa estate arrivata con troppa forza ad alcuni non offrirà il sollievo di una vacanza, ricordiamolo. Noi fortunati dovremo ricordarlo, durante quei giorni in cui non diventeremo liberi, ma sicuramente lo saremo un po’ di più.
Siamo benedetti da quel po’ di oblio del quotidiano che compriamo negli alberghi e nelle agenzie di viaggio.
Immagino, però, che alla fine tutto questo non abbia la minima importanza.
Andate con la vostra felicità, amici miei, vi voglio bene. Ma un giorno, se vorrete, pensate a questi miei piccoli deliri: se vi avranno interessato, o almeno non vi avranno annoiato, allora potranno smettere di essere solo fantasmi e conterranno un granello di verità.
© Punto e Virgola
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