In viale della Villetta, a pochi passi dal centro di Parma, si trova un grande complesso industriale chiuso da oltre vent'anni: l'ex deposito autofiloviario "XXV Aprile", per decenni uno dei presidi principali del trasporto pubblico cittadino.
La struttura venne inaugurata il 13 giugno 1965, dopo quattro anni di lavori, dall'allora sindaco Vincenzo Baldassi. Fu il primo grande atto dell'AMPS, l'azienda municipalizzata dei trasporti appena nata, anche se il cantiere era stato di fatto condotto a termine dalla precedente AMETAG. Il complesso, che poteva accogliere fino a un'ottantina tra autobus e filobus, era collegato direttamente alla sottostazione elettrica di vicolo delle Asse, cuore dell'intera rete filoviaria cittadina. Un'infrastruttura pensata, allora, per durare e per crescere insieme alla città. Con la costruzione del nuovo deposito "1° Maggio" e, più tardi, di quello di via Taro, il sito di viale della Villetta ha perso gradualmente la propria funzione. Da lì in poi, però, non è arrivata una nuova vita, ma un lungo, ostinato silenzio.
Oggi, gettando lo sguardo oltre quei cancelli, si percepisce un'atmosfera sospesa: i grandi capannoni sono muti, i cortili dove un tempo manovravano decine di mezzi sono invasi dalle erbacce, le facciate portano i segni di oltre vent'anni d’incuria. Un'imponenza architettonica lasciata a sé stessa, proprio nel cuore pulsante della città, a pochi passi da scuole e abitazioni: non ai margini, non dimenticata per lontananza, ma abbandonata nonostante tutto.
È difficile non chiedersi come un'area di questa dimensione, stimata attorno ai 10 milioni di euro, possa restare per quasi vent'anni una pagina bianca nel racconto urbano di Parma, mentre la città intorno continua a trasformarsi. Il deposito XXV Aprile è ancora lì, intatto nella sua imponenza: la domanda, semmai, è quanto ancora la città potrà permettersi di non rispondergli.
fotografia di Milo Adami
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