Come tutti ormai sappiamo, oggi ricade un anniversario molto particolare. Non tutti, ma forse qualcuno della nostra redazione si ricorderà seduto davanti alla TV mentre le edizioni straordinarie dei telegiornali italiani davano la notizia dei due aerei che avevano appena colpito le torri del World Trade Center. Nella giornata di oggi, ben venticinque anni fa, si consumava uno dei capitoli più dolorosi della storia degli Stati Uniti. Ma cerchiamo di raccontare che cosa è successo.
L’American Airlines 11 e lo United Airlines 175: l’attacco alle due torri
La mattina dell’11 settembre 2001 comincia senza alcun intoppo. Gli aeroporti di Boston, Washington Dulles e Newark si preparano a una giornata normale come tante altre.
Alle 7:59 il volo American Airlines 11 decolla con a bordo 92 persone. Tra i passeggeri e l’equipaggio sono presenti anche cinque dirottatori coordinati da Mohamed Atta, il capo dell’operazione.
Giusto il tempo di decollare, nel frattempo parte da Boston anche il volo United Airlines 175 con 65 persone a bordo, e poi, alle 8:20, il transponder dell’AA11 viene spento. Proprio un minuto prima, però, una responsabile di cabina era riuscita a contattare il centro operativo dell’American Airlines descrivendo quello che sarebbe potuto sembrare un dirottamento. Quattro minuti dopo arriva una comunicazione radio piuttosto strana: «We have some planes. Just stay quiet, and you'll be okay.» Il messaggio è subito seguito da un’altra frase: «Nobody move. Everything will be okay.»
Tra le 8:21 e le 8:24 la traiettoria si orienta da Los Angeles a New York. Alle 8:25 vengono coinvolti i supervisori del traffico aereo, mentre alle 8:38 la Federal Aviation Administration (FAA) informa il North American Aerospace Defense Command (NORAD) del dirottamento. Vani sono i tentativi di far risolvere la situazione a due F-15 preparati alla base di Otis, nel Massachusetts, e, in più, la nuova traiettoria punta sempre di più verso Manhattan.
Nonostante la notizia del dirottamento, gli organi coinvolti non riescono ad impedire che precisamente alle 8:46 l’AA11 si schianti contro la facciata settentrionale del World Trade Center 1, riconoscibile dall’altissima antenna.
Al momento dello schianto, che colpisce la torre dal piano 93 al 99, il carburante rimasto prende fuoco e l’esplosione danneggia le scale, isola i piani superiori e uccide centinaia di persone.
Per l’UA175, che abbiamo lasciato al decollo delle 8:14, le cose non vanno poi così diversamente. Siccome entrambi questi voli partivano da Boston con destinazione Los Angeles, complice anche il fatto che il controllore che li seguiva era lo stesso, i due aerei vengono scambiati molto spesso.
L’ultima comunicazione normale risale alle 8:42 e quindi l’orario del dirottamento viene stimato tra quell’ora e le 8:46. Pochi minuti dopo l’impatto del primo aereo, il codice del transponder dell’UA175 viene cambiato due volte nell’arco di un minuto, fatto che passa in sordina in quanto il controllore sta ancora cercando di rintracciare l’AA11. Il volo comincia ad essere seguito come potenziale volo anomalo dalle 8:51, quando l’aereo devia dalla quota assegnata e non risponde alle trasmissioni radio.
Alle 8:52 abbiamo le telefonate di un’assistente di volo alla United Airlines e di Peter Hanson al padre, che avvertono di un accoltellamento e di un dirottamento. Nel frattempo, l’aereo comincia a virare verso sud, portandosi sempre di più verso Manhattan e facendo finalmente comprendere al New York Center l’identità del secondo volo dirottato.
Alle 9:01 la velocità aumenta e l’UA175 si trova nei pressi di New York. Ormai da un minuto nessuno riesce più a contattare l’aereo e infatti, alle 9:03, l’impatto con il World Trade Center 2 (la torre sud) è inevitabile e devastante. Per molte emittenti televisive l’impatto viene addirittura ripreso in diretta.
Secondo la ricostruzione della 9/11 Commission, l’inclinazione del velivolo al momento dell’impatto ha reso una delle scale inizialmente impraticabile, al posto di danneggiarla solamente come era stato per la torre nord.
L’American Airlines 77: l’attacco al Pentagono
Questo volo, a differenza dei due precedenti, non si dirige verso New York, ma, dopo essere stato dirottato trentuno minuti dopo il decollo, viene diretto verso Washington.
A bordo del velivolo sono presenti 64 persone, tra cui, come nei due casi precedenti, cinque dirottatori.
Alle 8:56 viene spento il transponder e successivamente la traiettoria comincia a spostarsi verso est per tornare indietro. Alle 9:05 si comprende già che Los Angeles non verrà mai raggiunta, tant’è che il centro di Indianapolis segnala l’anomalia e la FAA cerca di ricostruire la sua posizione usando i radar. Si riesce a capire l’inversione di rotta solo alle 9:10.
L’AA77 viene individuato nuovamente solo alle 9:32, quando ormai è estremamente chiaro che si sta dirigendo verso la capitale e sta aumentando la velocità. Con una grande virata finale l’aereo si porta verso il Pentagono, scendendo sempre più rapidamente, e alle 9:37 il Boeing 757 lo colpisce, penetrando nella facciata occidentale del palazzo. L’impatto è talmente potente che tutte e 64 le persone rimangono vittime dello schianto.
Lo United Airlines 93: il ritardo che stravolge tutto
Il quarto e ultimo volo dirottato parte dal Newark International Airport e dovrebbe arrivare a San Francisco. A bordo dell’aereo ci sono 44 persone, tra cui gli ultimi quattro attentatori. Il punto cruciale della sua storia è rappresentato dal ritardo, poiché sarebbe dovuto partire alle 8:00 precise, ma inizia il decollo ben quarantadue minuti dopo. In quel momento i primi due voli sono già stati dirottati, ma nessuna notizia è ancora giunta.
Verso le 9:16 alcuni membri dell’equipaggio e dei passeggeri iniziano a ricevere informazioni attraverso le comunicazioni con la compagnia, che nel frattempo si trova a gestire una situazione enorme e, quattro minuti prima dell’effettivo dirottamento, persino i piloti vengono informati della situazione.
Alle 9:28 il controllo del traffico intercetta rumori di urla e lotta e una comunicazione viene trasmessa accidentalmente. La comunicazione potrebbe essere di uno dei piloti che urla: «Mayday! Mayday! Get out of here!»
Tra le 9:32 e le 9:35 inizia il cambio di rotta verso Washington e il dirottatore Ziad Jarrah prende definitivamente il controllo dell’aereo.
Anche in questo caso il transponder viene spento e alcuni passeggeri riescono ad effettuare telefonate; la più conosciuta è la telefonata di Ed Felt, che chiama il 911 riferendo del dirottamento.
Tramite le telefonate i passeggeri apprendono che gli aerei stessi sono stati utilizzati come armi e quindi, dopo essersi brevemente organizzati, emerge una conclusione comune: bisogna riprendere il controllo dell’aereo.
Alle 9:57 il registratore vocale della cabina documenta urla, rumori di lotta e persone che tentano di forzare la porta della cabina di pilotaggio, mentre Jarrah effettua brusche variazioni di quota per tentare di difendersi dai passeggeri.
Alle 10:01, con l’aereo ormai arrivato in Pennsylvania, il velivolo continua con le manovre brusche e i dirottatori capiscono che l’unico modo per tenere i passeggeri lontano dalla cabina di pilotaggio è quello di far precipitare il velivolo.
L’impatto col terreno alle 10:03 uccide tutte e 44 le persone a bordo. Non è chiaro quale fosse il quarto e ultimo obiettivo ma, essendo chiara la traiettoria verso Washington, si è ipotizzato che tra le mete più probabili vi fossero o il Campidoglio o la Casa Bianca.
Qualche considerazione finale
In quest’articolo ho preferito concentrarmi sui dirottamenti, ma mi sembra doveroso spendere giusto due parole su ciò che è successo nelle ore successive e sulle cicatrici che questo evento ha lasciato.
La torre sud cade per prima, propagando nell’aria una nube di polvere che fa sprofondare una parte di Manhattan in una vera e propria scena di guerra. La torre nord resiste per ben 102 minuti, dal momento dell’impatto, prima di collassare anch’essa su se stessa. Fino al giorno successivo il traffico aereo rimane bloccato e, a fare compagnia alle macerie, resta solo una nazione in preda all’ansia e alla paura
Col crollo delle torri, non si spegne solo un simbolo americano che in tanti erano abituati a vedere nelle inquadrature di film e serie TV, ma anche tante vite. Persone che pensavano di recarsi normalmente al lavoro e persone che si trovavano semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Gli attimi che precedono i crolli sono pieni di disperazione e gesti folli, accuratamente documentati dai media giunti sul posto, motivo per cui forse non c’è bisogno che lo faccia anche io.
Insieme alle due torri, è giusto ricordare anche l’incendio del palazzo World Trade Center 7 che, anche se non colpito direttamente, ha riportato gravi danni in seguito alla vicinanza con le torri.
Su quelle che erano le fondamenta delle due torri gemelle, oggi sorge sia un memoriale sia un museo, in modo che non si dimentichi la tragedia di quel fatidico giorno. È di ieri infatti la notizia dei 2977 droni che hanno ricalcato la forma delle due torri in segno di commemorazione e lutto. Il memoriale è stato progettato nel 2004 dall’architetto Michael Arad e dal paesaggista Peter Walker. Il nome è Reflecting Absence ed è composto, tra le altre cose, da due fontane circondate da balaustre in bronzo su cui sono disposti tutti i nomi delle vittime, raggruppati secondo ordini ben studiati: membri della stessa unità di soccorso, amici, colleghi, persone che si trovavano nello stesso luogo o persone le cui famiglie volevano tenere vicine. Guardando bene i nomi, non è raro trovare qualche rosa lasciata lì da qualche familiare o amico.
Per quello che riguarda il quarto volo, invece, il memoriale sorge proprio nel punto dell’impatto e serve non solo come luogo di sepoltura, ma anche come omaggio al coraggio dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio che riuscirono ad evitare una tragedia ancora più grande di quella che già è stata. Anche in questo monumento, oltre a un arco che segue la traiettoria del volo, sono stati raccolti tutti i nomi, disposti questa volta su singoli pannelli di marmo che si distinguono solo avvicinandosi.
Fonti:
https://govinfo.library.unt.edu/911/report/911Report.pdf
https://www.ntsb.gov/about/Documents/Flight_Path_Study_AA11.pdf
https://911commission.gov/report/911Report_Ch1.htm
https://www.ntsb.gov/about/Documents/Flight_Path_Study_AA77.pdf
https://www.ntsb.gov/about/Documents/Flight_Path_Study_UA93.pdf
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