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Polymarket è una piattaforma di prediction markets (mercati di previsione) che consente di comprare e vendere quote legate all’esito di eventi del mondo reale: elezioni, decisioni politiche, indicatori macroeconomici, conflitti, cultura pop, tecnologia e altri avvenimenti. In termini operativi, l’utente sceglie tra due esiti principali (Sì/No) e acquista una quota il cui prezzo varia nel tempo: più il mercato ritiene probabile un esito, più la quota associata tende ad avvicinarsi a 1; viceversa, se l’esito appare improbabile, il prezzo scende verso 0. Alla risoluzione dell’evento, le quote vincenti valgono 1 e quelle perdenti 0. Nel modello descritto dalla piattaforma, la variazione continua del prezzo dovrebbe incorporare rapidamente nuove informazioni pubbliche, producendo una probabilità di mercato aggiornata in tempo reale. È letteralmente la Sisal, ma con due opzioni selezionabili e il tema non è lo sport, ma la politica.
Un aspetto centrale di Polymarket è l’infrastruttura cripto: le operazioni sono effettuate in stablecoin (tipicamente USDC) e l’accesso avviene tramite account e wallet online. Questo elemento, insieme alla natura ibrida del prodotto (a metà tra scommessa, contratto derivato/event contract e strumento di aggregazione informativa), determina gran parte delle difficoltà regolatorie.
Disponibilità geografica: perché varia da Paese a Paese
L’accesso a Polymarket non è uniforme: in alcune giurisdizioni è consentito, in altre è limitato o bloccato. La ragione è duplice:
- regole sui giochi e sulle scommesse: molti ordinamenti considerano questi strumenti come gioco d’azzardo, soggetto a concessioni/licenze e controlli stringenti;
- regole finanziarie sui derivati: altri sistemi li avvicinano a contratti finanziari che richiedono autorizzazioni, registrazioni e controlli antiriciclaggio.
Secondo la documentazione informativa della stessa piattaforma, in determinati Paesi l’utente può vedere dati e mercati, ma non negoziare (depositare o piazzare ordini). Negli Stati Uniti il quadro è stato storicamente segnato dall’intervento dell’autorità di vigilanza sui futures e derivati (CFTC). Nel 2022 la CFTC ha ordinato a Blockratize, Inc. (Polymarket) il pagamento di una sanzione e la cessazione dell’offerta non conforme di contratti event-based, imponendo anche la chiusura dei mercati non conformi e il rispetto della normativa di settore. Nel 2026, secondo alcune ricostruzioni, la società avrebbe avviato interlocuzioni per rientrare in modo più pieno nel mercato statunitense sotto supervisione regolatoria; resta, in ogni caso, un ambito in evoluzione, con differenze rilevanti tra la piena disponibilità commerciale e forme limitate o “su invito”.
In sintesi, “dove si può usare” non ha una risposta fissa, ma dipende dall’interpretazione locale (scommessa vs derivato), dall’assetto autorizzatorio e dall’adeguamento della piattaforma a requisiti di compliance.
I rischi: perché una piattaforma del genere è controversa
I rischi associati a Polymarket (e, più in generale, ai prediction markets) non sono riducibili a un solo profilo. Si sovrappongono questioni legali, etiche, economiche e informative.
Rischi di insider trading e uso di informazioni riservate
Quando l’esito di un evento dipende da decisioni o operazioni conosciute in anticipo solo da un numero ristretto di persone (apparati pubblici, forze armate, grandi aziende), il mercato diventa vulnerabile a forme di “vantaggio informativo” incompatibili con un’idea di correttezza. In un contesto tradizionale, molte di queste condotte sarebbero qualificate come abuso di informazioni privilegiate o frode; nei prediction markets, la qualificazione giuridica può essere più difficile e disomogenea tra paesi.
Incentivi distorti e rischio di “influenza” sull’evento
Un mercato di previsione, per definizione, non si limita a osservare la realtà: crea incentivi economici legati alla realtà stessa. In alcuni casi, questi incentivi possono risultare socialmente problematici:
- se si scommette su guerre, crisi umanitarie o episodi di violenza, si genera un circuito in cui la sofferenza o l’instabilità diventano “asset” negoziabili;
- in presenza di attori in grado di influenzare l’evento (politici, funzionari, militari, gruppi organizzati), la scommessa può diventare un incentivo a orientare o accelerare decisioni, o a manipolare la comunicazione pubblica.
Manipolazione del prezzo e qualità informativa
Una promessa implicita dei prediction markets è che il prezzo sintetizzi informazione dispersa meglio di sondaggi o commentatori. Tuttavia, questa funzione informativa può essere compromessa da:
- bassa liquidità o mercati sottili, dove pochi operatori possono muovere il prezzo;
- coordinamento via social, campagne di propaganda o azioni dimostrative;
- illusione di oggettività: un prezzo di mercato può essere scambiato per “verità”, pur riflettendo incentivi, asimmetrie informative e rumorosità.
Zone grigie regolatorie e responsabilità
La piattaforma, proprio perché ibrida, può trovarsi nel mezzo tra regole sul gioco e regole finanziarie. Ne derivano:
- incertezza per l’utente (cosa è legale fare nel proprio paese);
- difficoltà di tutela (reclami, blocchi, controversie);
- rischio di enforcement ex post e di improvvisi blocchi geografici.
Il caso Van Dyke: l’uso di informazioni classificate per scommettere
Nelle ultime settimane l’attenzione pubblica si è concentrata su una vicenda esemplare, perché porta al limite la questione dell’insider trading: l’uso di informazioni classificate in ambito militare per trarre profitto su un prediction market.
Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, un soldato delle forze speciali dell’esercito USA, Master Sergente Gannon Ken Van Dyke, avrebbe creato un account su Polymarket a fine Dicembre 2025 e avrebbe effettuato 13 operazioni su mercati collegati al Venezuela e a Nicolás Maduro, prendendo sistematicamente posizione favorevole su esiti legati a un intervento statunitense e alla rimozione/cattura del leader venezuelano. Il totale puntato sarebbe stato di circa 33.034 dollari, mentre i profitti hanno superato i 400.000 dollari.
L’ultimo acquisto dell’account ricollegato a Van Dyke era del 2 Gennaio 2026. Il giorno dopo, il 3 Gennaio 2026, Van Dyke si trovava nell’elicottero dove è stata scattata una delle foto celebri di Maduro catturato: il Venerdì ha scommesso e la notte tra Venerdì e Sabato è salito sull’elicottero per il Venezuela.

Dato che Van Dyke era coinvolto nella pianificazione dell’intervento in Venezuela, la ricostruzione dell’accusa sostiene che l’imputato fosse in possesso di informazioni non pubbliche e riservate su un’operazione militare e le avrebbe utilizzate per anticipare il mercato. Il caso è rilevante non solo per la dimensione economica, ma perché mette in discussione un punto cruciale: se un prediction market è accessibile (o aggirabile) da insider, non è più soltanto un “termometro” dell’opinione informata, ma un luogo dove l’informazione riservata può essere monetizzata con rapidità, anonimato relativo e transazioni difficilmente tracciabili al grande pubblico.

La questione è ulteriormente aggravata dalla natura geopolitica degli eventi: quando il mercato riguarda operazioni militari o crisi internazionali, il confine tra previsione e profitto su eventi violenti si fa più problematico, e il danno potenziale non è solo patrimoniale, ma istituzionale e, soprattutto, di carattere psicologico: la desensibilizzazione della violenza e dell’odio che è iniziata con i social media (non con internet) trova il suo culmine nell’istituzione di piattaforme che trattano la politica e la morte come se fossero la finale dell’ATP.
Successivamente a questo scandalo, Trump ha inviato una mail interna ai collaboratori della Casa Bianca, intimando di non scommettere sugli event contract. Evidentemente c’era bisogno di specificarlo, considerando che il Presidente è lui stesso indagato per inside trading.
Polymarket e la razionalità del mercato
Per comprendere perché i prediction markets suscitino reazioni così polarizzate, può essere utile spostare lo sguardo dal piano tecnico (come funziona il contratto) a quello culturale: che cosa significa trasformare l’attualità in un mercato? Che cosa accade quando il futuro viene continuamente prezzato? Una chiave interpretativa possibile è quella offerta da Herbert Marcuse, filosofo della Scuola di Francoforte, che ha analizzato il modo in cui le società industriali avanzate tendono a integrare e neutralizzare conflitti e bisogni attraverso dispositivi economici, tecnologici e culturali.
In Marcuse, la razionalità tecnico-economica non è neutra: organizza la vita sociale in modo efficiente, ma al prezzo di ridurre la complessità dell’esperienza umana a ciò che è misurabile, calcolabile, scambiabile. Un prediction market spinge in questa direzione: qualunque evento diventa una variabile con un prezzo, una probabilità, una curva; l’incertezza politica, l’instabilità internazionale, perfino la violenza possono essere incorporati in un meccanismo di scambio. Non so se già esistano, ma è come iniziare a effettuare scommesse sulle relazioni di Temptation Island per poi ritrovarsi a scommettere sui divorzi di coppie reali.
In questa prospettiva, Polymarket non è soltanto un sito: è un dispositivo che rende razionale l’evento, e al tempo stesso lo rende economicamente sfruttabile. Sarebbe però poco oggettivo negare l’ambivalenza del fenomeno. I prediction markets possono avere impieghi legittimi: aggregare valutazioni su scenari economici, rendere trasparenti aspettative, offrire strumenti di copertura in presenza di rischio. Il punto critico emerge quando l’oggetto del mercato non è un indicatore, ma un evento carico di potere e sofferenza: guerre, repressioni, operazioni militari.
In questo caso, la logica del mercato tende a colonizzare campi che tradizionalmente richiedono altri linguaggi (giuridico, etico, politico). Marcuse descriveva una società in cui anche il dissenso rischia di essere assorbito e reimpiegato; analogamente, l’indignazione per la finanziarizzazione della quotidianità può trasformarsi in un tema da monetizzare: più l’evento è controverso, più può attirare attenzione e liquidità.
La vicenda del soldato accusato di usare informazioni classificate rende visibile un aspetto spesso latente: l’idea che il mercato sia uno strumento conoscitivo presuppone parità di accesso alle informazioni. Quando questa parità viene meno (e in contesti di sicurezza nazionale è inevitabilmente così), il prezzo non dice la verità: può diventare la traccia di un’asimmetria di potere. Esattamente come è avvenuto con gli investimenti di una stretta cerchia di collaboratori del Presidente, che hanno scommesso sul mercato finanziario su eventi annunciati pochi giorni dopo. In termini marcusiani, il dispositivo non produce solo informazione, ma riproduce gerarchie: chi possiede informazione riservata possiede anche capacità di estrarre valore. Chi possiede capacità di estrarre valore, monetizza. Chi monetizza, sale di gerarchia. Quindi il ciclo rimane immutato, come la gerarchia: chi sta sopra può ottenere le informazioni per monetizzare e restare all’apice della piramide; chi è alla base, non ha la possibilità di salire di gradino.
In questo equilibrio instabile, la partita non riguarda soltanto Polymarket. Riguarda il rapporto tra mercato e conoscenza, tra tecnologia e responsabilità, tra informazione e potere: un nodo che, come intuiva Marcuse, tende a definire il confine tra strumenti utili e forme più sottili di dominio.
© Punto e Virgola
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